Kalanchoe Blossfeldiana: rinvaso, potatura, propagazione
La Kalanchoe Blossfeldiana è una delle piante grasse d’appartamento più facili da coltivare grazie al fatto che ha bisogno di cure minime. È la pianta adatta per chi lavora o ha una vita impegnata e non ha quindi molto tempo a disposizione da dedicarle.
Essendo la pianta del sorriso, della positività, del buonumore, potrebbe essere anche di buon auspicio farne dono in occasione dell’inaugurazione di una nuova casa ad esempio o in occasioni speciali per parenti ed amici. Questa pianta è infatti anche ampiamente utilizzata per comporre la tavola da pranzo per eventi come matrimoni e feste di compleanno.
In casa può completare l’arredamento in varie posizioni, stando però sempre attenti al fattore esposizione. All’esterno, la Kalanchoe è molto utilizzata per realizzare bordure colorate nelle aiuole e come rivestimento per giardini verticali. Con i suoi tanti colori trasforma ogni ambiente in un posto vivace e bello da vedere.
Quando acquistiamo o magari ci viene regalata una Kalanchoe, nel 99,9% dei casi, sarà una piantina fiorita e sebbene non sia interrata in genere in un buon terriccio dovremo aspettare per il necessario rinvaso fin quando la pianta non finirà di fiorire. A quel punto possiamo procedere, anche perché il rinvaso, soprattutto il primo, è vitale per la pianta.
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Il rinvaso

Le Kalanchoe sono piante grasse che nella maggior parte dei casi vengono coltivate in vaso. Sono molto popolari grazie al fatto che richiedono molta meno manutenzione rispetto ad altre piante, pur tuttavia non possono prescindere da un rinvaso periodico.
Il primo rinvaso viene effettuato per sistemare la pianta in un tipo di terriccio magari più adatto rispetto a quello in cui viene messa a dimora nei vivai. I rinvasi successivi devono essere fatti ogni anno o al massimo ogni due. Questa pianta Infatti, ha un apparato radicale che si sviluppa abbastanza velocemente e se viene costretto in un vaso troppo piccolo, smette di essere efficiente. La quantità di terreno di cui dispone non basta a soddisfare i suoi bisogni nutrizionali e la pianta smetterà quindi di crescere e fiorire normalmente.
Qual è il periodo migliore per procedere al rinvaso della Kalanchoe? Sicuramente il momento giusto è al termine della fioritura ma prima che la pianta inizi la sua fase di crescita attiva.
La scelta del vaso
La scelta del vaso è importante per la crescita sana della pianta. Scegliamo sempre un vaso leggermente più grande di quello precedente, 1 o 2 centimetri andranno bene. Teniamo conto infatti che, se il vaso è troppo grande, la pianta metterà tutte le sue energie nell’espandere l’apparato radicale e produrre quindi nuove foglie a scapito della produzione di fiori. Per quanto riguarda il materiale è sempre da prediligere una vaso in terracotta perché consente una migliore aerazione delle radici ed ovviamente deve essere dotato dei necessari fori di drenaggio.
Come rinvasare la Kalanchoe Blossfeldiana
Prima di procedere al rinvaso, generalmente a primavera inoltrata, andremo a compiere qualche operazione preliminare sulla piantina. Prima di tutto dobbiamo ripulirla dagli scarti della fioritura, quindi via fiori secchi e foglie o gambi che non siano in buono stato di salute. Un’altra cosa da fare è interrompere le innaffiature almeno due settimane prima del rinvaso in modo che il terreno sia completamente asciutto. A questo punto, dovremo avere a disposizione tutto quel che ci serve:
- Kalanchoe;
- Vaso di terracotta;
- Terriccio specifico per cactus e succulente o una miscela realizzata come indicato nel precedente articolo (Kalanchoe: la pianta del sorriso);
- Ciottoli o ghiaietto.
Procediamo al rinvaso secondo lo schema seguente:
- prendiamo il vaso più grande e mettiamo uno strato di ciottoli sul fondo per assicurare un maggiore drenaggio quindi, copriamo con uno strato di terriccio;
- prendiamo la nostra piantina e facciamo un po’ di pressione sul fondo e sui lati del vaso per staccare le radici. Sosteniamo la base della pianta, dove dipartono gli steli, con il palmo della mano e capovolgiamo il vaso fin quando la zolla con la pianta non si sfila e viene via;
- adagiamo la piantina con tutto il panetto radicale nel nuovo vaso lasciando circa 1,5 centimetri tra la parte superiore del panetto e il bordo del vaso;
- riempiamo con il terriccio e facciamo un po’ di pressione per stabilizzare e compattare la zolla;
- volendo possiamo ricoprire con ghiaia minuscola per evitare che le foglie marciscano entrando in contatto con il terreno bagnato;
- posizioniamo la pianta in un posto che rispetti tutte le regole di cui vi ho parlato nel precedente articolo (Kalanchoe: la pianta del sorriso).
La potatura

La potatura potrebbe sembrare una pratica non necessaria in una piantina come la Kalanchoe Blossfeldiana. In realtà, una potatura regolare aiuta la pianta non solo da un punto di vista estetico ma anche a preservare un buono stato di salute.
Quando e come potare la Kalanchoe Blossfeldiana
La regola generale suggerisce di aspettare la fine della fioritura per potare, ma altrettanto importante è la potatura che possiamo effettuare durante il periodo fioritura. Vediamole nel dettaglio:
- La potatura può e deve essere effettuata durante il periodo di fioritura per incoraggiare la produzione di fiori e per dare alla pianta un aspetto più ordinato. La prima cosa da fare è rimuovere i fiori appassiti o che stanno per appassire, non appena appaiono. Possiamo farlo con le dita o con delle cesoie da potatura appena sotto la base del fiorellino. Quando tutti i fiorellini che compongono il corimbo sono appassiti e sono stati eliminati, eliminiamo anche lo stelo fiorifero tagliando sulla seconda o terza foglia, in questo modo incoraggeremo la ramificazione e la pianta diventerà più piena. Ovviamente, prima di utilizzarle, disinfettiamo le cesoie con alcool denaturato o candeggina diluita in acqua per evitare di infettare la pianta. Un altro intervento che possiamo effettuare anche durante la fioritura consiste nell’eliminare o tagliare le foglie e gli steli ingialliti, marroni o in decomposizione direttamente alla base, leggermente al di sopra del punto in cui il ramo incontra il gambo per evitare che il problema si diffonda a tutta la pianta.
- La potatura vera e propria della Kalanchoe Blossfeldiana si effettua al termine del periodo di fioritura. In questo periodo, potrebbe verificarsi il cosiddetto fenomeno dell’eziolatura, ossia l’allungamento degli steli dovuto al fatto che la pianta non riceve abbastanza luce solare. In questo caso, interveniamo tagliando i germogli più alti e spostandola in un luogo più luminoso. Se vediamo la pianta un po’ spoglia e vogliamo darle un aspetto più cespuglioso, allora dovremo intervenire tagliando gli steli fino a circa 10 cm sopra la linea del suolo, i nuovi rami le daranno un aspetto più compatto e più sano. La potatura canonica prevede oltre all’eliminazione di tutto ciò che è morto, secco o danneggiato anche il taglio sistematico di tutti gli steli fino ad un terzo della loro lunghezza per incoraggiare una crescita sana e forte per la stagione successiva.
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La propagazione
Il momento migliore per propagare la Kalanchoe è durante la primavera o l’estate. Finita la fioritura, la pianta va in riposo vegetativo risparmiando energia per la successiva produzione di fiori. Questa energia può essere in parte veicolata verso una nuova crescita attraverso la propagazione.
La Kalanchoe Blossfeldiana può essere propagata attraverso cinque metodi:
- Seme;
- Foglia;
- Talea;
- Germogli ascellari;
- Divisione della pianta.
Propagazione per seme

Il metodo per seme è sicuramente quello che richiede il tempo più lungo per produrre risultati che tra l’altro non sempre sono assicurati.
I semi di Kalanchoe possiamo acquistarli nei vivai o possiamo ottenerli dalle nostre piante. Il momento migliore per procedere è l’inizio della primavera perché è il momento in cui i giorni si allungano e la disponibilità di luce solare aumenta.
Prendiamo un contenitore e lo riempiamo con del terriccio per piante grasse, lo inumidiamo e iniziamo a spargere i minuscoli semini di Kalanchoe lasciandoli in superficie senza coprirli. Teniamo presente che il terreno deve essere caldo e umido per stimolare gli ormoni della crescita e consentire la germinazione. Mettiamo il contenitore dentro un sacchetto di plastica per creare un ambiente umido e lo posizioniamo alla luce indiretta e ci assicuriamo che la temperatura sia tra i 21 e i 24 gradi centigradi. Riempiamo un flacone spray con acqua distillata o acqua piovana e nebulizziamo i semi solo quando il terriccio sembra asciutto, senza esagerare. La germinazione dovrebbe avvenire in circa dieci giorni. Entro due mesi, le piantine saranno abbastanza grandi da poter essere trapiantate nei singoli vasetti.
Propagazione per foglia

Sebbene queste piante grasse possano essere propagate per seme, la coltivazione di nuove piante di kalanchoe dalle foglie è molto più semplice e richiede meno tempo.
Per ottenere i migliori risultati, dobbiamo andare a scegliere foglie sode e carnose perché avranno più possibilità di attecchire rispetto a quelle raggrinzite o sottili che invece quasi sicuramente si seccheranno senza produrre nuovi getti. Tagliamo via la foglia prescelta lasciando una porzione di gambo. A questo punto, abbiamo almeno tre possibilità:
- Possiamo adagiare le foglie sul terriccio umido e lasciarle lì finché non radicano e producono nuove piantine;
- Possiamo asciugare la punta della foglia, immergerla nella polvere radicante e piantare in un terriccio specifico per succulente oppure lasciare riposare il taglio per 1-2 giorni affinché si formi il callo cicatriziale e solo dopo impiantarle nel terreno. L’importante è mantenere il terriccio umido ma senza esagerare per evitare che la foglia marcisca. In condizioni ottimali sarà in grado di mettere radici in 1/3 settimane.
- Possiamo infine, ricorrere alla radicazione in acqua. Quello che ci serve è un contenitore di vetro, una foglia bella in salute e della carta velina. Riempiamo il contenitore di acqua e chiudiamolo con la carta velina, facciamo poi un’incisione sulla stessa e inseriamo la foglia dalla parte del gambo. È importante che il calletto non tocchi l’acqua; basterà l’umidità e la luce solare a stimolare la formazione delle radici che dovrebbe avvenire nel giro di qualche settimana. A quel punto andremo a trapiantare nei vasetti.
Propagazione per talea

La propagazione per talea è il metodo più sicuro ed efficace per ottenere nuove piantine di Kalanchoe. Gli steli vegetativi sono quelli che, senza dubbio, producono le piante migliori e radicano più velocemente. In genere le talee vengono prelevate al termine del periodo di fioritura. Quando la piantina viene potata, gli steli in salute tagliati magari per dare una migliore struttura alla pianta o per correggere l’eziolatura, diventano ottime talee.
Prendiamo uno stelo di almeno 5-7 centimetri, togliamo le foglie inferiori ma lasciamone almeno due. Il taglio va fatto, con cesoie disinfettate, appena sopra una foglia o un nodo dello stelo. A questo punto, lasciamo riposare la talea in un luogo caldo e asciutto affinché si formi il callo cicatriziale. Così facendo, nel momento in cui la lesione si disidrata e si cicatrizza non sarà facilmente soggetta a marciume o malattie. Ci vorranno da uno a tre giorni a seconda di quanto è spesso.
Prima di interrare possiamo immergere il taglio nell’ormone radicante per velocizzare l’attecchimento ma è un passaggio facoltativo. Inseriamo la nostra talea in verticale in un vaso riempito con terriccio specifico per succulente, quindi altamente drenante, che sia stato precedentemente umidificato.
Racchiudiamo il vaso in un sacchetto di plastica trasparente sul quale avremo effettuato alcuni fori per consentire il ricircolo dell’aria. In questo modo andremo a creare un piccolo terrario in cui il livello di umidità si mantiene costante. Posizioniamo il vaso vicino a una finestra luminosa con luce indiretta. La talea radicherà in 14-21 giorni e inizierà a produrre i primi germogli, a quel punto rimuoviamo il sacchetto e iniziamo a curare la talea come una normale piantina.
Propagazione per germogli ascellari

In alcune specie di Kalanchoe, e anche in quella blossfeldiana, capita che in corrispondenza dell’ascella fogliare e cioè nel punto in cui la foglia è attaccata allo stelo, si formino dei piccoli getti che pian piano formeranno un piccolo gambo. Questi germogli ascellari sono identici alla pianta madre e possono essere asportati per creare delle nuove piantine. Aspettiamo che il piccolo stelo sia di 1-2 centimetri e che ci siano almeno due foglioline ben sviluppate, poi lo pizzichiamo o lo tagliamo con un coltellino disinfettato. Lasciamo asciugare il taglio e procediamo come nel caso delle talee.
Propagazione per divisione della pianta
Un ultimo metodo di propagazione, da utilizzare solo però con una piantina abbastanza adulta, è quello per divisione. Esso prevede la rimozione della pianta dal vaso e la separazione delle radici a mano. Possiamo dividere la pianta anche usando un coltello affilato e rinvasare le due piante separate in due contenitori. Una pianta di circa 3 anni dovrebbe facilmente fornire tre o quattro divisioni, producendo quindi tre o quattro nuove piante dalla kalanchoe principale.
Credit: “Kalanchoe blossfeldiana (DSC148181)” by Любо Гаджев is licensed under CC BY-SA 2.0; “Kalanchoe Blossfeldiana – ( Flor-da-Fortuna)” by AmeliaBerti is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Kalanchoe” by M.P.N.texan is licensed under CC BY-NC 2.0; “Rooted kalanchoe leaf” by Erutuon is licensed under CC BY-SA 2.0; “‘We’re next!'” by Rosa Say is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Kalanchoe blossfeldiana” by Henryr10 is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Kalanchoe Blossfeldiana Entretien” by max_wei is licensed under CC BY-ND 2.0;


