Sedum sieboldii, la famosa “Erba Teresina”
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Sedum sieboldii, la famosa “Erba Teresina”

Il Sedum Sieboldii è una delle piante grasse più popolari e diffuse. Tra i Sedum è quella che ha il fogliame e l’aspetto più bello. Lo si nota soprattutto in autunno, quando assume particolarissime sfumature di rosa, rosso, giallo e arancione. La grande maggioranza di coloro che si appassionano a questa adorabile pianta, la identificano con il nome popolare di “Erba Teresina” o “Erba di Santa Teresa”.

Tale tradizione deriva dal fatto che è proprio nel mese dedicato a Santa Teresa d’Avila e a Santa Teresa del Gesù Bambino, che questa pianta ci regala le sue meravigliose e abbondanti fioriture. Si tratta inoltre, di una succulenta molto resistente che può essere coltivata praticamente ovunque. Cresce bene al sole come a mezz’ombra. Sopporta sia il caldo che il freddo. Può essere coltivata in vaso, meglio se in cesti appesi, ma può anche essere un’aggiunta preziosa in composizioni di piante grasse o da inserire in giardini rocciosi o giardini xeriscape.

Insomma, se cerchiamo una pianta che possa contribuire ad innalzare la nostra autostima come coltivatori succulenti, l’erba Teresina è sicuramente quella che fa al caso nostro.

Origini

Il Sedum sieboldii è endemico del Giappone e della Cina, dove cresce spontaneamente su pendii e pareti rocciose. Deve il suo nome al medico, ricercatore botanico e collezionista tedesco, Philippe Franz von Siebold che nei primi anni del 1800 si recò in Giappone ad insegnare la medicina occidentale e si appassionò allo studio della flora e della fauna locale. È grazie a lui che molte piante autoctone del Giappone, tra cui l’erba Teresina, furono importate in Europa.

Caratteristiche generali del Sedum sieboldii

Il Sedum sieboldii appartiene alla famiglia delle Crassulaceae. È una pianta succulenta perenne e decidua. Si compone di steli carnosi semi-prostrati e striscianti molto delicati, non ramificati né forniti di radici. Questi steli emergono da un cespo centrale e possono raggiungere una lunghezza di 25 cm.

Lungo gli steli si dispongono a vortice rosette di 3 o 4 foglie succulente di colore dal verde al grigio-azzurro, prevalentemente rotonde o a ventaglio con bordi seghettati che assumono una colorazione rossastra.

Da metà autunno, in cima agli steli, si formano delle infiorescenze di forma ellittica o tonda. Il colore dei fiori va dal magenta al rosa.  Quando la pianta fiorisce, il fogliame si tinge spesso di sfumature rosso scuro, cremisi  o violacee. Dopo la fioritura la pianta entra in riposo vegetativo.

Durante tutto l’inverno, potremmo avere la sensazione che la pianta sia morta, ed in un certo senso è così perché le foglie cadono, i fusti appassiscono ma si formano piccole gemme dormienti alla radice della pianta. Quando arriva la stagione di crescita primaverile, questi germogli prendono vigore e cominciano a crescere.

Come coltivare il Sedum sieboldii

Il Sedum sieboldii, come detto precedentemente, è una pianta facile da coltivare. Data la sua rusticità, è in grado di perdonarci molti errori ma ciò non significa che sia immortale. Dobbiamo tenere a mente che esistono anche per questa succulenta delle regole da osservare se vogliamo mantenerla bella e in salute per molti anni. Vediamole nel dettaglio.

Esposizione

Questa pianta ha bisogno di essere posizionata in un luogo molto soleggiato e luminoso. In estate, nei climi più caldi, è necessario proteggerla dal sole diretto, specie nelle ore in cui è più cocente perché le foglie potrebbero bruciarsi. Quindi, che sia in piena terra o in vaso, scegliamo per il nostro Sedum sieboldii un posto in cui riceve il sole diretto di mattina e un’ombra luminosa il pomeriggio. Anche se preferisce il pieno sole, questa pianta cresce bene anche nelle zone in ombra purché sia luminosa.

Temperature

Il Sedum sieboldii è una succulenta che non ha grossi problemi di temperature. Sopporta bene il caldo anche intenso, così come sopporta temperature fino a -3 gradi centigradi, quindi può stare fuori tutti l’anno.

Innaffiature

La nostra Teresina richiede poca acqua e sopporta anche lunghi periodi di siccità, grazie alle sue foglioline succulente che hanno il compito proprio di immagazzinare riserve d’acqua. Tuttavia, trarrà beneficio da una irrigazione regolare soprattutto in estate.

Innaffiamo abbondantemente lasciando defluire tutta l’acqua in eccesso e aspettiamo che il substrato sia completamente asciutto prima di dare altra acqua. Non dimentichiamo che questa pianta è molto suscettibile al marciume, inoltre è meglio innaffiare nelle ore fresche del mattino o della sera.

In inverno, la frequenza delle annaffiature deve essere drasticamente ridotta per mantenerla più che altro asciutta, anche perché si trova nel suo periodo di riposo vegetativo. Quando andiamo a bagnare, facciamolo verso mezzogiorno quando la temperatura è abbastanza alta. Evitiamo di annaffiare la sera in quanto la pianta potrebbe non asciugarsi in tempi brevi rischiando il marciume o addirittura potrebbe andare incontro a congelamento.

Se viene coltivata fuori, in piena terra, la pioggia naturale non dovrebbe rappresentare un problema. Se è eccessiva, proviamo a proteggere la pianta con dei teletti di TNT.

Umidità

Il Sedum Sieboldii non tollera l’umidità elevata: né quella ambientale, né quella del terreno. Dobbiamo avere cura quindi di posizionarla in un luogo ben ventilato e di fornire acqua solo quando è necessario.

Terriccio

Per quanto riguarda il substrato di coltivazione, questa succulenta si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, a patto che sia altamente drenante. Non dimentichiamo che in natura cresce prevalentemente su pareti rocciose.  Evitiamo i terreni troppo ricchi e argillosi. Preferiamo il terriccio specifico per piante grasse.

Concimazione

Il Sedum Sieboldii, se piantato in piena terra, non necessita di essere fertilizzato, basta aggiungere del fertilizzante a lenta cessione mischiato alla terra al momento della messa a dimora della pianta.

Se viene coltivata in vaso, i nutrienti nel terreno diminuiranno gradualmente nel tempo perché defluiscono con l’irrigazione. È necessario quindi, somministrare del  fertilizzante liquido specifico per piante grasse, almeno  una volta ogni due settimane in primavera, da fine aprile a giugno e in autunno da fine settembre a ottobre, per integrare i nutrienti persi.

La fioritura del Sedum sieboldii

Il periodo di fioritura del Sedum sieboldii va da ottobre a novembre. In quel tempo, in cima ai sottili steli carnosi, si sviluppa un’infiorescenza di piccoli fiori a forma di stella che quando si aprono formano una pannocchia, una cupola di colore più o meno intenso, dal rosa e al magenta. Hanno una larghezza che può arrivare fino ai 7 cm e formano delle macchie di colore che attirano subito l’attenzione.

Rinvaso del Sedum sieboldii

Nel caso della coltivazione in vaso, con il passare del tempo, le radici si intasano e la crescita rallenta, per cui la pianta non si presenta più bella rigogliosa. Il rinvaso si rende quindi necessario. Questa pianta dovrebbe essere rinvasata una volta ogni 1 o 2 anni di regola. Il momento ottimale per compiere questa operazione è quello che va da fine marzo a fine aprile.

Scelta del vaso

Durante il rinvaso, bisogna preparare un vaso di una o due misure più grande di quello precedente, per consentire alla pianta di crescere e svilupparsi diventando più grande. Siccome il Sedum sieboldii ha andamento ricadente, è meglio piantarlo in un vaso alto o comunque posizionarlo su una mensola o comunque su un supporto per contenitori o vasi sospesi. La soluzione cesti appesi sarebbe l’ideale.

Come rinvasare il Sedum sieboldii

Dopo aver rimosso la pianta dal precedente vaso, andiamo a tagliare le vecchie radici, magari deteriorate. Prendiamo il vaso e mettiamo una retina sul foro di drenaggio, aggiungiamo 1 o 2 centimetri di  pietra pomice e  aggiungiamo metà del terriccio. Posizioniamo la pianta e riempiamo con il rimanente terriccio fino a circa 2 centimetri dal bordo in modo che l’acqua non trabocchi immediatamente durante l’irrigazione. Facciamo in modo che il terriccio si diffonda bene nel vaso, ai lati della pianta e innaffiamo abbondantemente.

Propagazione del Sedum sieboldii

Esistono fondamentalmente tre metodi per propagare la nostra Teresina: per talea, per divisione, per seme.

Propagazione per talea

Le talee di stelo sono uno dei metodi più efficaci per propagare il Sedum sieboldii. È preferibile farlo durante i mesi estivi, meglio se da maggio a giugno. Dovremo munirci di un coltello affilato o di un paio di forbici precedentemente sterilizzati. Tagliamo delle porzioni di stelo in salute di almeno 5 centimetri e riponiamoli in un luogo caldo e ombreggiato per alcuni giorni affinché si asciughino. Quando le ferite diventano callose, interriamo le nostre talee per almeno un paio di centimetri in vasetti riempiti con terriccio e sabbia. Il vantaggio delle talee è che diventano cloni con esattamente le stesse proprietà del ceppo genitore.

Propagazione per divisione

Un altro metodo molto semplice per propagare il Sedum sieboldii è quello per divisione. Questo metodo può essere utilizzato nel momento del rinvaso, quindi da fine Marzo ad Aprile, e consiste nel separare il ceppo principale della pianta madre in più sezioni e ripiantare queste ultime in vasi separati.

Propagazione per seme

Il periodo ideale per propagare il Sedum sieboldii tramite seme è la primavera, quando la temperatura esterna è compresa tra 4° e 21°centigradi. Durante questo periodo, prendiamo i semi e spargiamoli in superficie su un substrato adatto e ben drenante debitamente inumidito. Nebulizziamo ogni volta che lo notiamo asciutto per mantenerlo umido. Teniamoli all’ombra per circa una settimana, quindi spostiamoli in un luogo soleggiato. I semi ci impiegheranno diverse settimane per  germogliare. La semina è sicuramente il metodo che impiega più tempo per dare risultati.

Problemi comuni e malattie del Sedum sieboldii

Problemi comuni e malattie del Sedum sieboldii

I problemi maggiori per il Sedum sieboldii sono rappresentati da afidi e lumache e dal marciume.

Gli afidi si presentano intorno al mese di marzo. Si tratta di piccoli insetti di circa 2-4 mm che si riproducono velocemente e copiosamente. Essi si attaccano saldamente al fogliame e succhiano la linfa, indebolendo il ceppo della pianta e trasmettendo malattie virali. Inoltre una pianta ricoperta di afidi non è certo un bel vedere.

Quando ci accorgiamo di una infestazione, possiamo intervenire raschiandoli via o respingendoli con acqua, ma parliamo delle  prime fasi dell’attacco. Se cerchiamo un metodo più radicale, dovremmo ricorrere agli antiparassitari specifici per questo problema, anche se non sempre molto efficaci.

Le lumache si nutrono di fiori, boccioli, germogli, foglie nuove e frutti. Non compaiono sul fondo dei vasi o sul fondo delle foglie cadute durante il giorno, ma sono attivi di notte. Se notiamo sulle foglie la tipica scia di muco, allora vuol dire che le lumache sono venute a trovare la nostra pianta. Dal momento che sono assolutamente contraria ai lumachicidi, suggerirei di adottare strategie alternative per combatterle.

Teniamo presente che le lumache prosperano nell’umidità, quindi controlliamo il sito in cui è posta la nostra Teresina per verificare che non ci sia troppa acqua. Possiamo poi creare delle barriere con sostanze polverose che loro temono, come i fondi del caffè o la cenere, curandoci di rinnovarle periodicamente soprattutto dopo che ha piovuto. Un’altra soluzione è quella di raccoglierle manualmente e portarle altrove.

Per quanto riguarda il marciume del Sedum sieboldii, è una malattia causata da batteri che vivono nel terreno e tende a manifestarsi in un ambiente eccessivamente umido. In pratica, si sviluppano lesioni alla base del ceppo che alla fine diventa marrone e marcisce. Tale infezione può espandersi alle foglie, agli steli e agli altri ceppi.

Quando ci accorgiamo che un ceppo sta per marcire, dovremmo rimuoverlo il prima possibile per impedire il progredire della malattia. Per prevenire tale eventualità, è importante creare un ambiente ben drenato, non eccedere con le innaffiature e assicurare una buona ventilazione.

Può anche verificarsi il caso contrario e cioè che il fogliame appassisca lentamente quando invece dovrebbe essere bello succulento e turgido, questo è un chiaro segnale che la pianta ha sete e deve essere irrigata. Stiamo attenti ai segnali che la pianta ci manda.

Tossicità

Il Sedum sieboldii presenta un certo grado di tossicità. Può causare irritazione allo stomaco se ingerito o irritazione della pelle a contatto con la linfa.

Credit:”Sedum sieboldii coming back to life” by Gail Frederick is marked with CC BY 2.0.; “sedum sieboldii” by Ezequiel Coelho is marked with CC BY-NC-ND 2.0.

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