Aeonium: rinvaso, potatura, propagazione
Nel precedente articolo “Aeonium: la succulenta eterna” abbiamo imparato che questa pianta grassa è più facile da gestire se piantata in vaso. I motivi sono molteplici: dal controllo sulla crescita, alla possibilità di spostarla in funzione delle migliori condizioni climatiche. Se pensiamo ai luoghi in cui gli inverni sono davvero rigidi, ci rendiamo conto, conoscendo le sue necessità, di come sia necessario farla svernare dentro casa o comunque in un luogo riparato.
Nonostante sia una succulenta che può raggiungere dimensioni ragguardevoli, il fatto di avere comunque un apparato radicale molto contenuto, le consente di stare bene in vaso. Anch’essa ovviamente, come tutte le piante grasse, necessita di periodiche attività di manutenzione per mantenerla florida e in salute. Vediamole insieme.
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Rinvaso
Se coltiviamo l’Aeonium in vaso, arriverà un momento in cui avrà bisogno di essere rinvasato. Essendo una pianta a crescita lenta che in più non sviluppa un apparato radicale importante, in genere avrà bisogno di un rinvaso solo ogni due o tre anni.
Ce ne possiamo accorgere dal fatto che, quando le radici hanno assorbito tutta la zolla a disposizione, le nuove radici tendono a spuntare dagli steli. Quello è il momento per rinvasare. Potremmo anche notare, negli Aeonium arbustivi, che gli steli tendono a cadere. Ciò indica la necessità di aggiungere nuova terra e trasferire la pianta in un vaso più grande.
In che periodo effettuare questa operazione? Sicuramente all’inizio della stagione vegetativa, parliamo quindi dei mesi autunnali.
La scelta del vaso
Gli Aeonium hanno bisogno di un buon livello di umidità ma non devono stare nel terreno inzuppato. Quando scegliamo il vaso in cui trasferire la nostra pianta è bene quindi che la scelta ricada su un vaso di terracotta, un materiale poroso e traspirante, in grado di assorbire l’umidità in eccesso, consentendo al terreno di asciugarsi bene tra un’annaffiatura e l’altra. È necessario inoltre che sia dotato dei necessari fori di drenaggio che consentano all’acqua in eccesso di defluire, prevenendo così la putrefazione delle radici causata dall’acqua stagnante.
Per quando riguarda le dimensioni, il nuovo vaso non dovrebbe essere molto più grande di quello precedente. Possiamo scegliere un vaso lungo se abbiamo un pianta ad andamento arbustivo o magari un vaso basso o una ciotola se andiamo a rinvasare un Aeonium tubuliforme, per esempio.
Come rinvasare
Come sempre, quando si effettua un rinvaso, è bene procedere per fasi:
- procuriamoci il nuovo vaso assicurandoci che abbia tutte la caratteristiche illustrate precedentemente;
- ricopriamo il fondo del vaso con una base di 2-3 cm di ghiaia o graniglia o coccio per favorire il deflusso dell’acqua;
- versiamo il mix di invasatura che possiamo realizzare anche in casa miscelando in una proporzione di 60:40 del terriccio universale senza torba e perlite, graniglia orticola o sabbia. In questo avremo un compost altamente drenante ;
- svasiamo l’Aeonium e scuotiamolo in modo da eliminare tutto il vecchio terriccio dalle radici.
- adagiamo la pianta nel contenitore sopra il terriccio;
- riempiamo lo spazio intorno alle radici con altro terriccio finché la parte superiore del terreno non si trova circa 1 centimetro sotto il bordo superiore del contenitore. Quel centimetro lo possiamo ricoprire con uno strato di di graniglia, che aiuterà con il drenaggio ed eviterà che lo stelo marcisca.
- Nel caso di Aeonium senza stelo come ad esempio l’Aeonium tubuliforme, è fondamentale assicurarsi che la rosetta si trovi sopra il livello del suolo quando si mette la pianta nel terreno. Questo per evitare il marciume del colletto. A questo scopo, potremmo anche inclinare il vaso ad angolo in modo che l’acqua di innaffiatura o piovana possa defluire facilmente all’esterno;
- innaffiamo la pianta appena rinvasata e posizioniamola nel posto a lei destinato;
- in seguito, procediamo ad innaffiare quando il terreno è completamente asciutto.
Potatura

La potatura è una pratica che riguarda fondamentalmente gli Aeonium con andamento arbustivo, i cosiddetti Arboreum. Diciamo che si tratta di un’attività di manutenzione straordinaria perché non va effettuata con regolarità ma solo quando si rende necessaria. I casi in cui procedere con la potatura sono due:
- al termine della fioritura, quando la rosetta muore, è bene tagliarla via per lasciare il posto alla nuove nate. Inoltre, la potatura si rende necessaria quando abbiamo rami danneggiati o secchi o anche eziolati. Più i rami si allungano e minori saranno le dimensioni delle rosette che portano in cima;
- il secondo caso, riguarda la cura estetica della pianta. Molte volte l’Aeonium fa fatica a ramificare e diventare bello pieno anche magari a causa di una errata coltivazione. In questi casi, per prima cosa dobbiamo correggere gli errori per poi procedere con la potatura dei singoli rami al fine di stimolare la crescita dei germogli laterali.
Possiamo incoraggiare la ramificazione in due modi. Il primo è quello di tagliare le gambe lunghe degli Aeonium fino a 15 cm, dipende ovviamente dall’altezza della pianta. Col tempo intorno al taglio si formeranno nuovi germogli permettendo agli steli di espandersi. Per potare, usiamo sempre cesoie pulite e disinfettate.
Col secondo metodo possiamo procedere così: quando la pianta arriva ad un’altezza di 15-20 cm possiamo rimuovere alcune delle foglie e il germoglio di crescita al centro della rosetta per stimolare la ramificazione della pianta. Attorno al callo cicatriziale inizieranno a spuntare piccoli germogli che con il passare del tempo si svilupperanno in piccole rosette. Man mano che queste crescono, formeranno nuovi rami. I nuovi rami diverranno più evidenti quando le vecchie foglie delle nuove rosette si seccheranno e cadranno. Ovviamente questo è un processo che richiede del tempo, non aspettiamoci risultati immediati. Teniamo conto infine, che la potatura andrebbe fatta alla fine dell’estate quando le piante si preparano al risveglio vegetativo.
Propagazione
Gli steli caduti o spezzati sotto il peso delle rosette, nonché quelli tagliati durante le operazioni di potatura, non vanno assolutamente buttati perché da essi possiamo ottenere nuove piante.
Capita spesso che questi steli siano dotati di piccole radici e ciò consentirà loro di attecchire formando nuovi germogli. In effetti esistono due principali metodologie per propagare l’Aeonium: tramite talea e per seme.
Propagazione per talea
Gli Aeonium sono forse le piante più facili da propagare tra le succulente. La migliore riuscita si ha con le talee, che hanno il vantaggio di preservare tutte le caratteristiche genetiche e morfologiche della pianta madre.
Le talee di Aeonium radicano molto facilmente a patto di sceglierle però semi-legnose. Il periodo migliore per procedere è l’autunno quando la pianta inizia il suo risveglio vegetativo, ma anche la primavera può andare bene. Detto questo, possiamo usare tre diversi elementi della pianta per propagare. Il primo elemento è la rosetta apicale.
- Si va a tagliare la rosetta superiore unitamente ad un pezzo di stelo di almeno 10 cm con delle cesoie affilate e sterilizzate;
- Lasciamo asciugare le estremità tagliate per almeno 3 giorni, in modo che si formi il callo cicatriziale. Teniamo le talee in un luogo asciutto, caldo e ombreggiato;
- Passato il tempo necessario affinché le ferite guariscano, riempiamo un vaso dotato di fori di drenaggio con un mix di terriccio universale e perlite;
- Piantiamo la talea nel terriccio e assicuriamoci che almeno la metà dello stelo rimanga fuori terra;
- Innaffiamo e ricopriamo con circa un centimetro di graniglia o perlite per mantenere lo stelo asciutto;
- Mettiamo le talee a radicare in un luogo che riceva luce indiretta e intensa e con una temperatura di almeno 18-20°C;
- Innaffiamo leggermente almeno una volta a settimana fin quando la talea non radica, successivamente lasciamo asciugare tra un’annaffiatura e l’altra.
Il secondo elemento attraverso cui si può propagare l’Aeonium è lo stelo. Possiamo tagliare una porzione di stelo e seguire la stessa procedura di cui sopra. Ovviamente le possibilità di ottenere nuove piantine aumentano esponenzialmente se questo è dotato di radichette. Quando questo avrà attecchito, intorno al taglio inizieranno a spuntare nuovi germogli.


Il terzo ed ultimo elemento con cui tentare la propagazione è la foglia. Ebbene sì, la riproduzione per talea di foglia è possibile ma bisogna scegliere con estrema cura le foglie. Queste devono essere belle succulente e giovani e poi bisogna fare attenzione a staccarle integre per non rovinare la base del picciolo. A quel punto basta seguire la stessa procedura seguita ad esempio per la propagazione da foglia delle Echeveria. Se vuoi sapere come si fa, leggi l’articolo “Echeveria: rinvaso, potatura e propagazione”.
Propagazione per seme
La propagazione per seme è sicuramente più dispendiosa in termini di tempo e può dare risultati meno certi dal punto di vista delle caratteristiche delle future piantine. Se non abbiamo la certezza sulla provenienza dei semi, infatti, potremo trovarci per le mani degli ibridi, vista la facilità con cui si producono.
Propagare per seme può essere una scelta in alcuni casi, in altri è invece l’unica via possibile. Nel caso delle specie acauli o monocarpiche, per esempio, l’unico modo per avere nuove piante è la semina. In questo caso, il periodo migliore per procedere è l’autunno-inverno, da ottobre-novembre al mese di febbraio. Cosicché quando arriverà l’estate, i semi saranno germinati e le nuove piantine già cresciute e ben formate, potranno tranquillamente affrontare l’estate.
Tossicità
Gli Aeonium, a differenza di molte altre piante grasse, non sono assolutamente tossici né per l’uomo, né per gli animali. Quindi se i nostri amici a quattro zampe ci giocano o mangiucchiano le foglie possiamo stare tranquilli sul loro stato di salute.
Credit: “succulents with Aeonium arboreum ‘Atropurpureum'” by Trace Nietert is licensed under CC BY 2.0; “Aeonium Schwarzkopf” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0; “Aeonium Schwarzkopf” by srboisvert is licensed under CC BY 2.0


