Kalanchoe pumila, la pianta grassa dall’aspetto polveroso
succulente

Kalanchoe pumila, la pianta grassa dall’aspetto polveroso

La Kalanchoe pumila è una piantina molto interessante. Ciò che attira subito l’attenzione sono le sue particolarissime foglie grigio argento, le quali sono ricoperte di un sottile strato ceroso, per cui sembrano ammuffite o meglio di impolverate. Nonostante il loro aspetto trasandato, sono delle bellissime piante ornamentali che possono regalarci delle belle fioriture. Inoltre, questa piccola succulenta è facilmente reperibile, non richiede molte cure e attenzioni e ciò la rende perfetta per i coltivatori alle prime armi o per chi non ha molto tempo a disposizione da dedicarle. Date le sue abitudini di crescita, sta benissimo in vaso o in cesti appesi ma può rivelarsi la scelta ideale, nei climi più caldi, come pianta tappezzante, da inserire in giardini rocciosi o giardini xeriscape anche grazie alla sua resistenza alla siccità.

Origini

La Kalanchoe pumila, come la maggior parte delle piante del genere Kalanchoe, è originaria del Madagascar, una grande isola dell’Africa sudorientale. Cresce spontaneamente sulle rocce, ad altitudini di 2000 metri sul livello del mare. Questa specie in particolare, è stata descritta da John Gilbert Baker nel 1883. L’epiteto “pumila”, deriva dal latino e significa nano o a bassa crescita.

Caratteristiche generali della Kalanchoe pumila

Caratteristiche generali della Kalanchoe pumila

La Kalanchoe pumila appartiene alla famiglia delle Crassulaceae. È una piccola succulenta erbacea, perenne, che forma densi cespi alti 20 – 30 cm e larghi da 30 a 60 cm. Si presenta per lo più come un arbusto succulento con portamento rampicante e allungato. Gli steli sono eretti, molto ramificati e pruinosi, cioè ricoperti di una sostanza cerosa che gli conferisce il tipico aspetto impolverato.

Le foglie si presentano fitte il più delle volte, carnose, obovate, completamente ricoperte di una sostanza bianca cerosa e farinosa. Il fogliame nuovo è di un colore grigio argenteo che diventa verde più intenso con l’invecchiamento. I margini sono crenati o ondulati nella parte superiore a mo’ di merletto. Assumono una colorazione dal rosa al porpora, in base alla quantità di sole che ricevono. In alcuni periodi dell’anno, questi margini possono assumere un colore viola.

Come coltivare la Kalanchoe pumila

Questa particolarissima succulenta è molto facile da coltivare perché è una pianta molto rustica. Ci perdona molti errori ed è in grado di regalarci enormi gratificazioni senza doverci spendere tanto in termini di cura e tempo da dedicarle. Come per tutte le grasse però, ha delle esigenza specifiche che è bene conoscere, considerando che è una pianta da esterno ma si può adattare anche alla coltivazione indoor. Vediamo insieme quali sono le regole di coltivazione.

Esposizione

In termini di luce, questa pianta risulta molto esigente. Necessita delle sue 5-6 ore di esposizione alla luce solare intensa ma non diretta. È bene esporle al sole diretto solo nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, soprattutto in estate, mentre in autunno fino all’inizio della primavera, la luce solare diretta non dovrebbe danneggiare la pianta. Se la coltiviamo in casa, posizioniamola vicino a una finestra soleggiata e luminosa, l’ideale sarebbe una finestra esposta a sud, ma andrà bene anche una finestra esposta a est o a ovest.

Una corretta esposizione alla luce eviterà l’eziolatura degli steli o la scottatura delle foglie. Nel primo caso, la scarsa esposizione costringerà la pianta a diventare più alta e più debole alla ricerca di una fonte di luce. Nel secondo caso, il sole forte e diretto può causare delle scottature che si manifestano come macchie fogliari.

Dall’esposizione alla luce dipende anche la futura fioritura. Sono infatti piante brevi diurne e, manipolando la lunghezza del giorno e della notte, i coltivatori possono far fiorire le piante in qualsiasi momento dell’anno.

Temperature

La Kalanchoe pumila non sopporta le basse temperature e non sopravvive alle gelate. Le temperature ottimali per la sua crescita sono quelle comprese tra 12 e 20 ° C sia di giorno che di notte. Fa bene a temperature più alte, mentre temperature prossime allo zero la faranno morire. Quindi, se la teniamo fuori e le temperature si mantengono stabilmente intorno ai 5 ° C è meglio portarla in casa evitando di posizionarla vicino a correnti d’aria o davanzali freddi.

Innaffiature

La Kalanchoe pumila crescerà in salute fintanto che le sue esigenze idriche di base saranno soddisfatte. È una pianta che non richiede troppe annaffiature. Di solito si consiglia di annaffiare una volta alla settimana. Tuttavia, le esigenze di irrigazione variano con i cambiamenti stagionali. In estate il tasso di evaporazione dell’acqua è elevato e l’acqua si perde rapidamente, quindi è necessario annaffiare più spesso. Nella stagione invernale invece, quando il tasso di evaporazione è basso, dovrebbero essere innaffiate di meno. Lasciamo che il terreno si asciughi completamente prima di bagnare nuovamente.

Un buon metodo di irrigazione, quando il terriccio è assolutamente asciutto, è quello di immergere il vaso con la Kalanchoe in un sottovaso profondo con acqua per circa dieci minuti, in modo che la pianta assorba l’acqua di cui ha bisogno dal basso e le foglie rimangano asciutte. Ciò previene lo sviluppo di malattie a livello fogliare. Non lasciamo mai il sottovaso con ristagni d’acqua perché l’umidità eccessiva è letale per questa pianta. Quando la pianta riceve troppa acqua mostrerà foglie morbide e mollicce che diventeranno traslucide col passare dei giorni. Ciò può indicare un problema di marciume a livello delle radici. Se al contrario, l’irrigazione è insufficiente, le foglie appariranno rugose, raggrinzite, morbide e appiattite.

Umidità

Questa succulenta non richiede un’umidità specifica. Andrà bene un tasso di umidità da basso a regolare. Se invece, l’umidità è troppo elevata, la pianta tende a sviluppare malattie dell’apparato fogliare come il cosiddetto oidio o “mal bianco”.

Terriccio

Il terreno ideale deve essere ben drenante. Un normale terriccio per piante grasse va più che bene, oppure possiamo crearlo in casa aggiungendo al normale terriccio universale, materiale inerte come pomice, perlite e sabbia. L’aggiunta di sabbia e perlite migliora il potenziale drenante del terriccio e previene la compattazione del terreno. Per questa pianta, il pH del substrato dovrebbe essere compreso tra 6,0 e 6,5. Questo perché è sensibile alla carenza di zinco e mal sopporta l’alto contenuto di fosforo. Con questo pH sia lo zinco che il fosforo dovrebbero essere disponibili a livelli adeguati. Ha inoltre un elevato fabbisogno di calcio.

Concimazione

Anche la Kalanchoe pumila ha bisogno di molti nutrienti, soprattutto nella stagione estiva che è quella in cui la pianta cresce attivamente. È bene concimare almeno due volte al mese con un fertilizzante molto ricco in potassio e povero di azoto per favorire una fioritura generosa della pianta. Evitiamo di concimare nel periodo di fioritura.

La fioritura della Kalanchoe pumila

La fioritura della Kalanchoe pumila

La Kalanchoe pumila ci allieta con le sue splendide fioriture tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. All’apice degli steli eretti si formano piccoli fiori, riuniti in corimbi, ossia infiorescenze simili a grappoli. I fiori hanno un colore che va dal rosa al glicine a forma di campana. Una volta aperti, attirano farfalle, api e uccelli.

Quando i fiori iniziano a morire, al termine della stagione di fioritura, tagliamo i capolini ormai secchi e lasciamo riposare la pianta interrompendo l’irrigazione. Al termine del periodo di riposo riprendiamo le normali cure e la pianta tornerà a fiorire nuovamente nella stagione primaverile. 

Rinvaso della Kalanchoe pumila

Il rinvaso non è un’operazione da effettuare troppo frequentemente. Di sicuro, il primo rinvaso è quello che va effettuato al momento dell’acquisto della nostra Kalanchoe pumila per fornire un contenitore più adatto e un mix di invasatura ben drenante.

Successivamente, la nostra pianta dovrebbe essere rinvasata ogni 2 anni, dopo la fioritura, per fornirle un terreno di crescita fresco, ben drenante  e con più nutrimento.

Scelta del vaso

Dal momento che l’apparato radicale delle Kalanchoe pumila è estremamente sensibile all’umidità del terreno, sarebbe opportuno utilizzare vasi di terracotta o di ceramica non smaltata. Questi materiali, altamente porosi e traspiranti, permetteranno una migliore aerazione delle radici evitando al contempo pericolosi ristagni d’acqua che evaporerà attraverso le pareti del vaso. Evitiamo di usare contenitori di vetro o vasi di plastica nera perché hanno uno scarso drenaggio e assorbono più calore.

La dimensione del vaso non deve essere eccessiva perché queste succulente amano stare in piccoli vasi. È vero che più grande è il vaso, più grandi saranno le foglie, ma ciò difficilmente influirà sulla fioritura o sul tasso di crescita. Infine, qualunque sia il vaso che andremo ad utilizzare, esso deve essere dotato dei necessari fori di drenaggio.

Come rinvasare

Una volta che ci siamo procurati il vaso e il terriccio adatti, procediamo al rinvaso. La prima cosa da fare è estrarre la piantina dal vecchio vaso e rimuovere con cautela il terriccio vecchio scrollandolo dalle radici. Per garantire un ottimo drenaggio, posizioniamo dei sassi sul fondo del vaso di terracotta pulito e riempiamo con il terriccio. Trasferiamo la succulenta nel nuovo contenitore senza innaffiare per alcuni giorni lasciando che le radici si riprendano dallo stress del rinvaso. Dopo 4-5 giorni annaffiamo e procediamo con le normali cure.

Potatura della Kalanchoe pumila

La potatura non è un’attività che deve essere effettuata con regolarità su queste piante. Possono passare anche anni prima che si renda necessaria. In ogni caso, la potatura può servire per pulire e organizzare al meglio la forma e l’aspetto della Kalanchoe pumila. Nel primo caso andremo a rimuovere le foglie morte e le fioriture esaurite per promuovere una maggiore produzione di fiori nella stagione successiva. Questo si fa immediatamente dopo la fioritura. Basta pizzicare la capocchie sfiorite nel punto in cui si attaccano allo stelo. 

Se invece abbiamo la necessità di tagliare dei rami, facciamolo con l’ausilio di forbici da giardinaggio pulite e disinfettate per evitare il possibile rischio di infezione attraverso strumenti contaminati. Tagliamo via solo lo stretto necessario ed evitiamo di farlo troppo spesso perché ciò indebolirà la pianta.

Propagazione della Kalanchoe pumila

La Kalanchoe pumila può essere propagata facilmente attraverso talee di steli o foglie.

Propagazione per talea di stelo

Andiamo a tagliare lo stelo per la propagazione con una forbice pulita e disinfettata. Rimuoviamo alcune delle foglie inferiori. Le radici cresceranno da questi nodi fogliari e dal fondo dello stelo.  Mettiamo il ​​gambo ad asciugare in un luogo caldo, asciutto e ombreggiato per 2 o 3 giorni in modo che sviluppi il callo cicatriziale. Interriamo il fondo del taglio in un terreno umido ma non inzuppato, in modo che stia in piedi da solo. 

Manteniamo il terreno umido nebulizzando regolarmente. Le radici si svilupperanno in circa tre settimane durante i mesi estivi e da quattro a sei settimane in inverno a temperature comprese tra  21 e 23 ° C. Per capire se il nostra stelo ha messo radici possiamo provare a tirarlo  delicatamente, se sentiamo resistenza allora vuol dire che le radici si sono sviluppate e possiamo iniziare ad annaffiarlo nello stesso modo in cui innaffiamo una pianta adulta.

Propagazione per talea di foglia

Le foglie che rimuoviamo dallo stelo, possono essere usate anch’esse a scopo riproduttivo a patto che si effettui un taglio pulito e nessuna parte della foglia rimanga sullo stelo, altrimenti avremo meno possibilità di successo. Per facilitare l’operazione, possiamo staccarle girandole leggermente. Lasciamo che le foglie si asciughino in un luogo caldo, asciutto e ombreggiato per alcuni giorni, in modo che la ferita si cicatrizzi. Adagiamole sul terreno umido senza interrarle. 

Manteniamo il terreno umido nebulizzando regolarmente. Nel giro di poche settimane, la foglia svilupperà sia le radici che una nuova pianta dall’estremità callosa. Una volta che la nuova pianta ha una dimensione di circa 1 centimetro, riduciamo le nebulizzazioni. Quando la piantina sarà abbastanza grande, potremo metterla a dimora nel vasetto di destinazione. La percentuale di successo per le talee fogliari è di circa il 50%.

Problemi comuni e malattie della Kalanchoe pumila

La Kalanchoe pumila è una pianta in genere abbastanza resistente sia alle malattie e ai parassiti, ma ciò non significa che ne sia esente, soprattutto se coltivata all’esterno.

Per quando riguarda i parassiti, può essere attaccata da afidi, cocciniglie e nematodi. I primi due amano succhiare la linfa vitale dalla pianta rendendola debole. Ce ne accorgiamo perché questi parassiti sono presenti sull’incrocio degli steli o sulla parte inferiore delle foglie. Inoltre, notiamo la presenza di melata sulle foglie, foglie sbiadite o sgualcite o foglie che sembrano strappate o che cadono. Se l’infestazione non è elevata, possiamo togliere i parassiti manualmente, in caso contrario, possiamo usare degli antiparassitari naturali come l’olio di neem o una soluzione di acqua e alcool denaturato. I nematodi attaccano invece le radici della pianta.

In un ambiente particolarmente umido, queste piante possono anche subire l’attacco delle lumache che divorano sezioni di foglie e steli in breve tempo danneggiandole permanentemente. Potremmo, in questo caso, creare delle barriere con gusci d’uovo schiacciati o sostanze polverose che loro temono come i fondi del caffè o la cenere che dovremo però rinnovare periodicamente soprattutto dopo che ha piovuto.

L’oidio e la ruggine sono invece le malattie fungine più comuni della Kalanchoe pumila. L’oidio si riconosce dalla comparsa di sostanze bianche polverulente sulle foglie. La ruggine è caratterizzata da pustole color ruggine sulle foglie o su altre parti della pianta. A questi si va ad aggiungere il marciume radicale. Per prevenire queste malattie è bene evitare di innaffiare eccessivamente.

Tossicità

 La  Kalanchoe pumila è tossica per cani e gatti domestici. Sfortunatamente, le sue radici, steli, foglie e fiori sono tutti tossici, ma i fiori sono le parti più tossiche. Se i nostri animali domestici hanno l’abitudine di masticare le piante, teniamo le Kalanchoe fuori dalla loro portata. Esse infatti contengono glicosidi cardiaci che possono essere fatali per gli animali domestici. L’animale può sperimentare un cambiamento nella frequenza cardiaca, disturbi allo stomaco, diarrea e salivazione eccessiva.


Credit: “Kalanchoe pumila” by Cerlin Ng is marked with CC BY-NC-SA 2.0.; Krzysztof Ziarnek, KenraizCC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons; “Kalanchoe pumila” by Cerlin Ng is marked with CC BY-NC-SA 2.0.; “kalanchoe pumila flowers with ant” by Ezequiel Coelho is marked with CC BY-NC-ND 2.0.; “kalanchoe pumila flower buds” by Ezequiel Coelho is marked with CC BY-NC-ND 2.0.;


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