Crassula Ovata Hobbit: dal rinvaso alle malattie comuni
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Il rinvaso
La Crassula Ovata Hobbit, così come molte altre piante del genere Crassula, non necessita di essere rinvasata troppo spesso, anche perché è una pianta a crescita lenta. Lei ama stare nello stesso vaso e nello stesso terreno per diverso tempo perché ciò le consente di avere radici belle compatte e a noi risulta più facile prendercene cura.
Per le piante più giovani, l’ideale sarebbe rinvasare ogni due o tre anni. Per le piante più vecchie è sufficiente farlo ogni quattro o cinque anni. Creare maggiore spazio e fornire terriccio fresco consente loro di crescere più forti e più piene. Questo ragionamento è valido fin quando non si riscontrano problemi relativi alla formazione di muffe o al deterioramento del terreno intorno alla pianta, in quel caso, è bene procedere subito a sanificare e rinvasare.
Il periodo ideale per il rinvaso sarebbe la primavera o comunque subito prima della loro stagione di crescita attiva.
La scelta del tipo di vaso è importante e va fatta in un’ottica di lungo periodo. Dal punto di vista dello sviluppo vegetativo, la Crassula Hobbit ha un apparato radicale molto contenuto e quindi va ad occupare una zolla di terreno molto piccola rispetto alle dimensioni di tronco, rami e foglie. Elementi tutti riccamente succulenti e spessi che diventano sempre più pesanti man mano che crescono. La scelta migliore sarebbe un vaso di terracotta o di ceramica abbastanza pesante ma va bene anche un vaso di plastica, l’importante è che sia profondo e non eccessivamente largo. In caso contrario, la pianta una volta divenuta pesante, potrebbe ribaltarsi. Diciamo che andrebbe bene di almeno due misure più grande di quello precedente e ovviamente deve essere dotato dei necessari fori di drenaggio.
Una volta che ci si è procurati il giusto vaso, riempiamolo con un substrato ben drenante, la cui composizione potete trovare qui, in modo che la zolla con le radici si trovi ad almeno 5 centimetri dal bordo del vaso. Sfiliamo delicatamente la nostra pianta dal vaso precedente ed esaminiamo la zolla. Tagliamo le radici morte, danneggiate o malate con le forbici sterilizzate prima di centrare la nostra Hobbit nel nuovo vaso. Riempiamo intorno alla zolla con terriccio fresco e tamponiamo delicatamente.
Dopo il rinvaso, posizioniamo la pianta in un posto ben illuminato ed esponiamola al sole gradualmente per evitare che si stressi troppo. Aspettiamo almeno una settimana prima di innaffiarla e almeno un mese prima di concimarla perché le radici fresche hanno bisogno di stabilizzarsi e il concime potrebbe bruciarle.
La potatura
La potatura della Crassula in generale, e della cultivar “Hobbit” nello specifico, non è una pratica che può essere ricondotta solamente a mere esigenze estetiche. Ci sono diversi motivi per potare questo genere di succulenta:
- Preservare lo stato di salute della pianta, perché togliendo materiale morto o danneggiato, si evita che la pianta venga attaccata da parassiti o malattie;
- Decongestionare la pianta quando la crescita fogliare è troppo densa. Eliminando infatti sapientemente qualche foglia in eccesso, consentiamo alla pianta di beneficiare al suo interno di luce e aria migliorandone la crescita;
- Rafforzare la sua struttura. Molto spesso capita, specialmente nelle piante adulte, che alcuni rametti crescano più sottili e tendano ad incurvarsi e a spezzarsi sotto il peso delle foglie carnose che immagazzinando acqua al loro interno possono diventare pesanti. Con la potatura si aiutano gli altri steli a diventare più robusti.
- Modellare la forma della nostra pianta. Con una potatura adeguata, essa può assumere l’aspetto che desideriamo.
Come potare la Crassula Hobbit
Se osservando la nostra succulenta ci rendiamo conto che, per uno dei motivi di cui sopra, necessita di una potatura, procediamo preferendo la stagione primaverile o quella estiva per compiere il lavoro. A meno che, non ci siano problemi legati a marciume o malattie, in quel caso possiamo farlo in qualsiasi momento dell’anno. Un’altra cosa da tenere a mente è di non potare la pianta quando è troppo giovane, aspettiamo che abbia almeno un anno. La maggior parte delle Crassule trarrà comunque beneficio dalla potatura almeno una volta all’anno.
Se vogliamo sfoltire o modellare la nostra Crassula Hobbit, possiamo iniziare staccando le foglie a forma di tubicino per poi passare ai rametti se non siamo soddisfatti.
Cerchiamo di immaginare la forma finale che la pianta dovrà assumere e lavoriamo sui rami che ci sembrano fuori posto. Se li osserviamo, ci accorgeremo che sono caratterizzati dalla presenza di tanti piccoli anelli marroni. Partendo dalla parte superiore cerchiamo proprio questi anelli e a circa 1/4 dalla cima della Hobbit o dall’estremità del ramo, tagliamo lungo l’anello con un paio di forbici da potatura ben affilati e sterilizzati.

Tagliando in corrispondenza dell’anello o nodo, avremo successivamente la nascita di due nuovi rami proprio a partire da lì. Se vogliamo togliere dei rami dal tronco principale, dovremo aver cura di tagliarli proprio a filo dell’attaccatura. Se invece, vogliamo incoraggiare la formazione di nuovi rami proprio a partire dal tronco principale, stacchiamo le foglie che spuntano dal tronco e in quel punto nasceranno i nuovi rami. In generale tagliare le foglie appena cresciute, incoraggerà la ramificazione proprio in quel punto. Non esageriamo comunque con la potatura, mai rimuovere più del 20% dei rami.
La propagazione
Che cosa ne facciamo degli scarti della potatura? Li buttiamo? Assolutamente no, perché diventeranno nuove piantine. Infatti, la propagazione della Crassula Hobbit, può avvenire per talea di rami o tramite foglie.
Propagazione tramite foglia

Quando stacchiamo la foglia dalla pianta, facciamolo delicatamente con una piccola torsione in modo che anche la base venga via. Proviamo a scegliere una foglia bella, paffuta e in salute.
Una volta che la foglia è staccata, c’è chi preferisce immergerla nell’ormone radicante per favorire e accelerare l’attecchimento. Io personalmente non ricorro mai a questa soluzione, lascio fare alla natura, anche perché la Crassula generalmente non presenta particolari problemi di radicazione.
Dopo il distacco è necessario lasciare le foglie ad asciugare per un paio di giorni in un luogo non esposto alla luce solare diretta.
Dopo che le foglie si sono asciugate, possiamo procedere in due modi: adagiare le foglie in orizzontale sul terreno e lasciare che radichino fuori terra, oppure le infiliamo per un terzo dalla base nel terreno che deve essere un substrato ben drenante. Per favorire l’attecchimento possiamo coprire con una pellicola trasparente dopo avere inumidito il terreno, così da mantenere un certo tasso di umidità.
Se tutto procede bene, nel giro di due settimane si dovrebbero formare le prime radici e da lì in poi vedremo spuntare le nuove piantine.
Propagazione tramite talea

La propagazione tramite talea è sicuramente quella più efficace e veloce a patto però, che il ramo sia sano ed esente da malattie. Anche in questo caso è necessario lasciare asciugare il taglio per qualche giorno per favorire la formazione del callo cicatriziale. Se interriamo il ramo ancora bagnato potrebbe sviluppare una malattia che gli impedirebbe poi di attecchire. Anche in questo caso, c’è che preferisce spolverare la ferita con l’ormone radicante per accelerare il processo. Dopo avere lasciato passare il tempo necessario, possiamo interrare il ramo nel substrato drenante, in posizione eretta.
Sistemiamo la talea in un luogo luminoso ma non esposto alla luce diretta del sole. Aspettiamo almeno una settimana prima di innaffiare.
Se tutto è andato per il meglio in circa due settimane si avrà la formazione delle nuove radici. A circa sei settimane, noteremo la nuova crescita ai lati dello stelo.
Dovremo stare particolarmente attenti con le irrigazioni della giovane piantina perché un eccesso di acqua può causare marciume dello stelo. Se notiamo che inizia a diventare molliccio, tagliamo semplicemente il gambo pochi centimetri sopra il marciume e proviamo a farlo attecchire di nuovo.
Parassiti e malattie comuni
Se ben curate, le Crassula Hobbit non presentano particolari problemi. Non vengono facilmente attaccate dai parassiti ma temono la fastidiosa cocciniglia che si può annidare sotto le foglie e sullo stelo. In questo caso, se il problema non è molto esteso, basta trattare le infestazioni strofinando le parti interessate con un batuffolo imbevuto con una soluzione di acqua e alcool etilico o con olio di neem. Se al contrario, l’infestazione è molto estesa e la pianta è compromessa, allora asportiamo le parti sane rimanenti e diamo vita a nuove piantine.
Ben più comuni sono i problemi fisiopatologici, legati cioè alle alterazioni strutturali e funzionali della pianta e provocati da una errata coltivazione. Vediamo quali sono:
- Marciume delle radici o del colletto. Questo problema è causato solitamente dall’eccessiva irrigazione. Si dovrà intervenire alle prime avvisaglie con un prodotto sistemico. Infatti l’eccesso di umidità porta alla formazione di funghi che se lasciati liberi di espandersi fino al punto da rendere molle il fusto centrale, provocheranno un danno irreversibile. In questi casi, l’unica strada è quella di tagliare la pianta alla base, risalendo fino a trovare il fusto completamente pulito. La talea ottenuta va appoggiata su un substrato ricco di inerti per favorire la radicazione.
- Perdita delle foglie. Perché la Crassula Hobbit perde le foglie? Questo evento può essere causato da eccessiva irrigazione o carente irrigazione o ancora può succedere perché non riceve abbastanza luce solare. Stiamo attenti a queste tre circostanze nel caso in cui ci accorgiamo che la nostra pianta perde le foglie.
- Foglie molli. Un fogliame soffice, molle e poco turgido è il segno inequivocabile di un eccesso di irrigazione. Se ci accorgiamo che la nostra pianta è molliccia, sospendiamo subito le innaffiature e lasciamola asciugare nella speranza che non abbia iniziato a marcire.
- Foglie raggrinzite. Le foglie che si raggrinziscono e diventano rugose sono invece il segno che la pianta ha sete e deve essere innaffiata.
Curiosità sulla Crassula Ovata “Hobbit”
Concludo l’articolo su questa strana pianta grassa condividendo alcune informazioni aggiuntive:
- Per chi non lo sapesse, la Crassula Hobbit, così come la sua progenitrice Crassula Ovata, è considerata tossica per gli animali domestici. Se ingerita, può provocare sintomi lievi ma anche vomito, rallentamento del battito cardiaco, depressione e mancanza di coordinazione. Anche per gli esseri umani risulta leggermente tossica, se ingerita può portare vomito e diarrea.
- La Crassula Hobbit condivide la sua particolare forma con altre cultivar. Le più conosciute sono la “Crassula Gollum” e la “Crassula Ladyfingers”. Nel loro insieme queste piante vanno a formare il cosiddetto “Gruppo Tolkien”. Sono tutte caratterizzate dalle tipiche foglie a forma cilindrica con una fossetta più o meno pronunciata in cima. Sono così simili che delle volte vengono scambiate. Per tentare di tracciare una differenza possiamo dire che rispetto alla Crassula Hobbit, la Crassula Gollum presenta una forma più grande e vigorosa e le punte delle foglie sono molto più larghe e profondamente ombelicate. Al contrario la Crassula Ladyfingers presenta un apparato fogliare composto da tubicini con forma maggiormente cilindrica, più corti e con punte rosse molto simili a delle dita.

Nella foto sopra, abbiamo un esemplare di Crassula Hobbit a sinistra, di Crassula Gollum al centro e di Crassula Ladyfingers a destra. Effettivamente le differenze si colgono mettendole a confronto ma non risulta altrettanto facile riconoscerle individualmente.
Credit: “Crassula ovata var. Monstrosa aka Jade aka ‘Hobbit'” by Sergei Golyshev (AFK during workdays) is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Crassula ovata hobbit (Crassulaceae)” by Любо Гаджев is licensed under CC BY-SA 2.0; “Crassula ovata cv ‘Gollum'” by Zruda is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Crassula ovata / Paradisträd” by Jungle Björn is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “File:Starr 070906-9061 Crassula ovata.jpg” by Forest & Kim Starr is licensed under CC BY 3.0; “Crassula ovata cuttings (Crassula crash aftermath)” by Jungle Björn is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Crassula Ovata cv. with stem rot” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Crassula crash #1” by Jungle Björn is licensed under CC BY-NC-ND 2.0;






