Echeveria pianta
succulente

Echeveria: la regina delle succulente

L’Echeveria, la più bella tra le belle: fiera, altera, indipendente, autosufficiente, straordinariamente affascinante con la sua tipica forma a rosetta e i suoi mille colori. Per questi motivi ritengo possa essere considerata la regina delle succulente. Ovunque venga collocata attira l’attenzione di appassionati e non. È una pianta che desidera essere lasciata in pace. Riesce a cavarsela benissimo anche nelle situazioni peggiori, le troppe attenzioni la indispettiscono e potrebbero esserle addirittura fatali.

Se vi state affacciando appena adesso al mondo delle piante grasse e vi ritenete dei principianti, l’Echeveria è la pianta ideale per iniziare. Se la amerete senza esagerare, vi darà moltissime soddisfazioni. In più c’è da dire che non è una pianta tossica né per le persone né per gli animali domestici come cani o gatti. Forse è il contrario, perché i nostri amici pelosi potrebbero vederla come un giocattolo. Se così è vi conviene posizionarla fuori dalla loro portata.

Le origini

Le Echeveria provengono principalmente dal Messico e, con una minore distribuzione, da altre aree dell’America centrale. Vennero scoperte per la prima volta dall’artista e botanico messicano Atanasio Echeverría y Godoy che sul finire del 1700 venne incaricato, insieme ai suoi colleghi della spedizione botanica reale nella Nuova Spagna, di compilare un inventario della flora e fauna presenti in quei luoghi. Famose sono le sue illustrazioni botaniche, soprattutto quelle che ritraggono queste strane piante a forma di rosetta, alle quali nel 1828 il botanico francese Augustin Pyramus de Candolle (DeCandolle), attribuì il nome Echeveria proprio in onore di chi per primo le scoprì e le disegnò. Questa circostanza fuga anche ogni dubbio su una delle domande che ci si pone spesso, almeno io me la sono posta, e cioè: come si pronuncia Echeveria? La pronuncia esatta dovrebbe essere “eceveria” esattamente come il nome del botanico messicano che la scoprì.

Il genere Echeveria appartiene alla famiglia delle Crassulaceae ed è un genere molto vasto perché comprende oltre 150 specie. È un numero tuttavia, destinato a crescere perché anche in epoca moderna ne vengono scoperte di nuove in tutta l’America centrale e meridionale. Purtroppo queste piante tendono a crescere in luoghi inospitali come le scogliere o le zone molto calde dove solo i più intrepidi esploratori si avventurano. Alcune delle ultime specie scoperte sono ad esempio la Echeveria kimnachii e la Echeveria Cante in Messico, la Echeveria Cerrateana in Perù e tante altre in Bolivia, Guatemala, Nicaragua, Costa Rica e l’elenco è ancora lungi dall’essere definitivo.

Caratteristiche generali dell’Echeveria

Le specie appartenenti a questo genere, vengono classificate come succulente e possono essere terrestri o epifite come la particolare Echeveria Munizii o la Echeveria Pittieri per esempio.

Possono essere dotate di fusto oppure no. La caratteristica principale è che le foglie, siano esse numerose o no, si dispongono tutte a formare una rosetta. Proprio le foglie sono il tratto distintivo delle Echeveria. Esse possono essere più o meno carnose, possono essere pelose, dalla consistenza setosa o completamente glabre. Per quanto riguarda la forma, possono essere tonde, ovali o lanceolate e addirittura terminare con un piccolo aculeo come nella Echeveria Agavoide. I colori sono molto variabili a seconda delle specie o delle numerosissime cultivar, più di mille, prodotte per ottenere forme, colori, dimensioni diverse. In effetti le Echeveria sono anche le candidate ideali per gli esperimenti di ibridazione da cui si ottengono risultati a dir poco sbalorditivi.

Come coltivare l’Echeveria

Queste piante sono incredibilmente facili da coltivare e considerando che crescono e proliferano in stato di totale abbandono in natura, tra pareti rocciose, alberi e zone semidesertiche, ci rendiamo conto di come le nostre amorevoli cure debbano essere ridotte al minimo indispensabile. Come per ogni altra pianta grassa in coltivazione, esistono linee guida a cui attenersi in merito ad esposizione, innaffiature e così via. Vediamole insieme.

Luce

Le Echeveria sono piante molto resistenti, possono tollerare tanto il sole quanto l’ombra, l’ideale sarebbe coltivarle all’aperto garantendogli diverse ore di luce solare diretta soprattutto al mattino, in questo modo ne beneficerà sia la brillantezza dei colori sia la crescita. La giusta quantità di luce eviterà inoltre alla pianta, il cosiddetto fenomeno dell’eziolatura o filatura o ancora stiramento. Quando le piante vengono spostate da un luogo scarsamente illuminato a un luogo in pieno sole, bisogna farlo gradualmente o approfittare di una giornata nuvolosa altrimenti rischieremo di scottarle e le ustioni sulle foglie si vedranno per molto tempo rovinando l’estetica della pianta. Se le teniamo in casa, magari nel periodo invernale, la posizione ottimale sarebbe un davanzale ben illuminato.

Temperatura

L’ Echeveria ama molto il caldo ma considerando i luoghi in cui nasce spontaneamente, possiamo dire che è in grado di sopportare bene anche il freddo. Le gelate però possono esserle fatali soprattutto quelle notturne, rischieremmo infatti, di ritrovarla in poltiglia la mattina dopo. Per questo è meglio non esporla a temperature inferiori ai 5° C. In generale il range di temperatura ideale sarebbe tra i 5°C e i 25°C. Proteggiamole quindi in inverno. Se le temperature diventano troppo rigide, portiamole in casa o comunque in un posto dove le temperature non scendano sotto i limiti suddetti.

Innaffiature

La cosa più difficile con queste piante è trovare la giusta modalità di irrigazione. In effetti, soffrono molto l’eccesso di acqua e a causa di questo possono marcire da un momento all’altro. In natura, nei posti da cui provengono, si sono abituate alle grandi piogge ma anche a periodi piuttosto lunghi tra un acquazzone e l’altro. Tutta l’acqua di cui hanno bisogno viene immagazzinata nelle loro foglie spesse a carnose. Possiamo renderci conto di questo andando a staccarne una, se la rompiamo a metà ad esempio sentiamo quel tipico “crunch” e se poi la spremiamo come si fa con un limone rilascerà una quantità incredibile di succo.

Per non sbagliare, quindi, atteniamoci intanto alla regola generale delle piante grasse e cioè lasciamo asciugare completamente il terriccio tra un’innaffiatura e l’altra. Diciamo che in primavera/estate potrebbe andar bene dare acqua una volta a settimana ricordandoci sempre che sopportano meglio la siccità che l’eccesso di acqua. Dal tardo autunno all’inverno potrebbe andar bene anche una volta al mese aspettando ovviamente che il terriccio sia completamente asciutto. Una cosa fondamentale è usare tutte le accortezze per evitare che si formino ristagni d’acqua.

Umidità

Per quanto riguarda il fattore umidità dobbiamo tener presente che l’Echeveria non è assolutamente una pianta tropicale quindi predilige un ambiente secco ad uno umido. Questo significa che se decidiamo di tenerla in casa è necessario posizionarla in un punto in cui è assicurato un buon ricambio d’aria e una buona ventilazione. Il posto ideale sarebbe vicino a una finestra, con un flusso d’aria naturale. Per esperienza personale, sconsiglio nel modo più assoluto luoghi costantemente umidi come il bagno o la cucina.

Terriccio

Le Echeveria necessitano di un terreno altamente drenante per evitare i pericolosi ristagni d’acqua che le portano a morte certa. L’ideale sarebbe usare un substrato specifico per piante grasse o cactus. In alternativa, io di solito faccio un substrato composto per circa 2/3 da terra di giardino e da circa 1/3 di sabbia di fiume mettendo sul fondo del vaso, che deve essere dotato di fori di drenaggio, uno strato di ciottoli o ghiaia, così da assicurare un deflusso ottimale dell’acqua.

Concimazione

Queste piante hanno un tasso di crescita moderato e rispondono molto bene alle concimazioni ma senza esagerare perché in caso contrario l’eccessiva stimolazione causa una crescita troppo rigogliosa che rende la piante debole e lo si vede anche dal fatto che il colore naturale tende a sbiadire. Come regolarsi allora? Possiamo optare per un concime liquido per piante d’appartamento o meglio ancora specifico per piante grasse, diluito in una quantità doppia di acqua da dare una volta al mese o ogni due mesi nel periodo di crescita, quindi primavera/estate. Oppure possiamo ricorrere ad un fertilizzante a lenta cessione con un contenuto di azoto da basso a moderato. Lo mettiamo nel terreno a primavera e da lì non ne avrà più bisogno fino alla primavera successiva.

La fioritura dell’Echeveria

Quando le piantine arrivano a maturazione, inizieranno a fiorire. Di solito la fioritura delle Echeveria avviene in primavera e all’inizio dell’estate. Ogni anno, in quel periodo, dal centro della pianta iniziano a crescere uno o due gambi lunghi e sottili detti infiorescenze che porteranno in cima una serie di piccoli fiori raccolti in grappoli che penzolano come tante campanelle. Questi fiorellini che durano qualche settimana possono assumere diverse sfumature di colore, dal giallo, all’arancio, al rosso e delle volte sono anche vagamente profumati. Quando i fiori appassiscono e il gambo si secca va tagliato.

Nel prossimo articolo vi parlerò di rinvaso, potatura e riproduzione delle Echeveria.

Credit: “Echeveria cante” by UglyPlantation is licensed under CC BY 2.0; “Echeveria pot – Heather Lenkin garden” by brewbooks is licensed under CC BY-SA 2.0; “Echeveria and aloe Aloe arborescens in our garden [HDR plain]” by DΕΠΠΙS is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Echeveria” by pstenzel71 is licensed under CC BY-ND 2.0

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