Senecio rowleyanus: rinvaso, propagazione, malattie
Adoro questa pianta! La considero un vero gioiello della natura e credo che la mia opinione sia largamente condivisa. Poche piante grasse, infatti, risultano essere popolari e di “moda” come il Senecio rowleyanus.
Probabilmente sono le sue iconiche foglie sferiche, che sembrano perle disposte su una lunga collana, a renderla così affascinante. Che sia appesa o strisciante, grazie alla sua forma e al suo andamento in crescita, se abbinata al giusto contenitore, regala un tocco di eleganza sofisticata all’arredamento di qualsiasi casa.
Probabilmente la sua popolarità è dovuta anche al fatto che può essere una pianta molto gratificante, in quanto facile da coltivare e adatta quindi a chiunque, anche a chi inizia ad affacciarsi al mondo della coltivazione delle piante grasse. Sebbene sia una pianta abbastanza semplice, necessita comunque, lungo il suo ciclo di vita, di interventi di manutenzione straordinaria per mantenerla in salute.
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Rinvaso
La Pianta del Rosario va rinvasata nel momento in cui ci rendiamo conto che ha totalmente riempito il suo contenitore. Quello è il momento in cui inizierà a non crescere più come prima perché ha terminato lo spazio a disposizione e allora dovremo provvedere a fornirgli un vaso più grande.
Diciamo che questa operazione può essere effettuata ogni due anni, dato che questa pianta ha un apparato radicale poco profondo. Inoltre, vista la breve durata del suo ciclo di vita, il rinvaso si renderà necessario 1 o 2 volte non di più. Il periodo migliore è l’inizio della primavera quando la pianta entra nel periodo di crescita attiva.
Scelta del vaso
La scelta del vaso è importante perché anche da quello dipende la salute futura della nostra pianta.
Il primo fattore da valutare è la dimensione. Dobbiamo scegliere un vaso che non sia molto più grande di quello precedente tanto in larghezza quanto in profondità, possono bastare 5 centimetri in più. Scegliere un vaso troppo grande significherebbe avere tempi più lunghi di asciugatura del terreno dopo l’innaffiatura e le perline che riposano su quel terreno potrebbero facilmente marcire. Inoltre il Senecio rowleyanus ha radici molto superficiali, quindi va benissimo un vaso poco profondo.
Il secondo fattore da valutare è la presenza nel vaso di ampi fori di drenaggio. Un vaso che possa assicurare un buon drenaggio dell’acqua è fondamentale, soprattutto nel caso di questa pianta che è molto suscettibile al marciume.
Terzo e ultimo fattore è rappresentato dalla scelta del materiale. Sicuramente in nostro Senecio rowleyanus è una pianta che può stare bene anche nei normali vasi di plastica ma data la sua grande sensibilità all’eccesso di umidità e ai ristagni idrici, la cosa più saggia sarebbe scegliere dei vasi in terracotta o in ceramica non smaltata perché sono materiali porosi e riescono ad assorbire l’umidità in eccesso proteggendo la pianta da possibili fenomeni di marciume.
Come rinvasare il Senecio rowleyanus
Il rinvaso è un’operazione da effettuare con molta cautela, poiché la pianta del Rosario si rompe facilmente. È consigliabile rinvasare preferibilmente a terreno asciutto. Procediamo quindi per fasi:
- Procuriamoci il vaso con le giuste caratteristiche e un substrato altamente drenante come può essere quello per cactacee, oppure prepariamo una miscela come indicato qui;
- Aggiungiamo un po’ di terriccio al nuovo contenitore per portare la pianta rinvasata all’altezza corretta;
- Capovolgiamo con cautela il vecchio contenitore, sostenendo la pianta con una mano e rimuoviamo delicatamente la zolla. Per allentare il terreno e facilitare l’estrazione possiamo premere delicatamente i lati del vaso o picchiettare il fondo. Se il vaso precedente è in plastica potremmo anche provare a tagliarlo e ad aprirlo. In questo modo, si può rimuovere la pianta senza danneggiare le sue fragili perle;
- Posizioniamo la zolla nel nuovo contenitore, stando attenti che i fili di perline rimangano allo stesso livello del vaso altrimenti la mancanza di aerazione, insieme al terreno umido, potrebbero favorire il marciume della pianta;
- Aggiungiamo altro terriccio attorno alla pianta assicurandoci di riempire tutti gli spazi vuoti e disponiamo con cura i nostri fili di perle intorno al vaso;
- Una volta finito, possiamo posizionare il nostro Senecio rowleyanus in un luogo luminoso lontano dal sole diretto. Può capitare, durante il rinvaso, che alcune perline si stacchino dal loro filo. Quando ciò accade, rimettiamoli semplicemente nel vaso, potrebbero radicare e dar vita a una nuova pianta.
Potatura

La potatura è un’operazione che bisogna compiere di tanto in tanto sulla nostra pianta del rosario. Serve particolarmente in tre occasioni:
- Quando la pianta tende a eziolare per mancanza della giusta quantità di luce solare;
- Quando i fili sono diventati troppo lunghi, per mantenere dimensioni più contenute;
- Quando vogliamo rinfrescare la pianta e darle nuova vitalità, togliendo steli morti o quelli che hanno perso molte delle loro perline.
È fondamentale effettuare il taglio con delle cesoie pulite e sterilizzate. Se le porzioni di stelo che andiamo a tagliare sono sane, possiamo utilizzarle come talee per propagare la pianta.
Propagazione
Dopo qualche anno, in cui abbiamo imparato a prenderci cura del nostro Senecio rowleyanus , è bene iniziare a pensare alla propagazione per ottenere nuove piantine. Preservare la pianta madre oltre i cinque anni di vita, infatti, è impresa alquanto difficile, dato il suo ciclo di vita di breve durata.
Il modo più semplice per propagare questa pianta è per talea. Che siano scarti della potatura oppure no, è consigliabile tagliare porzioni di rametti già forniti di radichette, perché è più facile farli attecchire.
Dopodiché, questi non vanno piantati ma semplicemente appoggiati sul terriccio girandoli su se stessi più di una volta in modo da riempire il vasetto. Iniziamo a bagnare dopo qualche giorno e pian piano i nostri rametti inizieranno a sviluppare nuove radici.
I periodi migliori per propagare sono la primavera, l’estate o l’inizio dell’autunno quando il clima è più caldo.
Difficile ma non impossibile è la propagazione per seme. La più grande incognita in questo caso, è capire se i semi sono vitali, ma questo possiamo saperlo solo dopo averli piantati. Procediamo piantando i semi in un substrato per piante grasse o cactus altamente drenante. Assicuriamoci di non lasciare mai asciugare completamente il terreno. Per mantenere l’umidità potremmo usare un sacchetto di plastica trasparente da mettere intorno al vaso. I semi possono germinare in un periodo di tempo che può variare da poche settimane a due o tre mesi. La germinazione è più veloce in primavera e in estate.
Problemi comuni e malattie

Se il Senecio rowleyanus non è curato nel modo giusto, può indebolirsi e diventare preda di una serie di parassiti molto attratti da questa pianta. Afidi, acari, mosche bianche, moscerini, cocciniglie e formiche sono insetti comuni, che si presentano quando ci sono problemi legati allo scarso drenaggio, all’elevata umidità, al sovraffollamento e alla luce insufficiente.
La prima cosa da fare, è porre rimedio a queste criticità e trattare i parassiti vaporizzando la pianta con una soluzione di olio di neem, o con del sapone insetticida. Se i rimedi naturali non funzionano è bene ricorrere ai pesticidi sintetici.
Oltre ai parassiti, il Senecio rowleyanus può mostrare segni di sofferenza che si rilevano fondamentalmente attraverso le foglie. Vediamo quali sono.
Foglie avvizzite
Se notiamo che le perline della pianta sono avvizzite o appassite, questo può essere un segno di eccesso di acqua. Magari stiamo dando troppa acqua o il terreno non è abbastanza drenante. Poniamo rimedio cambiando il substrato o diminuendo le innaffiature, aspettando che il terreno si asciughi completamente tra l’una e l’altra.
Foglie appiattite
Se le foglie rotonde si appiattiscono, è il segno che dovremmo invece aumentare la frequenza di irrigazione.
Foglie ingiallite o ingrigite
Le foglie ingiallite o di colore grigio sono spesso causate dall’attività degli insetti. Trattiamo regolarmente la pianta con olio di neem, questo dovrebbe bastare a tenere a bada gli insetti.
Foglie molli
Le foglie molli sono dovute all’eccessiva irrigazione. Troppa acqua fa marcire le radici, facilitando l’insediamento dei funghi nel suolo. Il marciume radicale può uccidere la pianta. Per salvarla possiamo lasciarla asciugare e vedere se si riprende. Se la pianta è troppo compromessa, possiamo tagliare gli eventuali steli sani rimanenti e propagarli in un vaso con terreno pulito.
Tossicità
La Pianta del Rosario è l’ennesimo esempio di pianta grassa dalla straordinaria bellezza che cela però, dentro di sé, una linfa altamente tossica sia per gli umani che per gli animali.
Nell’uomo, il consumo accidentale di qualsiasi parte della pianta può causare eruzioni cutanee, prurito, infiammazione, dermatite e sintomi gastrointestinali moderati, come nausea e vomito. Per gli animali, mangiare una parte della pianta può essere davvero pericoloso in quanto può causare letargia, prurito, dermatiti con grave sofferenza del nostro animale domestico.
Assicuriamoci quindi, di posizionare il nostro Senecio rowleyanus in un punto lontano dalla portata dei bambini o dei nostri animali domestici.
Credit:“Erbse am Band Stecklinge 1/4” by blumenbiene is licensed under CC BY 2.0; “Erbse am Band Stecklinge 2/4” by blumenbiene is licensed under CC BY 2.0; “String-of-Pearls on the window sill – Senecio rowleyanus” by avlxyz is licensed under CC BY-NC 2.0; “Triebsterben bei Erbse am Band” by blumenbiene is licensed under CC BY 2.0;




