adenium obesum, la rosa del deserto
rarità e stranezze,  succulente

Adenium obesum, la rosa del deserto

Nel novero delle piante grasse strane e dall’aspetto insolito, non può mancare la famigerata “Rosa del deserto”, nome comune e dal piglio romantico, usato per identificare l’Adenium Obesum.

Tronco gonfio e scolpito e chioma fiorita che sembra avere preso in prestito da una pianta di oleandro, questa bizzarra succulenta rappresenta un elemento fondamentale all’interno di una collezione di piante grasse.

Sta bene in un giardino roccioso, per il quale rappresenta una preziosa aggiunta, e sta altrettanto bene in casa, messa a dimora magari in un vaso particolare, dove non crescerà molto, assumendo l’aspetto di un bonsai.

Inutile dire che nel momento dell’esplosione della fioritura, questa pianta assumerà un aspetto fantastico, diventando un prezioso punto focale, sia essa sistemata in giardino o in casa, a terra o su un tavolo.

L’Adenium obesum è una pianta ricca di buone qualità che la rendono estremamente interessante tanto per il collezionista esperto, quanto per il coltivatore alle prime armi. Intanto è una pianta a bassa manutenzione e nelle giuste condizioni, è davvero molto longeva. Ci dà inoltre, il senso del passaggio delle stagioni. È una pianta che annuncia l’arrivo della primavera con la sua splendida fioritura, per poi riposare in estate, in autunno rinasce regalandoci un’altra fioritura e va in riposo vegetativo in inverno.

La Rosa del deserto è una pianta ampiamente ibridata per ottenere fiori di forme e colori diversi per cui ce n’è un’ampia scelta. Insomma regaliamoci o facciamoci regalare questa piccola meraviglia della natura, ma maneggiamola con cautela perché ci troviamo di fronte a una pianta tanto bella quanto velenosa.

Origini

Adenium obesum, la rosa del deserto

La Rosa del deserto è originaria dell’Africa, del Medio Oriente e del Madagascar. La si trova in Etiopia, Senegal, Somalia e Tanzania, ma anche in Egitto, Arabia Saudita, Oman e Yemen, inclusa l’isola di Socotra. È stata inoltre introdotta e naturalizzata anche in alcune zone dell’Asia sudorientale come lo Sri Lanka e la Thailandia. Oggi è diventata una succulenta molto popolare, coltivata in tutto il mondo come pianta ornamentale.

Il suo habitat naturale è rappresentato da luoghi come la savana, le boscaglie, le praterie aride, i terreni rocciosi o sabbiosi. Cresce naturalmente in luoghi caratterizzati da estati molto piovose e inverni secchi. Sebbene provenga da zone aride, tollera bene l’elevata umidità dell’aria e ciò spiega la sua naturalizzazione in regioni come la Thailandia. 

Caratteristiche generali

L’Adenium obesum è una pianta succulenta ad andamento arbustivo appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. Tutte le piante appartenenti a questa famiglia condividono la caratteristica di essere altamente tossiche. Se ci stupisce la somiglianza della Rosa del deserto con altre piante come l’Oleandro e la Plumeria, dobbiamo considerare che esse appartengono tutte alla stessa famiglia. L’Adenium obesum è però a tutti gli effetti una pianta grassa, grazie al suo fusto, ai suoi steli e alle radici capaci di immagazzinare un grande quantità di acqua, ecco perché assume quell’aspetto particolarmente gonfio.

La caratteristica più singolare della pianta è proprio il fusto paffuto  alla base, noto come caudex. Esso è ricoperto da una corteccia liscia di colore grigio-verde e tende ad aumentare di volume diventando fortemente ispessito man mano che la pianta cresce. Può arrivare fino a 1-2 metri di diametro e in altezza può arrivare fino ai 2 metri o più.

Molta parte del caudice rimane sottoterra e la parte in superficie può avere un aspetto conico o globoso. Al suo interno scorre inoltre, un lattice appiccicoso che può essere bianco o trasparente. I rami, che conferiscono alla pianta un andamento piuttosto variabile, sono lisci, carnosi,  eretti e ad andamento tortuoso, e possono essere più o meno distanziati.

All’estremità dei rami crescono le foglie raggruppate e disposte a spirale. Di forma spatolata o obovate, di consistenza coriacea, lucide, da verde scuro a verde bluastro, più o meno lunghe. La Rosa del deserto può essere una pianta sempreverde o decidua perché può capitare che perda le foglie se esposta a temperature troppo basse. Le radici sono a fittone carnoso.

Come coltivare l’Adenium obesum

L’Adenium obesum ha origine in regioni aride e semi-aride ma è coltivato con successo anche in aree tropicali o semi-tropicali caratterizzati da elevata umidità dell’aria.

In effetti, questi arbusti da ambiente xerico, si adattano a quasi tutte le situazioni purché abbiano molto sole, calore e terreno ben drenante. Se coltivata all’esterno, in climi caldi e con la giusta irrigazione o in serra riscaldata, questa pianta assume le caratteristiche di una sempreverde. Nei climi più freschi, perde le foglie e va in riposo vegetativo durante l’inverno. Questo è un bene perché la pianta si fortifica per la crescita e la fioritura primaverile.

Che sia in vaso o inserita in un giardino roccioso o in un giardino xeriscape, la Rosa del deserto non necessita di particolari cure o abilità. Prendersene cura è molto semplice. Con un’attenta gestione dell’acqua e una buona esposizione alla luce solare, in condizioni climatiche ideali, può vivere per centinaia di anni.

Esposizione

La Rosa del deserto è una pianta da sole pieno. La luce solare intensa e piena  stimola la produzione dei fiori, durante tutto il periodo primaverile ed estivo portandola ad una meravigliosa fioritura. Questa pianta cresce bene anche se esposta al sole solo al mattino o al pomeriggio ma ciò si traduce in una fioritura meno copiosa. Se poi la teniamo all’ombra, non solo farà fatica a fiorire ma tenderà a diventare debole ed eziolata.

Se coltiviamo l’Adenium obesum in casa, scegliamo un punto in cui riceva molta luce solare durante il giorno, l’ideale sarebbe un davanzale esposto a sud o una veranda. Nel caso in cui, invece, il nostro clima ci consente di coltivarla all’esterno, dobbiamo scegliere una posizione che non sia ombreggiata da piante più alte ma che allo stesso tempo offra una certa protezione dal sole negli orari in cui è più ardente. Questo perché sia le foglie che il paffuto caudice sono molto suscettibili alle scottature solari.

Temperature

Oltre al sole pieno, queste piante per prosperare al massimo delle loro possibilità, richiedono temperature massime che siano preferibilmente superiori ai 30°C . Laddove la temperatura durante tutto l’anno si mantiene stabilmente al di sopra dei 20°C, avremo una Rosa del deserto che non andrà in letargo, sarà sempreverde e addirittura potrebbe essere sempre in fiore.

Quando la temperatura scende sotto i 18°C, la pianta inizia a perdere le foglie preparandosi al riposo invernale. Con una temperatura stabilmente sotto i 10°C,  la pianta andrà rapidamente in sofferenza e le punte dei rami inizieranno a danneggiarsi. Se le temperature si attestano regolarmente sotto i 2°C in inverno, allora la Rosa del deserto non può essere coltivata all’aperto, perché se esposta a temperature così basse morirà rapidamente. Non è una pianta che può sopportare il gelo.

Innaffiature

La gestione dell’acqua è l’unico vero problema nella coltivazione di questa pianta. Partiamo col dire che è tipica dell’ambiente xerico, quindi sopporta più che bene lunghi periodi di siccità. Non a caso, immagazzina nel caudice gonfio e negli steli carnosi una buona quantità di acqua durante le estati piovose. Da questo possiamo dedurre che ha esigenze idriche differenti a seconda del periodo dell’anno e a seconda della temperatura.

In primavera e in estate quando la pianta è in crescita e le temperature sono più elevate, dovremmo innaffiare regolarmente mantenendo il terreno umido ma non inzuppato. Controlliamo di tanto in tanto e se vediamo che il terreno è asciutto irrighiamo in profondità, lasciando defluire l’eccesso d’acqua dal fondo del vaso. Innaffiamo preferibilmente nelle prime ore del mattino.

È importante non lasciare il terreno asciutto per troppo tempo perché ciò farebbe entrare la pianta in dormienza precoce. Allo stesso modo è importante che il terreno non rimanga troppo inzuppato perché le radici tendono a marcire rapidamente. Evitiamo quindi assolutamente il ristagno d’acqua.

Utilizziamo allo scopo il giusto tipo di vaso e un buon terriccio altamente drenante. Se piantiamo l’Adenium obesum direttamente in giardino, posizioniamolo su un po’ di pendenza in modo che l’acqua possa defluire, soprattutto in seguito a forti piogge. Quando le temperature iniziano a scendere riduciamo l’irrigazione fino a sospenderla del tutto in inverno, consentendo così alla pianta di entrare in riposo vegetativo. Se mai ci venisse il dubbio che la pianta non riceve abbastanza acqua nel periodo di crescita, possiamo osservare il caudice. Se è bello gonfio e spesso, allora vuol dire che la pianta è ben idratata, se al contrario, inizia a sgonfiarsi e a diventare rugoso, allora vuol dire che la pianta ha sete.

Umidità

L’Adenium obesum non ha particolari problemi con i livelli di umidità nell’aria. Cresce bene tanto nei paesaggi aridi e secchi, quanto nei climi subtropicali caratterizzati da elevata umidità. Diverso è il caso dell’umidità nel terreno. Il fabbisogno di umidità per queste piante cambia in base a diversi fattori:

  • Condizioni climatiche;
  • Cambio delle stagioni;
  • Ciclo di vita della pianta

In inverno o in un clima freddo umido, hanno bisogna di poca o nessuna umidità. In primavera e in estate, quando la pianta è in crescita attiva, necessita di un’umidità più elevata ma non eccessiva e questo per scongiurare il pericolo di marciume delle radici.

Per assicurare le giuste condizioni di umidità bisogna porre attenzione a quattro cose:

  1. Il tipo di vaso;
  2. Il tipo di substrato;
  3. Areazione delle radici;
  4. Le abitudini di irrigazione

Terriccio

Il terriccio ideale per la Rosa del deserto, deve essere altamente drenante, ma anche tale da consentire di trattenere il giusto grado di umidità e dovrebbe avere un ph da neutro ad acido.

Se vogliamo un terriccio che sia solo drenante può andare bene un normale terriccio per cactus o un terriccio ricco di inerti, quindi sabbioso o ghiaioso ricco di perlite, pomice ecc. In realtà però, questo tipo di pianta ha un fabbisogno di umidità molto variabile quindi la cosa migliore è creare un mix molto bilanciato 50:40:10 tra componenti molto drenanti come la sabbia granulosa, la sabbia di fiume, il pietrisco, la ghiaia ecc., componenti che trattengono l’umidità come la torba di cocco, la vermiculite, il muschio di sfagno, l’argilla espansa ecc. e compost organico per fornire nutrimento alla pianta. Il materiale inerte in questa composizione consente anche la giusta areazione delle radici che è un fattore fondamentale per far crescere e prosperare un Adenium obesum.

Concimazione

Il compost mescolato al terriccio di coltivazione è già una buona fonte di nutrimento per la pianta. Durante il suo ciclo di vita tuttavia, è bene fornire del fertilizzante a lenta cessione o un fertilizzante liquido diluito in acqua ricco di potassio, fosforo e micronutrienti e che non contenga troppo azoto. La concimazione va fatta durante la primavera e l’estate e cioè nei periodi di crescita attiva della pianta. In primavera, al risveglio dal suo riposo invernale, è bene concimare anche ogni quindici giorni per favorire la fioritura. Durante l’estate si può ridurre a una volta al mese, per poi smettere del tutto in inverno.

Le piante giovani richiedono più nutrienti rispetto alle vecchie piante mature..

La fioritura dell’Adenium obesum

L’Adenium obesum è una pianta monoica, dotata cioè sia di fiori maschili che femminili ed è auto sterile perché non può impollinarsi da sola ma avrà bisogno di un’altra pianta della stessa specie.

È una pianta in grado di fiorire tutto l’anno ma, in coltivazione, ha due periodi fioritura; la prima dalla primavera a metà estate e la seconda in autunno dopo 6/8 settimane di riposo.

I fiori sono molto appariscenti, a cinque petali e a forma di tromba, possono essere di vari colori che vanno dal rosso al rosa al bianco, sono disposti sulle cime degli steli e spesso compaiono prima delle foglie in caso di pianta decidua. Le foglie spunteranno poi sotto i fiori. Ogni fiore può durare due o tre giorni.

La fioritura della Rosa del deserto è di lunga durata e attira colibrì e altri impollinatori come api e farfalle. I frutti maturano 2-3 mesi dopo l’impollinazione e sono due follicoli di forma allungata che misurano circa 10-20 cm e ricordano le corna di un bovino. Si uniscono alla base e una volta maturi, si divideranno lungo un lato per rilasciare i semi.


Come far fiorire la Rosa del deserto?

La fioritura della Rosa del deserto non è così scontata. Il momento cruciale in cui dovremmo adottare i giusti accorgimenti è quello immediatamente successivo alla dormienza invernale. Come riconoscere la fine della dormienza? Non appena notiamo la nascita dei germogli terminali sulle punte dei rami,  quello è il momento in cui la pianta si sta risvegliando ed è il momento in cui dobbiamo curarla di più per favorirne la crescita e la fioritura.

Per prima cosa riprendiamo l’irrigazione della pianta, in secondo luogo forniamole del concime organico per nutrirla e mettiamola in un posto in cui possa ricevere almeno sei/otto ore di luce solare piena e intensa. Così facendo, possiamo essere sicuri che ci regalerà delle copiose fioriture.



Credit: “Adenium obesum” by Rod Waddington is licensed under CC BY-SA 2.0; “沙漠玫瑰 Adenium obesum [香港公園 Hong Kong Park]” by 阿橋花譜 KHQ Flower Guide is licensed under CC BY-SA 2.0; “夾竹桃科 Adenium obesum 沙漠玫瑰 蓇葖果 田尾 公路花園” by plj.johnny/潘立傑 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0;

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