pinte grasse in inverno
Mondo Grasse

Come proteggere le piante grasse in inverno

Quando l’inverno arriva portandosi dietro il freddo e le prime piogge, ciò che affligge maggiormente tutte noi grassofile è la preoccupazione per lo stato di salute delle nostre piccoline. Le abbiamo viste crescere voluttuose e fiorire senza risparmiarsi durante l’estate e adesso? Come proteggere e curare le piante grasse in inverno mentre loro si appropriano del meritato riposo? Mille interrogativi minano le nostre sicurezze. Quante volte, io per prima, abbiamo visto piantine grasse assolutamente in salute, non superare l’inverno? Se non vogliamo procedere per tentativi ed errori, allora è necessario conoscere a fondo le nostre piante.

Questa è assolutamente la prima e più basilare regola di comportamento. Sono tali e tante le famiglie, le categorie, le specie che non è in alcun modo possibile generalizzare. Ogni pianta, a seconda del suo “background familiare” se così lo vogliamo definire, ha caratteristiche diverse e bisogni ed esigenze diverse. Così, questioni come :

  • dove tenere le piante grasse in inverno?
  • Con quale frequenza bisogna innaffiarle?
  • Quali temperature possono sopportare?
  • Devono stare al buio o alla luce?
  • Vanno concimate?

Avranno una risposta precisa e corretta solo se siamo in grado di identificare la singola pianta. Infatti, bisogna sempre tener presente che ciò che va bene per una haworthia, per esempio, è diverso da quello che va bene per una echeveria.

Dove mettere le piante grasse in inverno?

In linea generale, abbiamo davanti tre possibili scenari:

  • La soluzione indoor o dentro casa
  • La soluzione outdoor o fuori
  • La terza via

Teniamo presente che, qualunque sia il posto che viene scelto è necessario che soddisfi, per quanto possibile, tre condizioni. Esso deve essere:

  • Asciutto
  • Luminoso
  • Fresco

Scenario 1 – Le piante grasse in casa in inverno (soluzione indoor)

piante grasse in inverno come proteggerle e curarle

Una volta che abbiamo stabilito quali sono le piante che devono essere portate in casa, dovremo provvedere a preparare per loro un posto che rispetti le tre condizioni di cui sopra.

In realtà, dentro casa è difficile trovare le condizioni ottimali ma se proprio non abbiamo altra scelta, dobbiamo innanzitutto considerare che le piante grasse in genere amano la luce. D’estate, all’esterno, godono di non meno di otto ore di luce diretta o indiretta al giorno quindi sistemiamole nel punto più luminoso della casa che in genere è quello vicino a una finestra, magari orientata a sud. Le piantine grasse che meglio si adattano a stare in casa sono quelle che non amano molto il sole pieno ma preferiscono l’ombra, quindi anche la luce filtrata attraverso le tende va bene.

Il fattore luminosità è molto importante,  sebbene ci sia la convinzione che molte piante tollerino condizioni di scarsa illuminazione o che possano stare al buio, bisogna tener presente che la mancanza di luce le indebolisce anche se sono in riposo vegetativo. Ne risentirà la crescita, ne risentiranno i colori che diverranno meno vividi, ed assumeranno pian piano quella tipica forma allungata del fusto detta “filatura”. Attenzione quindi a questo primo elemento.

Parliamo adesso di temperature. Le piante che possiamo tenere in casa sono quelle che non sopportano temperature troppo rigide. Bisogna considerare però che dopo il caldo estivo hanno bisogno di temperature più basse per consentire loro di realizzare un adeguato riposo vegetativo grazie al quale avremo in primavera piante in salute. Stiamo attente quindi a dove mettiamo le nostre piante in casa. Se i riscaldamenti mantengono una temperatura superiore ai 18 gradi, inganneremo le piante impedendo loro di riposare. Se nel posto vicino alla finestra che abbiamo scelto è presente un termosifone acceso, allora cambiamo posto altrimenti le nostre piantine non sopravvivono. Cerchiamo quindi il posto più fresco in casa e sistemiamole là.

Infine abbiamo il fattore umidità. Non solo il terreno delle piante dovrebbe essere completamente asciutto durante il riposo vegetativo ma anche l’aria dovrebbe essere asciutta con un buon ricircolo per evitare che si formi umidità e condensa che depositandosi sulle piante per troppo tempo potrebbe generare l’insorgenza di funghi e altre malattie. Evitiamo di metter quindi le nostre piante grasse in cucina o in bagno. Gli altri ambienti sono decisamente più secchi e quindi più adatti.

Sebbene quelle anzidette sono le linee guida o regole generali per tenere le piante grasse in casa, ho imparato personalmente che tutte le regole hanno le loro eccezioni. La cosa più saggia da fare è monitorare costantemente le nostre piantine. Verifichiamo i loro cambiamenti, il loro comportamento durante lo svernamento, perché se è vero che hanno bisogno di luce, a seconda della loro esposizione, questa potrebbe essere eccessiva.

Controlliamo le foglie e verifichiamo se ci sono delle piccole bruciature, in questo caso tagliamo via la parte danneggiata e spostiamo la pianta in un luogo dove la luce è meno intensa. Ma mi raccomando, sempre in maniera graduale. Se notiamo che le foglioline più in basso, quelle vicine alla terra iniziano ad avvizzire e a seccare, non andiamo in panico, questo è un processo normale. Iniziamo a preoccuparci se questo accade alle foglie in alto quelle più nuove. Può essere che a causa dell’ambiente troppo secco abbiano bisogno di essere leggermente innaffiate.

Avendo cura di seguire queste poche regole, le nostre grassottelle dovrebbero essere in grado di superare egregiamente l’inverno.

Quando parliamo di soluzione indoor, per chi ne avesse la disponibilità, il posto migliore e sicuramente più adatto rispetto ai locali interni dell’appartamento, è il vano scale. Questo perché? Perché è un luogo in cui vengono verificate tutte le condizioni ottimali per il ricovero delle piante grasse. Intanto è sempre illuminato, condizione che in casa non possiamo assicurare. In secondo luogo, non c’è il riscaldamento ma nemmeno le temperature fredde che si riscontrano fuori  e in più l’aria circola regolarmente impedendo la formazione di condensa e il ristagno di umidità. Viene a crearsi quindi un microclima fresco e asciutto che è ottimale per le piante in riposo vegetativo.

Ah, dimenticavo… avete presente il Cactus di Natale? Bene, dimenticatevi di quello che abbiamo detto finora. Sua maestà la Schlumbergera, questo è il suo nome botanico, ha delle regole tutte sue. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo che ho dedicato a questa bellissima pianta grassa.

Scenario 2 – Le piante grasse fuori in inverno (soluzione outdoor)

piante grasse in inverno come proteggerle e curarle

Una conoscenza approfondita delle nostre piante è necessaria anche quando dobbiamo valutare quali lasciare fuori. Infatti, esistono piante che sono molto resistenti al freddo, possono sopportare anche temperature sotto lo zero, ma ce ne sono altre che possono subire danni con una temperatura superiore allo zero ma comunque sotto i 4/5 gradi e altre ancora che possono passare benissimo l’inverno fuori a patto che le temperature non scendano sotto i livelli anzidetti.

Le piante grasse che abbiamo messo a dimora in giardino, in piena terra, sicure che possano stare fuori senza problemi anche in inverno, devono comunque essere protette dalle piogge e dal gelo. Dal momento che vanno in riposo vegetativo, non hanno più bisogno di acqua, il terreno dovrebbe quindi rimanere asciutto per non rischiare di farle marcire, la soluzione ideale potrebbe essere quella di acquistare quei teli in plastica da pacciamatura che si usano in agricoltura in modo da proteggerle dal freddo e non trattenere l’umidità. Mi raccomando, non realizzate una pacciamatura con foglie, corteccia o paglia, che una volta inzuppate di acqua, trattengono umidità condannando a morte certa la pianta.

Oltre che dalla pioggia, vanno protette dal gelo. Questo perché? Sappiamo tutti che le nostre piantine sono definite succulente a causa della particolarità di accumulare acqua all’interno dei loro tessuti, nelle foglie, nel tronco. Quando l’acqua gela, aumenta di volume. Se questo accade all’interno delle cellule delle nostre piante, l’acqua che si espande per effetto della gelatura farà letteralmente esplodere la membrana cellulare dei loro tessuti portando la pianta a morire. Per evitare ciò, si può ricorrere ai teli di tessuto non tessuto per ricoprire e proteggere le piante. Una soluzione ideale, dal momento che questo tipo di materiale è anche molto traspirante.

Per quanto riguarda infine, le nostre grassottelle in vaso, la soluzione migliore è quella di ripararle sotto una tettoia o sul balcone o in veranda. Deve sempre trattarsi comunque di un luogo asciutto, fresco e luminoso.

Scenario 3 – La terza via

La terza via e forse anche la soluzione migliore sarebbe quella di utilizzare una serra fredda che rappresenta il compromesso ideale tra la soluzione indoor e quella outdoor. Bisogna stare attenti però perché la serra fredda va gestita bene per non fare danni. Ne esistono di diversi tipi e dimensioni in commercio ma potremmo pensare anche al fai da te. Basta rispettare alcuni accorgimenti. Intanto deve essere dotata di cerniere o finestrelle che possano essere aperte durante le giornate soleggiate e richiuse di notte così da evitare che la condensa vada a ristagnare sulle piante. Inoltre è bene sanificarla con uno spray insetticida e fungicida prima di ricoverare le nostre piantine. Se la serra è all’aperto, non necessita di luce artificiale. Se ti interessa saperne di più sul vasto mondo delle serre, leggi l’articolo “Piante grasse in serra: istruzioni per l’uso”.

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