Stapelia: lo strano caso del Cactus Stella Marina
succulente

Stapelia: lo strano caso del Cactus Stella Marina

La Stapelia è una pianta sorprendente, che di sicuro non può mancare in una bella collezione di piante grasse. Di lei parlò il grande scrittore e naturalista tedesco Johann Wolfgang von Goethe, il quale la definì come la pianta che presenta “i fiori più belli e più mostruosi del mondo”. Una descrizione abbastanza curiosa se pensiamo alla straordinaria bellezza dei suoi grandi fiori, dai petali variamente decorati che ricordano una stella marina.

In realtà, chi possiede una Stapelia conosce bene l’insolita contrapposizione tra la spettacolarità dei suoi fiori e l’incredibile fetore che essi emanano. Ebbene sì, un odore intenso e sgradevole come di animale morto. Vi parlerò più avanti del motivo di questa sua particolare caratteristica. Continuando sul percorso delle contraddizioni, la Stapelia viene anche definita Cactus Stella Marina, con riferimento all’aspetto dei fiori e dei fusti carnosi, assolutamente privi di foglie e muniti di dentini che somigliano a spine.

Tuttavia, la Stapelia non è un cactus ma una succulenta. Oltretutto, questa pianta grassa è diventata molto popolare tra i coltivatori perché richiede poco impegno nella cura, è abbastanza resistente ed è molto ornamentale e scenografica tanto da poter competere in bellezza anche con una orchidea.

Origini

In natura, le piante del genere Stapelia si trovano principalmente nel territorio sud-occidentale e meridionale dell’Africa. Qui preferiscono i pendii rocciosi, le zone costiere di bacini artificiali o angoli vicino a grandi alberi. La Stapelia prende il nome da Johannes Van Stapel, noto medico e botanico olandese nel XVII secolo. 

Caratteristiche generali della Stapelia

La Stapelia è una pianta succulenta perenne, appartenente alla famiglia delle Asclepiadaceae. Il genere Stapelia si compone di circa cento specie diverse. In generale, sono piante che raggiungono un’altezza che può variare da 10 a 60 centimetri. Producono un gran numero di fusti succulenti e carnosi di forma tetraedrica che si ramificano alla base. Lungo i bordi di questi fusti si formano dei dentini simili a spine a causa dei quali questa pianta viene anche definita Cactus Stella Marina. Hanno una colorazione molto particolare che va dal bluastro al verde e talvolta, se esposti alla luce del sole, assumono una sfumatura rosso porpora o violacea. Questa succulenta ha andamento cespitoso e i nuovi germogli, che appaiono alla base degli steli, tendono ad essere striscianti.

La Stapelia è una pianta che va in riposo vegetativo in inverno. C’è inoltre un fatto curioso che genera non poca confusione nell’identificazione di questa pianta. In passato infatti, tra le Stapelie, c’era una specie da interno altamente decorativa, la cosiddetta Stapelia variegata, che era forse la più comune e diffusa in coltivazione. Oggi troviamo questa specie riclassificata nel genere Orbea, come specie di  Orbea variegata .

Come coltivare la Stapelia

Come coltivare la Stapelia

Le Stapelie sono piante grasse senza molte pretese, per questo molto facili da coltivare e alla portata anche dei principianti. Ciò non toglie, che per mantenerle in salute e ottenere delle belle fioriture, è necessario seguire le giuste regole di coltivazione. Vediamole nel dettaglio.

Esposizione

La Stapelia è una pianta esotica africana, già solo questo basta per dedurre che ha bisogno di molta luce intensa e ogni giorno ha bisogno di prendere un po’ di sole. In mancanza di illuminazione, infatti, i germogli diventeranno più sottili e allungati, e questo potrebbe impedire la fioritura. 

Tuttavia, in estate e soprattutto nelle ore più calde della giornata, la pianta necessita di protezione dal sole cocente, questo eviterà la comparsa di bruciature sulla sua superficie che possono seccare i germogli. In effetti, in natura si trovano in luoghi piuttosto appartati e una posizione a mezz’ombra quindi, è l’ideale se teniamo la Stapelia all’esterno.

Se la teniamo in casa, posizioniamola su una finestra situata nella parte ovest o est dell’appartamento. Se la mettiamo su un davanzale esposto a sud, durante le ore più calde, dovremo ombreggiare per evitare la formazione di bruciature sui germogli. Ricordiamoci di abituare la pianta gradualmente a qualsiasi cambio di posizione e quindi di illuminazione.

Temperature

Questa succulenta è molto sensibile al fattore temperature. Data la provenienza, è inutile dire che non sopporta le basse temperature o le gelate. In estate la temperatura ideale è quella compresa tra i 22 e i 26 gradi. È meglio evitare il caldo estremo, ma l’aumento delle temperature di solito influisce solo sulla frequenza dell’irrigazione. 

In inverno le nostre Stapelie vanno in riposo vegetativo e hanno bisogno quindi di essere mantenute a temperature più basse per consentire in seguito una buona crescita e una bella fioritura. La temperatura ideale è quella compresa tra i 12 e 15 gradi, né più né meno, nel periodo che va da novembre a marzo. Queste sue esigenze, legate alla temperatura, la rendono una pianta che cresce meglio in appartamento piuttosto che fuori. Potremmo tenerla in casa in inverno e trasferirla su una terrazza o un balcone o comunque in posto a mezz’ombra dove sia assicurata una buona ventilazione, appena le temperature iniziano a salire.

Innaffiature

Con le innaffiature dovremo stare molto attenti perché la Stapelia è molto sensibile alle malattie fungine da eccesso di umidità. In generale, diciamo che non ha bisogno di innaffiature frequenti. Da marzo all’inizio dell’autunno, l’irrigazione dovrebbe essere effettuata una volta a settimana lasciando che il terreno si asciughi completamente tra un’irrigazione e l’altra.

In ottobre e fino dicembre è consigliabile ridurre la frequenza di irrigazione  a una volta ogni 15 giorni. In dicembre e gennaio sospendere del tutto le irrigazioni. A partire da febbraio, riprendere gradualmente con le innaffiature.

In ogni caso, nel periodo vegetativo possiamo capire quando e il momento di irrigare guardando lo stato della pianta. Se notiamo che i germogli iniziano a raggrinzirsi, quello è il momento di dare da bere alla pianta. Consideriamo che ciò può anche dipendere dalla temperatura ambientale. Più caldo è il posto in cui si trova, maggiore sarà l’umidità necessaria alla pianta. 

Umidità

L’umidità ambientale non rappresenta un fattore di particolare importanza per la Stapelia. Essa infatti, non teme un ambiente molto secco sia che si tratti della stagione estiva, sia che si tratti della stagione invernale.

Terriccio

Questa succulenta necessita di un terreno altamente poroso e drenante. Possiamo usare un normale substrato per piante grasse a cui andremo ad aggiungere del carbone vegetale che ha elevate proprietà disinfettanti oppure possiamo realizzare in casa il substrato adatto mescolando due parti di terriccio universale, una parte di sabbia grossolana e pomice o perlite e una parte di carbone vegetale.

Concimazione

La Stapelia va concimata solo in estate, somministrando del fertilizzante liquido specifico per piante grasse con un maggiore contenuto di potassio, almeno una volta ogni 15 giorni. Per aumentare la resistenza della pianta alle malattie, di tanto in tanto, potremmo somministrare degli integratori a base di potassio. In inverno, la pianta non ha bisogno di essere concimata.

La fioritura della Stapelia

La fioritura della Stapelia

La Stapelia fiorisce dalla tarda primavera all’estate inoltrata, a seconda delle condizioni climatiche e ambientali. I fiori che produce sono tra i più belli e sorprendenti di tutto il mondo delle piante grasse. Nascono solitari o accoppiati su peduncoli piegati verso il basso che si originano alla base dei germogli e meno spesso in cima.  Ogni fiore può raggiungere una dimensione che va dai 5 ai 30 centimetri a seconda delle specie.

Per quanto riguarda il loro aspetto, si compongono generalmente di cinque petali e assomigliano molto alle stelle marine. I petali possono essere carnosi e di consistenza coriacea spesso decorati con rughette e increspature che formano una trama insolita.  Sono inoltre più o meno pubescenti ricoperti cioè di peluria. Possono essere di un unico colore o variegati e tigrati.

I colori sono in genere opachi e molto variabili. Insomma, a seconda della specie, i fiori possono variare notevolmente per forma, dimensione e colore, ma la maggior parte di essi ha una proprietà comune:  il tipico odore sgradevole di carne putrefatta. Il motivo di questa sua particolare caratteristica sta nel fatto che, nei luoghi di origine, i principali  insetti impollinatori sono le mosche.

impollinazione della stapelia

E siccome le mosche si riversano sulle carogne, la Stapelia non fa altro che imitarle, non solo emettendo un odore disgustoso, ma in aggiunta a questo, attira le mosche con i suoi petali pelosi e rugosi, che appaiono come la pelle in decomposizione di un animale morto. E per completare l’inganno, la pianta emette calore, come nel processo chimico di decomposizione. Il risultato è così convincente che le mosche non solo arrivano per impollinare i fiori ma vi depongono anche le uova. Questi stupefacenti fiori che sono croce e delizia di questa meravigliosa pianta, durano circa 3 giorni e l’intero periodo di fioritura dura da 2 settimane a diversi mesi. Quando la Stapelia sfiorisce, i gambi dei fiori possono essere rimossi. Questo stimola lo sviluppo di boccioli per la prossima stagione. Un’eccezione è fatta per i fiori da cui verranno raccolti i semi.

Credit: “Stapelia hirsuta L.” by Skolnik Collection is marked with CC BY-NC-ND 2.0.; “Stapelia leendertziae var. Wilmaniae 02” by Любо Гаджев is marked with CC BY-SA 2.0.; “Orbea variegata x Stapelia asterias” by Skolnik Collection is marked with CC BY-NC-ND 2.0.; “Stapelia orbea” by blumenbiene is marked with CC BY 2.0.; “stapelia grandiflora” by Ezequiel Coelho is marked with CC BY-NC-ND 2.0.; #”Stapelia pollinator” by Skolnik Collection is marked with CC BY-NC-ND 2.0.

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