Monilaria obconica, la succulenta con le orecchie da coniglio
“Kawaii” direbbero i giapponesi guardando questa piantina. Ed è proprio in Giappone che questa strana e rara succulenta con le orecchie di coniglio, ha conquistato una sorprendente popolarità espandendosi successivamente tutto il mondo, grazie ai social.
La Monilaria obconica, questo è il suo nome botanico, nelle prime fasi della sua crescita, sviluppa due piccole protuberanze da un corpo tondo che la fanno somigliare proprio a un coniglietto. Successivamente, durante la crescita, queste orecchie che sono poi le foglie, tenderanno ad allungarsi e piegarsi sotto il loro stesso peso somigliando più a degli spaghetti in verità.
Pensate un po’ a quanto potrebbe essere originale questa pianta come regalo per la Pasqua. Il coniglietto pasquale è in effetti un soggetto estremamente ricercato in quel periodo. Dalle decorazioni al cioccolato, durante la Pasqua vediamo conigli in tutte le declinazioni. Questa deliziosa e inconsueta pianta succulenta, che risulta essere anche un’ottima pianta d’appartamento, farebbe la felicità di ogni amante delle piante grasse e non solo. Conosciamola meglio questa Monilaria obconica.
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Origini
La Monilaria obconica è una pianta endemica del Namaqualand, una regione arida del Sud Africa, caratterizzata da estati caldissime e secche e inverni freddi con scarsa piovosità. Le piogge si concentrano principalmente tra maggio e agosto. Questa regione è famosa per essere il posto in cui si ritrova la maggiore concentrazione di piante succulente al mondo. Insomma, un vero e proprio paradiso terrestre per chi ama le grassocce. La nostra piccola succulenta cresce in genere su collinette e campi di quarzo.
Caratteristiche generali
La Monilaria obconica appartiene alla famiglia delle Mesembryanthemaceae oggi definite Aizoaceae. Si tratta di una minuscola succulenta che nel momento della maggiore espansione delle foglie può arrivare a 15-20 centimetri massimo di altezza.
È una pianta ad andamento cespitoso. Dal punto di vista strutturale, è composta da foglie e steli succulenti. Il fusto è corto e ramificato. All’apice di questi rami, la pianta presenta due diverse forme fogliari. La serie iniziale di foglie, di solito, si sviluppa in modo compatto, assumendo la forma di palline con un diametro di appena 10 mm o poco più. Ciò avviene all’inizio della stagione dormiente.
Man mano che la pianta cresce, durante il risveglio vegetativo, sviluppa una seconda formazione fogliare, composta di due foglie, le cosiddette orecchie di coniglio. Queste foglie saranno più lunghe e avranno una forma cilindrica. Come detto precedentemente, possono arrivare a 10 o 15 cm di lunghezza e 3,5 mm di diametro.
La particolarità di queste foglie è che presentano lungo tutta l’epidermide, piccole perle luccicanti. Queste non sono altro che cellule speciali deputate all’accumulo di acqua e zuccheri. In effetti, in queste piante la riserva di acqua viene immagazzinata nello stelo e nelle foglie che sono così in grado di dare loro autonomia per settimane durante i lunghi periodi di siccità. Nonostante queste perline formino una patina biancastra sulle foglie, esse sono in realtà di un bel verde brillante ma tendono a diventare rosse se esposte al sole.
Un’altra caratteristica peculiare della Monilaria obconica è la caducità delle foglie. Essa è infatti una cosiddetta decidua stagionale. È tipico delle succulente originarie delle zone aride del Sud Africa perdere le foglie durante il ciclo stagionale o a causa della siccità. È semplicemente una strategia di adattamento.
Teniamo presente che, queste piante sono a dormienza estiva. Ciò significa che vanno in letargo quando la temperatura supera i 30 gradi centigradi. In questo frangente può accadere che le foglie ingialliscano per poi asciugarsi e seccare. Quando questo accade, non andiamo nel panico, perché la pianta è comunque viva e non morirà. È solo il suo normale ciclo di vita, ricrescerà in autunno, partendo da settembre e fino a marzo.
Detto ciò, vediamo quali sono le principali regole a cui attenersi per coltivarla nel migliore dei modi.
Come coltivare la monilaria obconica

La Monilaria obconica è una piantina relativamente facile da coltivare a patto di collocarla nel giusto ambiente e osservare quelle poche regole per evitare di commettere errori che potrebbero esserle fatali.
Consideriamo che si tratta di pianta che va in riposo vegetativo in estate e riprende la sua crescita attiva in inverno. Proviene da un clima semidesertico in cui le temperature possono essere davvero molto alte in estate e le piogge sono minime.
Esposizione
In natura, questa pianta cresce nei campi di quarzo all’ombra di altre piante o di rocce e pietre. Predilige una posizione a mezz’ombra nella quale le venga assicurata un’adeguata quantità di luce solare intensa. Soprattutto nel suo periodo di crescita, ha bisogno di almeno sei-otto ore di luce solare preferibilmente di mattina, godendo invece dell’ombra per il resto della giornata.
Teniamo conto di questo se vogliamo coltivarla all’esterno, magari in un giardino roccioso. Se la coltiviamo come pianta d’appartamento, possiamo posizionarla vicino a un davanzale con luce solare intensa ma filtrata. Se non riusciamo a fornire un livello adeguato di luce solare, possiamo sopperire con la luce artificiale.
Temperature
Per crescere bene, la Monilaria obconica necessita, in condizioni ideali, di una temperatura che si mantenga tra i 15 e i 25 gradi centigradi. Questo significa che in estate devono essere all’ombra per la maggior parte del tempo o comunque, nel pomeriggio quando il caldo è più intenso, magari trasferendola in posto che si mantiene più fresco.
Portarla in casa potrebbe essere una buona soluzione. In inverno può sopportare basse temperature che non scendano però stabilmente al di sotto dei 5 gradi. Se la teniamo in casa, dovrebbe stare lontana dalle fonti di calore. Dato che la pianta è in crescita attiva, in effetti, se tenuta ad una temperatura prossima ai 30 gradi, tenderà ad asciugarsi gradualmente per poi andare in letargo fuori stagione.
Innaffiature
Con l’irrigazione bisogna regolarsi in questo modo:
- in estate bisogna ridurre all’osso le innaffiature. La pianta è in letargo ed ha accumulato nei fusti e nelle foglie tutta l’acqua di cui necessita per sopravvivere e rinascere in inverno. Direi quindi di sospendere del tutto le innaffiature;
- in inverno, la pianta è in crescita attiva e necessita di innaffiature regolari, una volta a settima oppure ogni quindici giorni. Ciò la aiuterà quando inizia a produrre le foglie lunghe, vale a dire, le orecchie di coniglio.
Umidità
La Monilaria obconica, non gradisce molto l’umidità. È necessario quindi, assicurarle una buona ventilazione con un ottimo ricircolo dell’aria.
Terriccio
Queste succulente non sfuggono alla regola generale valida per tutte le altre piante grasse, secondo la quale, devono essere coltivate in un terreno altamente drenante.
Va benissimo un terriccio specifico per cactus o succulente con un’elevata componente di materiali inerti. Se vogliamo creare noi stessi il substrato, dovremo semplicemente mischiare del normale terriccio con un buon 50%-60% di ghiaia, sabbia e pietrisco o perlite.
In questo modo non solo si eviterà il ristagno dell’acqua di irrigazione, ma si fornirà spazio sufficiente per lo sviluppo delle radici.
Concimazione
In generale, è bene non fornire troppo fertilizzante alla Monilaria obconica. Durante la fase di crescita, possiamo nutrirla con un fertilizzante azotato leggero, da somministrare una volta ogni 20 giorni. È necessario però che non si trovino ad un temperatura inferiore ai 10 gradi. Evitiamo la fertilizzazione anche in estate o comunque quando sono in un ambiente con una temperatura dai 30 gradi in su.
La fioritura della Monilaria obconica

Se riusciamo a fornire un buon ambiente di crescita, rispettando tutte le esigenze della pianta, in termini di esposizione, temperatura, umidità, in primavera potrebbe regalarci delle interessanti fioriture. I fiori, dall’aspetto spettacolare, si formano su lunghi steli che dipartono dal centro delle foglie.


I fiori della Monilaria obconica sono prevalentemente bianchi ma se ne possono trovare anche nei toni del rosa, del viola, del giallo e dell’arancione.
Il rinvaso della Monilaria obconica
La Monilaria obconica ama stare stretta nel vaso che la accoglie. È bene, proprio per questo motivo, far crescere queste piante in vasi piccolini e tenercele il più a lungo possibile.
Possono stare nello stesso vaso per anni, ed il rinvaso è un’operazione che va praticata il meno possibile e solo quando è strettamente necessario.
Nell’occasione, scegliamo sempre un vaso preferibilmente di terracotta, con i necessari fori di drenaggio e che sia solo leggermente più grande rispetto a quello precedente. Usare un vaso troppo grande potrebbe ripercuotersi sulla successiva fioritura della pianta.
La propagazione della Monilaria obconica
Esistono due metodi per propagare le succulente con le orecchie di coniglio: attraverso i loro semi o tramite talea.
Entrambi i metodi sono molto semplici. Quando si tratta di propagazione tramite semi, bisogna semplicemente spargere i semi in un contenitore riempito con terriccio adeguato, nebulizzare, coprire con della pellicola trasparente e riporre in un luogo luminoso. È preferibile seminare nella tarda primavera. In questo modo, le temperature che si alzano favoriranno la germinazione che di solito avviene in circa 10-20 giorni.
Nel caso di riproduzione per talea, tagliamo uno stelo munito di almeno un paio di rami dalla pianta madre adulta. Assicuriamoci che la pianta sia sana. Non usiamo talee di piante sotto stress. Lasciamo asciugare il taglio per uno o due giorni, affinché si formi il callo cicatriziale.
Quando la talea è asciutta, prima di procedere, potremmo intingerla nell’ormone radicante per avere risultati più sicuri e rapidi, ma questa è solo un’operazione facoltativa e non necessaria. Prepariamo il nostro vaso con un buon substrato drenante e interriamo la talea. Curiamola secondo le regole viste precedentemente e dopo qualche tempo inizierà a mettere radici dando origine ad una nuova pianta.
Problemi comuni e malattie
Quando la Monilaria obconica va in sofferenza, lo manifesta principalmente attraverso le foglie. Se la pianta inizia improvvisamente a perdere le foglie ciò può essere dovuto ad un attacco di parassiti o molto più comunemente ad errori di coltivazione consistenti in:
- eccesso di irrigazione;
- mancanza di livelli adeguati di luce solare;
- eccesso di fertilizzazione.
Correggiamo queste errate abitudini se vogliamo salvare la pianta.
Credit: https://pin.it/1Fe2HwC; https://nabeaya.exblog.jp/12317602;


