Il Cactus di Natale
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Il Cactus di Natale

Natale sta arrivando … vogliamo ravvivare la nostra casa con deliziose note floreali? Certamente sì, ma mentre il resto del mondo farà incetta di  Poinsettie o Stelle di Natale, sulle quali nulla abbiamo da dire circa la loro bellezza ed eleganza, noi amanti delle piante grasse cercheremo altrove, perché sappiamo che esiste una valida alternativa alla pianta di Natale per eccellenza ed è il meraviglioso Cactus di Natale.

Potrebbe sembrare una contraddizione in termini, abbinare un cactus che ci rimanda ad ambienti caldi, secchi e afosi, al Natale che nell’immaginario collettivo si rifà al freddo, alla neve e così via. Eppure, vi mostrerò come questa pianta grassa, sfugga a tutte le regole della famiglia a cui appartiene.

Le origini del Cactus di Natale

Il cactus di Natale, quello che iniziamo a trovare in bella vista nei vivai, supermarket, negozi vari con l’approssimarsi delle festività, è in realtà un ibrido. Le vicende che diedero origine a questa pianta  sono abbastanza intricate. 

Secondo quanto scrivono gli autori McMillan, e Horobin, nel loro libroChristmas Cacti: The Genus Schlumbergera and Its Hybrids, fu  Charles Lemaire nel 1858 a creare il genere Schlumbergera,  di cui fa parte il nostro cactus di Natale. Lemaire scelse questo nome in onore di Frédéric Schlumberger,  un francese appassionato collezionista di cactus. Nel genere Schlumbergera , venne inizialmente inserita una sola specie la cosiddetta Epiphyllum russellianum , oggi Schlumbergera russelliana. Nel tempo vennero aggiunte altre specie. Attualmente se ne riconoscono dalle sei alle nove. Dall’incrocio di queste specie originali sono stati creati almeno quattro ibridi:

  • La Schlumbergera × buckleyi , nata dall’incrocio tra la Schlumbergera russelliana  e la Schlumbergera truncata
  • La Schlumbergera × eprica  nata dall’incrocio tra la Schlumbergera russelliana  e la Schlumbergera orssichiana
  • La Schlumbergera × exotica nata dall’incrocio tra la Schlumbergera opuntioides e la Schlumbergera truncata
  • La Schlumbergera × reginae nata dall’incrocio tra la Schlumbergera orssichiana e la Schlumbergera truncata

Molti esperti sono concordi nel ritenere che l’autentico Cactus di Natale sia la Schlumbergera × buckleyi, divenuta ormai introvabile, una vera rarità. Quelle oggi più popolari sono cultivar che portano le caratteristiche principalmente del genere truncata.

 

Cactus di Natale: conoscerli per curarli al meglio

Come  mai il nostro Cactus di Natale ha un aspetto così diverso rispetto ai normali cactus che tutti o quasi tutti conosciamo?

La risposta è semplice. I cactus si dividono in due grandi categorie: I cactus cosiddetti “del deserto”, ricoperti di spine che ci sono molto più familiari e che associamo ai paesaggi desertici o comunque aridi, e poi ci sono i cosiddetti cactusdella giungla” o delle foreste pluviali, che come possiamo immaginare, hanno un habitat naturale con caratteristiche assolutamente diverse rispetto a quelle del deserto. Per questo motivo, anche le piante che appartengono a  questa categoria hanno caratteristiche ed esigenze  assolutamente diverse rispetto ai loro fratelli del deserto.

Alla famiglia dei cactus delle foreste pluviali, appartiene lo Zygocactus, altro nome per indicare la Schlumbergera. Scendendo più nel dettaglio, la Schlumbergera proviene dalle foreste del Brasile sud-orientale. Quali sono quindi le condizioni climatiche in cui vivono queste piante? Intanto c’è da dire che sono epifite perché vivono sugli alberi. Vegetano infatti tra le fessure e negli angoli degli alberi dove si accumulano i loro nutrienti principali: foglie morte in decomposizione, muschio e altri detriti.

Sono naturalmente abituati ai venti umidi di origine atlantica che generano ovviamente un alto tasso di umidità e alle piogge abbondanti. La luminosità è variabile ma data la fitta vegetazione, i raggi diretti del sole difficilmente vi penetrano. Le temperature sono pressoché costanti durante l’anno. Le Schlumbergera, quindi, amano il fresco d’altura collocandosi in zone tra i 700 e i 2000 metri, ma essendo piante tropicali non tollerano il freddo.

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