come coltivare i Lithops
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Come coltivare i Lithops

Lithops sono piante succulente diventate oggi molto popolari. In ogni collezione di piante grasse che si rispetti, non possono mancare i cosiddetti “sassi viventi”. Sono tra l’altro, un genere così ricco di specie diverse, che possono costituire oggetto di una collezione a sé stante.

Le loro dimensioni ridotte ci danno il vantaggio di poterli raccogliere tutti in gruppo in un’unica ciotola. Potremmo mescolarli magari con delle pietre di varie forme e dimensioni, con le quali si andranno ad amalgamare grazie alle loro proprietà mimetiche. Se volete saperne di più su questo argomento, andate a leggere l’articolo “Lithops: le piante grasse che si mimetizzano tra le pietre”

I Lithops sono piante molto particolari dal punto di vista delle condizioni di crescita. La loro coltivazione non è difficile ma bisogna essere molto attenti e precisi nel seguire poche fondamentali regole. Il tempo da dedicare loro è molto limitato ma richiedono la giusta manutenzione e le giuste condizioni di crescita per mantenersi sani.

Ricordiamoci che, fallire con queste piante è una eventualità statisticamente molto più ricorrente rispetto alla coltivazione di altre piante grasse. Se saremo pazienti però e impareremo le regole di base della coltivazione dei Lithops, loro sapranno ricompensarci con forme, dimensioni, colori unici e una sorprendente produzione di fiori in autunno.

Esposizione

Gli appassionati di Lithops e soprattutto coloro che hanno esperienza nella coltivazione di queste bellissime succulente, sanno bene che l’esposizione alla luce è il vero punto dolente di tutto il processo. Una fattore che può mettere in crisi anche i coltivatori più esperti.

I Lithops amano molto la luce. Sappiamo che sono piante del deserto che si sono adattate alla luce solare intensa. Da questa però riescono a proteggersi quando diventa troppo forte, ritirandosi nella sabbia. In natura riescono a fare tutto da sole. In coltivazione dobbiamo essere noi a prestare molta attenzione a dove le posizioniamo.

Consideriamo che necessitano di almeno quattro o cinque ore di luce solare diretta durante la prima parte della giornata, e un’ombra parziale durante il pomeriggio. Questo almeno in estate quando l’irradiazione solare è più intensa. In inverno possono essere esposte al sole tutta la giornata. Se il Lithops non riceve la giusta quantità di luce, si possono verificare due fenomeni opposti.

Il Lithops riceve poca luce

Quando c’è poca luce, queste piante crescono snelle e allungate, inclinandosi da un lato per ricevere più luce. Si verifica il cosiddetto fenomeno dell’eziolatura. Perdono la colorazione ai lati diventando verdastri e di conseguenza perdono anche la loro somiglianza con le pietre. Alla fine della fiera, quando questi segni diventano evidenti, i nostri Lithops finiranno per morire se non viene data loro una migliore illuminazione.

Per far ritornare i Lithops eziolati, a causa della scarsa luminosità, alla loro forma originale, bisogna intervenire prima del cambio stagionale delle foglie, ovvero quando la nuova coppia ha raggiunto il livello del terreno. Ciò si verifica di solito in inverno o a fine inverno. Cosa bisogna fare?

Intanto andiamo ad allargare manualmente le vecchie foglie separandole fino a scoprire quelle nuove. Così facendo, le foglie nascenti non si svilupperanno all’interno di quelle vecchie. Non saranno al buio e non raggiungeranno la loro stessa altezza, ma riceveranno da subito la luce. Ciò impedirà l’eziolatura, riportando il Lithops alla sua forma originale.

Ovviamente è necessario anche spostarle in un posto più illuminato per non rischiare di ricadere nello stesso errore. Quello che dobbiamo tenere presente è che il cambio di posizione va fatto gradualmente per evitare le scottature.

Il Lithops riceve troppa luce

Il cambio repentino della quantità di luce solare sia per cambio posizione, sia per cambio stagionale dall’inverno alla primavera, può portare gravi problemi alla pianta.

Quando questa riceve poca luce per un periodo prolungato, perde la resistenza all’irradiamento solare. Se riceve troppa luce improvvisamente si scotterà. Ce ne possiamo facilmente accorgere dal fatto che ci può essere una variazione di colore della superficie fogliare. Questa assumerà una colorazione più intensa che di solito vira verso il rosso.

La scottatura può anche causare la formazione di un tessuto cicatriziale biancastro sulla superficie della pianta.  Questo avviene fondamentalmente per due motivi. Il primo è la delicatezza e la sottigliezza dell’epidermide. Il secondo è la presenza di aree traslucide , le cosiddette “finestre” che consentono il passaggio della luce solare sino all’interno della pianta.

In ogni caso, una pianta gravemente ustionata può anche non sopravvivere. Se si interviene all’inizio dell’ustione, la pianta può essere salvata perché rimarranno danneggiate soltanto le foglie. Con la successiva muta, tutto tornerà alla normalità. Se invece la questione viene trascurata il danno si estenderà fino all’area più interna del meristema vegetativo, causando la morte della pianta.

I Lithops vanno quindi monitorati quotidianamente. Soprattutto nel passaggio dall’inverno alla primavera e dalla primavera all’estate, quando i cambiamenti di luminosità si fanno più frequenti e intensi.

In conclusione, se coltiviamo i Lithops all’esterno, eventualità altamente consigliata visti gli habitat naturali dai quali provengono, esponiamo le piante alla luce intensa gradualmente. Questo processo richiederà un periodo di diversi giorni, soprattutto se sono state per qualche tempo in una condizione di scarsa luminosità.

Ciò è particolarmente vero per le piante appena acquistate. Ricordiamo che devono ricevere i raggi diretti del sole, ma devono essere riparati da quelli troppi intensi e cocenti. Questo significa sole pieno per tutta la giornata nei mesi invernali, sole pieno e diretto solo di mattina e ombra nelle ore pomeridiane nel periodo che va da giugno a settembre.

Se coltiviamo i Lithops come piante di appartamento, diventa tutto più difficile perché, non sono piante da interno. In effetti, qualsiasi collocazione in un ambiente interno della casa, per quanto vicina ad una sorgente di luce, sarà inadeguata alla loro crescita. Ce ne accorgeremo molto presto perché le condizioni non ottimali di luminosità porteranno ad una deformazione della pianta. Essa tenderà ad allungarsi verso l’alto, alla ricerca della luce, configurano il fenomeno dell’eziolatura.

Detto questo, se proprio non possiamo fare a meno di tenerle in casa, troviamo un posto che possa assicurare una buona quantità di luce solare diretta. Di solito una finestra esposta a sud è la posizione migliore, a meno che non esponga le piante alla piena luce del sole per la maggior parte del giorno. A partire dalla primavera, la luce dovrebbe essere filtrata attraverso una tenda per esempio. Un’esposizione a est senza filtri è una buona alternativa. Una finestra esposta a ovest non è la posizione ideale. Naturalmente una finestra esposta a nord non offre alcuna luce solare diretta, quindi è da evitare.

Temperature

I Lithops non sono particolarmente esigenti in termini di temperature. Sopportano bene temperature superiori ai 40 gradi, purché ci sia una buona ventilazione e un buon ricircolo dell’aria. Allo stesso modo, possono sopportare temperature minime fino a -7 gradi centigradi a patto che il terriccio sia completamente asciutto e non vi siano esposte per un periodo troppo lungo.

Ovviamente è sempre meglio non esporle a questi estremi per evitare scottature o peggio, episodi di marciume. Il range ideale è quello compreso tra i 10 e i 25 gradi centigradi.

Innaffiature

L’irrigazione è un altro fattore critico nel processo di coltivazione dei Lithops. È qui, che vengono commessi gli errori più gravi, tanto da essere la prima causa di fallimento con queste piantine. Per capire come innaffiare i Lithops, è fondamentale conoscere il loro ciclo vitale. Solo allora sapremo come e quando innaffiare. Potrebbe apparire complicato, in realtà, è tutto molto semplice. Andiamo a vedere come funziona il ciclo di crescita dei Lithops.

Il ciclo di vita dei Lithops

Il ciclo di vita dei Lithops

Inverno

A differenza della maggior parte delle altre piante grasse, i Lithops sono piante a dormienza estiva. Essi riprendono a crescere attivamente durante i mesi invernali. In questo periodo la loro crescita è sostenuta dalle foglie che si sono originate nella stagione precedente e che sono succulente, turgide e ricche di acqua.

Durante l’inverno, diciamo orientativamente dal Novembre fino ad Aprile, le nuove foglie crescono all’interno delle vecchie. Da quelle assorbono il nutrimento loro necessario. In questo periodo è tassativamente vietato innaffiare. Fornire acqua dall’esterno, significherebbe interrompere il processo naturale di assorbimento di liquidi dalle foglie e le piantine tenderebbero a rompersi o peggio a marcire.

È naturale che andando verso i mesi primaverili, iniziamo a notare le foglie che perdono la loro turgidità iniziando ad avvizzire. Questo è il momento in cui siamo maggiormente portati a sbagliare. Anche se sembra che abbiano sete, non è così. Stanno solo asciugandosi perché il nuovo corpo vegetativo sta estraendo da loro l’acqua immagazzinata per idratarsi e crescere.

È assolutamente vietato quindi, fornire anche una sola goccia di acqua. In questa stagione è assolutamente indispensabile fornire un’ intensa luminosità. In questo modo permetteremo alla pianta di foto sintetizzare e sostenere la nuova crescita.

Durante la stagione invernale dovremmo riservare alle piante la massima esposizione possibile ai raggi solari diretti.

Primavera

Man mano che le giornate si allungano e l’intensità del calore del sole aumenta, il nuovo corpo vegetativo emergerà completamente e la muta si completerà a metà primavera. Questo significa che le vecchie foglie completeranno la loro funzione di riserva di acqua e di sostanze nutritive. Infine si asciugheranno fino a sembrare dei sottilissimi gusci di carta.

Ciò avviene nel periodo che va da Aprile sino a Giugno, a seconda della varietà di Lithops e delle condizioni meteorologiche. A questo punto, le vecchie foglie possono essere rimosse e solo allora l’irrigazione può riprendere. Ovviamente ciò può implicare che ogni pianta debba ricevere la prima innaffiatura primaverile, che di sicuro è la più importante, in un momento diverso dalle altre. Questo perché la muta delle foglie nei diversi esemplari può avvenire in momenti diversi.

Cominciamo ad innaffiare leggermente. Le innaffiature devono essere superficiali aumentando gradualmente la quantità d’acqua e lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Fin quando le temperature si mantengono relativamente basse, sarebbe meglio irrigare una volta ogni 20 giorni. Successivamente aumentiamo la frequenza irrigando ogni 10 giorni.

Estate

Durante i mesi estivi, i Lithops vanno in riposo vegetativo, esattamente come accade in natura. Nei mesi di Luglio e Agosto, queste piante richiedono poca acqua se non addirittura per niente. Per non sbagliare, potremmo lasciare che siano le piante stesse ad informarci circa le loro necessità idriche.

Se notiamo la presenza di “grinze” orizzontali sul corpo della pianta e queste pieghe persistono per più di un giorno, è ora di bagnare. Innaffiare leggermente in modo da inumidire solo la porzione superficiale del terreno. Ciò basta per ripristinare l’aspetto sodo della pianta. Non innaffiare mai profondamente quando le piante sono dormienti, perché marcirebbero.

Autunno

Tra fine Agosto e inizio Settembre, dovremmo riprendere con l’irrigazione. In questo caso dovrà trattarsi di un’irrigazione profonda piuttosto che di un’annaffiatura superficiale. Queste piante hanno infatti radici a fittone, e una buona innaffiatura del terreno, incoraggerà le piante ad iniziare i loro cicli di crescita.

Per regolarci con la frequenza, basta aspettare che il terreno si asciughi un tra un’annaffiatura e l’altra. Man mano che le temperature scendono, diminuiamo gradualmente anche la frequenza delle innaffiature. Procediamo così, fino alla fioritura che si verifica tra Settembre e Ottobre. Quando i fiori appassiscono sospendiamole del tutto.

Ricapitolando: innaffiature ogni 20/10 giorni in primavera dopo il cambio delle foglie ed in autunno prima della fioritura. Nessuna innaffiatura in inverno e nella parte più calda dell’estate. Nessuna annaffiatura durante la muta.

Umidità

I Lithops prosperano in condizioni di bassa umidità. Essi provengono dai deserti che sono caratterizzati da ampi spazi aperti e ventilati. La circolazione dell’aria è un elemento essenziale per queste piante in particolare, sia per prevenire l’insorgenza di marciumi radicali o del corpo esterno della pianta, sia per prevenire le scottature. Teniamone conto soprattutto se decidiamo di coltivare i Lithops in casa.

Terriccio

In natura, i Lithops crescono e prosperano su una grande varietà di terreni: argillosi, sabbiosi, su humus, su terreni pietrosi. Tantissime specie vivono in pendii e crinali pietrosi e quindi ben drenati. Diciamo quindi, che non esiste un compost standard da usare. La cosa fondamentale è che il mix utilizzato abbia la caratteristica di drenare rapidamente e di asciugarsi altrettanto rapidamente.

Non possiamo permetterci che i nostri Lithops stiano in un terreno fradicio per diversi giorni. Il motivo è che andrebbero sicuramente incontro al marciume. Dopotutto, un giorno è più che sufficiente perché la pianta possa formare i peli radicali ed assorbire da questi l’acqua necessaria per reidratarsi.

Il substrato più adatto sarebbe quindi quello specifico per cactacee. Se volessimo creare noi stessi il substrato allora dovremmo rispettare questa proporzione: 90% di inerti e 10% di materiale organico. Nel 90% di inerti possiamo inserire un buon 50% di sabbia silicea grossolana, non quella usata dai muratori per intenderci, perché è troppo fine. A questa aggiungiamo un 50% di materiale poroso come ad esempio pomice, lapillo vulcanico, perlite grezza o vermiculite fine. Come materiale organico possiamo usare una buona terra di campo mischiata con una piccola quantità di torba.

La terra di campo aiuta le piante ad ancorarsi meglio al suolo. Ciò è fondamentale soprattutto durante il periodo asciutto, durante il quale il Lithops perde gran parte dell’apparato radicale assorbente.

Il materiale inerte alleggerisce il terreno aumentando la sua capacità drenante. In tal modo fa sì che si asciughi più rapidamente.

Il materiale poroso come la pomice o il lapillo, conserva al suo interno un minimo di umidità. Questa viene rilasciata gradualmente e non bagnando direttamente le radici, non crea pericolosi ristagni.

La piccola percentuale di torba infine, fornisce  il materiale organico del quale pure i Lithops hanno bisogno.

Concimazione

Il fattore concimazione è un argomento molto controverso. Molti esperti consigliano di non concimare i Lithops. Questo perché  i nutrienti di cui hanno bisogno dovrebbero poterli assorbire dal compost in cui sono coltivati.

Ci sono poi quelli a favore della concimazione. Questi consigliano però di concimare una sola volta, in estate. È bene usare un fertilizzante liquido a metà della forza che abbia una bassa concentrazione di azoto e ad un’alta concentrazione di fosforo. In tal modo si incentiva la fioritura autunnale.

Se decidiamo di seguire questa seconda strada, ricordiamoci di non eccedere con la concimazione. Fertilizzare in eccesso, potrebbe causare molti danni alla pianta. Andrebbe a gonfiarsi in modo innaturale, per esempio, fino ad arrivare a spaccarsi.

credit: “Lithops” by Reggie1 is marked with CC BY-NC 2.0.; “Lithops 4607” by yellowcloud is marked with CC BY 2.0.;

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