Come identificare una Echeveria
Il genere Echeveria è molto vasto perché conta oltre 150 specie e questo numero è destinato sicuramente ad aumentare viste le continue nuove scoperte. La famiglia delle Crassulaceae, a cui questo genere appartiene, è addirittura ancora più vasta e comprende molte specie che hanno tra loro tratti comuni come la particolare forma a rosetta. Questa particolarità genera non poca confusione in chi non ha un occhio allenato o non è molto pratico di succulente.
Quante volte ci è capitato, e parlo per esperienza personale, di comprare una pianta sprovvista dell’etichetta con il nome o di ricevere in regalo una talea proprio a forma di rosetta e di confonderla con la Echeveria mentre invece si trattava di un’altra pianta?






Le succulente in queste foto, presentano una notevole somiglianza tra di loro. Chi non ha molta familiarità con le piante grasse potrebbe pensare che si tratti di diverse specie dello stesso genere. Il fatto che abbiano tutte uno sviluppo fogliare a forma di rosetta, non significa però che siano tutte Echeveria.
In effetti, solo la pianta nella prima foto è una Echeveria, le altre sono in successione: un Aeonium, un Graptopetalum, un Sempervivum, un Pachyphytum, e infine un Sedum Palmeri.
La domanda da un milione di dollari è: come facciamo a capire di quale pianta si tratta per gestirla e curarla di conseguenza?
Semplicemente, dobbiamo imparare a diventare attenti osservatori. Solo in questo modo riusciremo ad identificare le succulente. Per me è stato così all’inizio. Gli elementi principali da valutare sono le foglie, i fiori e talvolta lo sviluppo in crescita.
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Echeveria vs Aeonium


Molte persone tendono a confondere l’Aeonium con l’Echeveria perché entrambe le piante producono le foglie formando dei cerchi concentrici intorno ad un centro e ciò gli conferisce la tipica forma a rosetta. Tuttavia, esistono delle caratteristiche specifiche che le differenziano, fugando ogni dubbio circa la loro identità. Intanto si può iniziare guardando proprio la rosetta.
Ci accorgiamo subito, mettendole a confronto, che le foglie dell’Aeonium sono piatte nella maggior parte dei casi, lunghe dai 5 ai 9 cm e il loro spessore non va oltre i 3 mm. Inoltre, sono oblunghe e oblanceolate, arrotondate superiormente, apiculate, sode, verdi o bruno-violacee, più o meno lucide con peletti bianchi lungo i bordi che sembrano dentini mentre le superfici sono glabre. L’Echeveria invece, ha foglie molto più paffute e generalmente a forma di cucchiaio. Sono anch’esse apiculate ma i bordi sono lisci.
Nelle forme più diffuse, gli Aeonium producono le rosette su lunghi steli legnosi, tendono quindi a crescere in alto a differenza delle Echeveria che possono produrre nuove rosette su lunghi stoloni che si riversano verso il basso.


Un’ultima discriminante tra le due specie riguarda la fioritura e i fiori. Gli Aeonium producono un’infiorescenza fitta che può avere una forma conica o ovoidale. Gli steli fioriferi possono raggiungere anche i 20 cm di lunghezza ed emergono dal centro delle rosette. I fiorellini sono a forma di stella, generalmente di colore giallo e hanno da 9 a 11 petali. L’Echeveria invece, produce uno o più steli fioriferi che dipartono non dal centro delle rosette ma dal centro della pianta in corrispondenza dell’attaccatura delle foglie, sono lunghi e più o meno sottili e portano in cima dei grappoli di fiori penzolanti a forma di campanella. I colori dei fiori vanno dal rosa all’arancio, a volte possono essere bianchi o gialli.




In più, c’è da aggiungere che, mentre l’Echeveria è una pianta policarpica, cioè fiorisce ogni anno, gli Aeonium sono invece piante monocarpiche e questo significa che la rosetta che ha prodotto lo stelo fiorifero, morirà inevitabilmente a seguito della fioritura.
Echeveria vs Graptopetalum


Un’altra pianta che può essere facilmente confusa con l’Echeveria è il Graptopetalum. Anche in questo caso ci troviamo di fronte una piantina dalla tipica forma a rosetta ma se guardiamo attentamente alla sua conformazione, ci accorgiamo che le foglie non crescono formando dei cerchi concentrici intorno al centro ma assumono un andamento a spirale riconducibile alla tipica forma della spirale di Fibonacci. Per quanto riguarda le foglie sono molto più paffute e spesse rispetto a quelle delle Echeveria e hanno la forma di un triangolo delicatamente appuntito. Le rosette a differenza delle Echeverie, che hanno forma compatta, crescono invece sulla punta di steli che possono diventare anche molto lunghi assumendo andamento pendente.


Rimanendo sulle foglie, possiamo cogliere un’altra importante differenza: mentre l’Echeveria tende a mantenere per molto tempo le sue foglie che sono saldamente ancorate allo stelo centrale, le foglie del Graptopetalum si staccano molto facilmente e anche il gambo tende a rompersi con molta facilità.
Per quanto riguarda la fioritura, i Graptopetalum sviluppano le loro infiorescenze su steli legnosi molto ramificati e molto sottili che producono fiorellini a forma di stella a differenza delle Echeveria. Proprio i fiori sono il tratto distintivo di questa pianta. La denominazione Graptopetalum deriva infatti dal greco graptós (segnato) e pétalon (petalo) per evidenziare la caratteristica tipica di questi fiorellini che hanno i petali segnati da punti e linee rossastre.


Se ci basiamo su queste caratteristiche, diventa facile distinguere le due piante, tuttavia l’estrema affinità delle due specie ha reso possibile la loro ibridazione con la creazione della cosiddetta Graptoveria con la quale diventa davvero arduo procedere a una distinzione per la grande somiglianza con l’una o l’altra pianta madre.
Echeveria vs Sempervivum


Ebbene sì, lo confesso, per molto tempo ho avuto un Sempervivum convinta che fosse una Echeveria. Le due piante sono visivamente così simili che risulta difficile distinguerle. Se da un lato le foglie sono il principale elemento di confusione, data la loro struttura a rosetta, dall’altro sono uno dei principali discriminanti. L’Echeveria ha foglie arrotondate e carnose, spesso apiculate e con i bordi lisci. Il Sempervivum invece, ha foglie più strette, meno carnose e appuntite, i bordi sono ricoperti da minuscoli denti affilati a volte quasi impercettibili tanto sono piccoli. In entrambi i casi, le rosette sono fitte, ma a causa dello spessore, nella Echeveria di solito ci sono meno foglie rispetto a un Sempervivum .
Basarsi solo sulle foglie potrebbe non essere sufficiente per distinguere le due piante e allora si può osservare il loro sviluppo e la loro crescita. Le Echeveria emettono plantule che rimangono attaccate alla pianta madre, tanto che spesso non sono visibili finché non si spostano le foglie o non raggiungono una certa dimensione. Il Sempervivum invece, emette brevi stoloni al cui apice si formano nuove rosette di foglie che circondano la pianta madre e dalla quale ricevono nutrimento proprio attraverso lo stolone. Ad un certo punto, le piantine a contatto con il terreno, radicheranno attorno alla madre diventando indipendenti.


Se non siamo ancora sicuri di distinguere esattamente il genere della nostra pianta, esiste un metodo ancora più efficace che è quello di esaminarne i fiori e la fioritura. Partendo dai fiori, nel Sempervivum essi hanno la forma di una stella con un numero di petali che va da 12 a16 variamente colorati. Sono raggruppati a grappoli in cima ad uno stelo fiorifero spesso ed eretto, alto dai 20 ai 40 cm che nasce dal centro della rosetta e non tra le foglie come nella Echeveria.


Inoltre il Sempervivum è una pianta monocarpica e ciò significa che fiorisce solo una volta nella vita. Una volta che il fiore appassisce, anche la rosetta muore. L’Echeveria invece, come detto precedentemente, è una pianta policarpica, questo significa che quando i fiori moriranno, il gambo appassirà e tutto tornerà alla normalità. L’anno successivo la pianta rifiorirà normalmente.
C’è infine un’ultima differenza tra le due e deriva dalla loro diversa provenienza. Le Echeveria, originarie del Messico, mal sopportano temperature che scendano sotto dei 5 gradi centigradi mentre i Sempervivum, originari delle regioni più fredde dell’Europa, sono incredibilmente resistenti al freddo. Non hanno avuto quel nome a caso!
Echeveria vs Pachyphytum


Un’altra pianta con la quale si rischia di confondere l’Echeveria è il Pachyphytum. Si tratta di due piante che condividono la stessa famiglia e la caratteristica forma a rosetta delle foglie, pur tuttavia, esistono differenze sostanziali che consentono di fare una distinzione. Per il confronto, tra le varie specie di Pachyphytum, ho scelto quella più interessante e particolare, ossia il Pachyphytum Compactum.
Partendo dal primo elemento discriminante, ossia le foglie, salta subito all’occhio che nel caso del Pachyphytum Compactum sono proprio le foglie a rendere unica questa pianta. Esse si presentano con una morfologia multisfaccettata delineata da venature bianche, queste creano un effetto ottico che le fa somigliare a pietre preziose o diamanti. Rispetto a quelle della Echeveria sono più spesse e carnose, più strette, tubolari e in alcune specie sferiche e terminano con una punta che può tingersi di rosso. Le foglie del Pachyphytum hanno inoltre la particolarità di essere molto delicate. Infatti, si staccano alla minima manipolazione, ma in compenso radicano molto facilmente.
Per quanto riguarda lo sviluppo in crescita, il Pachyphytum è caratterizzato dalla formazione di fusti sottili ed eretti non molto lunghi, al massimo 8/10 cm che sono poco ramificati e principalmente alla base ma di solito crescono solitari. Le rosette in genere si sviluppano proprio intorno allo stelo. La differenza con le Echeveria è quindi evidente da questo punto di vista, dal momento che il suo sviluppo è assolutamente diverso.


Lo stelo fiorifero ha origine tra le foglie e porta in cima pochi fiori che hanno forma campanulare di colore rosso scuro con punte verdastre.


I fiori possono assumere colorazioni diverse a seconda della specie di Pachyphytum e nonostante la loro forma campanulare appaiono diversi rispetto ai fiori delle Echeveria. La somiglianza genetica però, delle due piante, ha permesso la produzione con successo di un ibrido, la cosiddetta Pachyveria con la quale è più difficile tracciare una distinzione netta.
Echeveria vs Sedum Palmeri


Altra pianta grassa tra le più comuni che possiamo trovare nel nostro giardino e che può generare confusione con la Echeveria è il Sedum Palmeri.
Si tratta di una pianta semi-arbustiva perenne riccamente ramificata che porta in cima a questi rami piccole rosette di foglie.
Proprio la forma a rosetta accomuna il Sedum palmeri alla echeveria, tuttavia se guardiamo le foglie possiamo notare che esse sono molto più piatte nel Sedum, sono inoltre obovate, leggermente spatolate, verde chiaro, con apice arrotondato, a volte leggermente appuntito. In inverno, hanno la tendenza a diventare rossi. Le due piante hanno poi un diverso sviluppo in crescita. Infatti, mentre le Echeveria producono stoloni con nuove plantule che rimangono attaccate alla pianta madre finché non raggiungono una certa dimensione, il Sedum Palmeri produce steli flessibili, glabri, lunghi 25-30 cm che all’inizio sono eretti, ma ben presto diventano decombenti, dando origine a vere e proprie cascate di piante.


Fiori e fioritura sono altri tratti che distinguono la due piante. Nel Sedum Palmeri, lo stelo fiorifero non molto lungo, origina dal centro della rosetta e a latere dello stesso si forma una nuova rosetta. In cima si ramifica producendo grappoli di fiori gialli a forma di stella con 5 petali mentre nella Echeveria come più volte ribadito, lo stelo fiorifero si origina tra le foglie e porta in cima grappoli di fiorellini campaniformi variamente colorati.


Anche in quest’ultimo caso, la somiglianza genetica di queste due piante, ha permesso la creazione di ibridi come la Sedeveria che condivide molte delle caratteristiche delle due piante madri e per questo è molto più difficile effettuare una distinzione.
12 tipi comuni di Echeveria
Vuoi sapere se la piantina che hai appena comprato o che ti ritrovi in giardino dopo avere ottenuto in regalo una talea è una Echeveria? Puoi farti un’idea dando un’occhiata alla carrellata di Echeveria che ti propongo di seguito e che racchiudono i tipi più comuni e più diffusi:












Ovviamente le Echeveria di cui sopra, sono solo una piccola parte di tutte le specie esistenti. Senza contare tutti gli ibridi e le cultivar prodotte continuamente per rispondere alle richieste di un mercato sempre più esigente.
Credit: “sedum palmeri” by M. Martin Vicente is licensed under CC BY 2.0; “Aeonium” by M.P.N.texan is licensed under CC BY-NC 2.0; “Echeveria glauca” by Mauricio Mercadante is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Aeonium arboreum ‘Schwarzkopf'” by dracophylla is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Echeveria Puladonis” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Echeveria ‘Gilva’ & ‘Gilva Spreader'” by hortulus is licensed under CC BY 2.0; “Echeveria lilacina • Flowers” by Chantal Wagner is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Aeonium bloom” by FarOutFlora is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “See sunny aeonium flowers in the Princess of Wales Conservatory” by Kew on Flickr is licensed under CC BY-NC-SA 2.0;
“Echeveria imbricata” by LynnK827 is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Mother of Pearl Plant {Graptopetalum paraguayense}” by Drew Avery is licensed under CC BY 2.0; “Succulents – Graptopetalum” by salchuiwt is licensed under CC BY-SA 2.0; “Graptopetalum amethystinum blooming 2020-05-01_09-53-27_580” by el cajon yacht club is licensed under CC BY 2.0; “Graptopetalum rusbyi” by aspidoscelis is marked with CC0 1.0; “Sempervivum” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Sempervivum” by Gilles Gonthier is licensed under CC BY 2.0; “Echeveria ‘Violet Queen'” by petrichor is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Sempervivum tectorum” by jd.echenard is licensed under CC BY-ND 2.0;
“This Year’s Sempervivum Flowers” by Istvan is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Pachyphytum compactum” by hortulus is licensed under CC BY 2.0; “Pachyphytum compactum(パキフィツム・千代田の松)3” by salchuiwt is licensed under CC BY-SA 2.0; “Echeveria Elegans” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Sedum Palmeri” by martin_vmorris is licensed under CC BY-SA 2.0; “echeveria glauca succulent” by Elin B is licensed under CC BY 2.0; Image by Andrea Moro © Department of Life Sciences, University of Trieste License CC-SA-BY; “Au jardin, orpin de Palmer ou sedum palmeri, Bosdarros, Béarn, Pyrénées Atlantiques, Aquitaine, France.” by byb64 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Au jardin, sedum palmeri ou orpin de Palmer, Bosdarros, Béarn, Pyrénées Atlantiques, Aquitaine, France.” by byb64 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0;
“Echeveria pulvinata” by Anika Malone is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “1356 – _mm_ (echeveria setosa)” by Ezequiel Coelho is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “echeveria lilacina may7be” by Ezequiel Coelho is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Echeveria Agavoides” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Echeveria laui” by Juanger is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Echeveria imbricata” by LynnK827 is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Echeveria ‘Pearle von Nuremberg'” by cskk is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Echeveria shaviana” by FarOutFlora is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “File:Echeveria derenbergii 2017-05-31 2210.jpg” by Salicyna is licensed under CC BY-SA 4.0; “Echeveria nodulosa” by Spifferella is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “echeveria pulidonis” by Ezequiel Coelho is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.



2 commenti
Salvo
Grazie mille per le utilissime informazioni, cercavo di capire la differenza tra una talea apicale di graptopetalum ed una piantina di echeveria che possedevo già, sono molto simili nella forma e nei colori e credevo fosse la stessa pianta ma plantnet mi diceva di no… tu sei andata molto oltre nella spiegazione! ☺️
Admin
Lieta di esserti stata utile! Echeveria e Graptopetalum sono in effetti molto simili e, per chi non ha molta familiarità con queste piante, può essere difficile distinguerle. Non si smette mai di imparare con le piante grasse.🤷♂️😉