Lithops: fioritura, rinvaso, propagazione e problemi comuni
In questo articolo vi parlerò di alcuni aspetti dei Lithops che non sempre ricevono la giusta attenzione. Siamo abituati a pensare a queste piccole succulente come a dei sassolini variopinti, che sembrano vivere indisturbati tra le pietre senza effettuare alcun movimento. Eppure, come ampiamente illustrato nel precedente articolo “Come coltivare i Lithops”, essi hanno un preciso ciclo vitale composto da fasi ben definite, in ognuna delle quali compiono dei processi utili alla loro rigenerazione, che culminano nella fioritura. Non per niente, vengono definiti “sassi viventi”. Anche i Lithops possono essere propagati, possono avere bisogno di essere rinvasati di tanto in tanto e infine, anche loro si ammalano. Andiamo ad approfondire tutti questi aspetti.
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La fioritura dei Lithops

Possiamo dire che la fioritura va a chiudere un po’ il cerchio nel ciclo di crescita dei Lithops. In natura, i Lithops iniziano a fiorire e a crescere subito dopo l’inizio delle piogge stagionali. In coltivazione, ogni specie ci mette il suo tempo per completare ogni fase della sua crescita, per cui, alcune specie fioriscono già a luglio, altre a novembre inoltrato. Possiamo dire, in generale, che i Lithops sono piante a fioritura tardo- estiva o autunnale. Già da fine Agosto, inizio Settembre, la fessura tra le foglie comincia a separarsi. Nei giorni seguenti, inizierà a spuntare un germoglio da quella fessura e poco dopo un fiore bianco o giallo si schiuderà.

I fiori dei Lithops sono simili a delle margherite e di solito sono così grandi da superare il diametro della pianta che li ha prodotti. Ogni corpo fogliare produce un solo fiore che può essere bianco o giallo e in molte specie di Lithops ha un profumo dolce-speziato. I fiori durano circa una settimana, dopodiché, iniziano a seccare e la fessura inizia piano piano ad allargarsi ulteriormente mostrando il nuovo paio di foglie che si sta sviluppando.
Può accadere, quando compriamo dei Lithops, di rimanere delusi perché magari seguiamo tutto il loro ciclo vitale senza vederli fiorire. Questo può essere normale nel primo anno di vita. Se non fioriscono vuol dire che non sono ancora abbastanza maturi. I Lithops di solito devono avere dai tre ai cinque anni prima di iniziare a mettere fiori.
Rinvaso
Se parliamo di piante adulte, il rinvaso è un’operazione che si rende necessaria raramente. Questo avviene quando i Lithops raggiungono una dimensione tale per cui hanno occupato interamente il vaso oppure quando iniziano a dare evidenti segni di sofferenza. È il caso in cui, per esempio, i nuovi corpi fogliari emergenti raggiungono dimensioni più piccole dei precedenti. Il rinvaso è invece indispensabile nel processo di riproduzione per mezzo della semina e quando le plantule sono in fase di crescita. Il periodo migliore per il rinvaso si estende a tutta la stagione calda, preferibilmente nel periodo immediatamente successivo al termine della muta fogliare. Evitiamo di effettuare questa operazione durante la muta.
Scelta del vaso
La scelta del vaso è un aspetto fondamentale per avere una pianta in salute. Partiamo innanzitutto col dire che i Lithops hanno un apparato radicale più grande del resto della pianta in superficie. Le radici a fittone, che dipartono dal centro della pianta, hanno uno sviluppo in verticale e necessitano di uno spazio adeguato per crescere. Quindi, per quanto riguarda forma e dimensione del vaso, diciamo che i Lithops non hanno bisogno di vasi eccessivamente grandi ma devono avere necessariamente una profondità di almeno 8-12 cm.
Assicuriamoci inoltre che il vaso abbia dei fori di drenaggio. Per quanto riguarda il materiale, vanno bene sia vasi di plastica che quelli di terracotta. In quest’ultimo caso però, nella stagione di crescita, bisognerebbe aumentare la frequenza di irrigazione. Ciò perché la terracotta traspira e perde umidità velocemente, al contrario della plastica che è impermeabile. Se l’irrigazione non è sufficiente, l’apparato radicale è soggetto ai danni perché le radici tendono ad aderire alle pareti del vaso, in quanto da quella via esce l’umidità, che loro tendono a seguire. Così facendo non utilizzano completamente il pane di terra e tendono a seccarsi o a rompersi durante il rinvaso. Teniamo conto anche di questo aspetto quando andiamo a scegliere il vaso per i Lithops.
Come rinvasare i Lithops
Una volta reperiti il vaso ed il terriccio adatto, che può essere quello specifico per cactacee o quello che abbiamo composto secondo la ricetta che trovate qui, procediamo al rinvaso.
- Andiamo a svasare i Lithops e ripuliamo le radici dal vecchio terriccio. Non possedendo radici carnose, queste succulente non soffrono particolarmente il rinvaso, quindi possiamo evitare di lasciarle asciugare come accade per le altre piante grasse;
- Riempiamo il vaso con il terriccio e pratichiamo un buco per accogliere il fittone e la parte inferiore del corpo del Lithops;
- Posizioniamo la pianta nel terreno in modo che circa tre quarti dell’altezza della stessa rimanga sopra il livello del suolo per permetterle di “respirare”;
- Mettiamo alcuni sassolini tra le piante e infine uniformiamo con un sottile strato di sabbia grossolana o ghiaia per uccelli sulla superficie;
- Innaffiamo per consentire la formazione dei nuovi peli radicali;
- Per tutta la durata dell’operazione di rinvaso e fino a che le piante non danno segni di avere radicato, il vaso andrebbe tenuto in posizione molto luminosa ma non al sole diretto, dove possa ricevere inoltre un’ottimale ventilazione per prevenire l’insorgenza di muffe, marciumi e malattie fungine.
Propagazione


I Lithops si riproducono principalmente per seme, anche perché la moltiplicazione dei corpi fogliari richiede spesso anni e dunque la loro separazione come talee è poco praticata.
Tutti i Lithops sono auto sterili, questo significa che non possono autofecondarsi utilizzando il proprio polline ma è necessario possedere due piante della stessa specie per ottenere da ciascuna delle due i semi. Quello che dovremo fare quindi, se vogliamo impollinare i fiori dei nostri Lithops e ottenere semi a scopo riproduttivo, è semplicemente armarci di un pennellino e trasportare manualmente il polline dalle antere di una pianta al pistillo di un’altra, e viceversa.
Se la fecondazione è avvenuta correttamente, dopo la fioritura l’ovario comincerà ad ingrossarsi sensibilmente e a formare, col tempo, una capsula di colore verde, la cosiddetta “capsula seminifera”. Questa struttura impiegherà vari mesi per giungere a maturazione, cioè per seccarsi.
Dal punto di vista funzionale essa è definita come una vera e propria opera di ingegneria naturale. Infatti, solo nel momento in cui seccano, queste capsule sono pronte ad aprirsi per esporre i semi contenuti al loro interno e lo fanno nel giro di un paio di minuti, non appena vengono bagnate anche con una sola goccia di acqua. Questo comportamento, che dipende dalla presenza di fibre igroscopiche che si gonfiano al contatto con l’acqua. Questo meccanismo serve a garantire la dispersione dei semi, solo in quei momenti in cui hanno qualche probabilità di germinare, ovvero durante le piogge.
I semi sono davvero piccoli. Proprio per questo dobbiamo fare molta attenzione quando li andiamo ad estrarre dalle capsule. Allo scopo, possiamo servirci di uno stuzzicadenti e una volta raccolti è bene riporli in una piccola busta di carta per la cosiddetta “stagionatura”. I semi troppo freschi, infatti, hanno una germinabilità molto bassa o nulla, mentre i semi stagionati, che abbiano almeno sei mesi o un anno, hanno un tasso di germinabilità che arriva a toccare il 100%.
Come propagare i Lithops tramite seme
Dopo che i semi sono belli che stagionati, possiamo finalmente metterli a germinare. Come procedere?
- Per prima cosa prendiamo un vassoio per la semina e riempiamolo con stesso substrato usato per le piante adulte;
- Prendiamo i minuscoli semini e spargiamoli in maniera il più possibile uniforme sul substrato, non vanno assolutamente interrati;
- Dopo la semina si può cospargere il terreno con un sottilissimo strato di sabbietta fine;
- Innaffiamo dal basso, per immersione, se non vogliamo vedere i semi navigare ovunque. Il terriccio deve risultare ben bagnato;
- Dato che per la germinazione dei Lithops è necessaria un’umidità prossima al 100%. Allo scopo, andiamo a coprire il vassoio con della pellicola trasparente per alimenti, nel giro di poche ore dovrebbe formarsi la condensa che stimolerà la germinazione;
- Riponiamo il vassoio in una posizione molto luminosa, ma non al sole diretto. La germinazione inizierà dopo pochi giorni, in genere una settimana. Quando la maggior parte delle plantule sono germinate possiamo togliere la pellicola di copertura;
- Possiamo continuare a mantenere il terreno costantemente bagnato tramite nebulizzazioni frequenti (quotidiane) o, in alternativa, innaffiature dal basso tramite immersione.
Dopo circa un mese dalla semina, è possibile diminuire leggermente l’umidità del terreno, procedendo di pari passo con il crescere delle piantine, senza dimenticare che la radichetta delle plantule può essere danneggiata da un calo eccessivo dell’umidità. Questo significa che il substrato non deve mai asciugarsi del tutto fino a che non avranno completato la muta, circa 6 mesi dopo la semina.
Dopo la prima muta è anche possibile trasferire le piantine al sole diretto e trattarle come piante adulte. Quando le piantine raggiungono un diametro di almeno mezzo centimetro e abbiano completato la muta, devono essere prelevate singolarmente e preparate per il trapianto nel loro vasetto di destinazione.
Aspettiamo un paio di giorni prima di innaffiare e sistemiamole in una posizione molto luminosa ma con poco o niente sole diretto, fino a che le plantule non daranno segni d’aver attecchito, ci metteranno circa 7-10 gg. Questo perché i Lithops, in fase di rinvaso, sono particolarmente sensibili al sole.
Problemi comuni e malattie
La causa più frequente di morte dei Lithops è il marciume. Raramente si tratta di marciume radicale, più spesso di marciume al colletto. Quando il marciume intacca la pianta, questa si affloscia fino a scomparire del tutto.
Le cause di questa infezione possono essere: terreno troppo ricco di humus, elevata umidità, terreno non drenato in cui stagna l’acqua e innaffiature eccessive. Purtroppo l’unica cura per questa patologia è la prevenzione, perché quando si presenta, per la pianta non c’è più nulla da fare. Teniamo quindi a mente le tre regole d’oro nella coltivazione dei Lithops:
- terriccio drenante;
- innaffiature diradate nel tempo;
- buona ventilazione.
serve solo questo per impedire l’insorgenza del marciume.
Per quanto riguarda i parassiti, i Lithops sono frequentemente attaccati dalla cocciniglia cotonosa, che si annida soprattutto nel colletto, e spesso nello spazio tra una foglia secca e quella nuova oppure addirittura nelle radici. L’utilizzo di un insetticida sistemico può essere indicato in questi casi.
Ci sono poi gli acari che provocano danni come piccole macchie di tessuto cicatriziale bianco sulla superficie della pianta. Anche in questo caso è bene usare un antiparassitario specifico.
I Lithops possono essere anche attaccati da lumache, topi, uccelli, bruchi ed ogni genere di cavallette o grilli che in pratica non fanno altro che mangiarli. Se si limitano a rosicchiare una foglia o due, con la muta e la nascita delle nuove foglie la nostra piantina potrebbe continuare a vivere.
Tossicità
I Lithops non sono tossici. Infatti, esiste una certa letteratura che fa riferimento a bambini di diverse etnie africane che a volte mangiano queste piante come mezzo per placare la sete.
Credit:”Lithops in bloom” by London looks is marked with CC BY 2.0.; “Lithops Leslei” by Harry-Harms is marked with CC BY-NC-SA 2.0.; “Lithops” by Etnojardines is marked with CC BY-NC-ND 2.0.;


