Come curare i Conophytum bilobum: dal rinvaso alle malattie
Queste piccole succulente a forma di cuore, sono piante abbastanza rustiche. Non hanno bisogno di troppe cure o attenzioni, necessitano solo di essere inserite in un ambiente in cui possano essere assicurate loro le condizioni ottimali di crescita.
Abbiamo visto nel precedente articolo “Un romantico cespuglio di fiori: i Conophytum bilobum”, come soddisfare le esigenze di esposizione, irrigazione, temperature, affinché queste piante possano prosperare. In questo articolo vi parlerò di come rinvasarle, propagarle e far fronte ai più comuni problemi che si possono presentare lungo il ciclo di vita di queste adorabili succulente.
Indice dei contenuti
Rinvaso
I Conophytum bilobum sono piante a crescita lenta, questo significa che possono stare nello stesso vaso per più anni. Evitiamo di rinvasare troppo frequentemente, diciamo che, ogni due o quattro anni potrebbe andar bene, dipende dal tasso di crescita e dalle dimensioni del vaso.
Il periodo migliore per il rinvaso è quello in cui la pianta inizia la sua crescita attiva, parliamo quindi di tardo autunno, ma può essere effettuato in qualsiasi momento purché la pianta sia in crescita attiva.
La scelta del vaso
Queste piante sono molto suscettibili al marciume radicale. I ristagni d’acqua o l’eccessiva umidità del terreno, possono portarle a morte certa. La scelta del vaso è quindi di fondamentale importanza per evitare tutto ciò.
In termini di materiale, la scelta ideale è quella di usare un vaso in terracotta, un materiale poroso che non trattiene umidità all’interno.
In termini di dimensioni, non usiamo un vaso eccessivamente grande. Regoliamoci con le dimensioni della pianta e prendiamo un vaso di una o due misure più grande di quello precedente. Assicuriamoci infine che sia dotato dei necessari fori di drenaggio per consentire all’acqua in eccesso di defluire in breve tempo.
Come rinvasare i Conophytum bilobum
Una volta che ci siamo procurati il vaso adatto, non ci resta che reperire tutti i materiali per comporre il substrato e procedere con le varie fasi per il rinvaso:
- per prima cosa, andiamo semplicemente a togliere la pianta dal vaso. Ripuliamo le radici dal vecchio terriccio e osserviamole attentamente per capire se ce ne sono di danneggiate o se sono presenti parti marce nella pianta e tagliamo via ciò che non va bene;
- prendiamo il nuovo vaso e versiamo sul fondo uno strato di argilla espansa che consentirà un migliore drenaggio dell’acqua;
- componiamo il substrato mescolando un 50% di terriccio per cactacee o terriccio con torba con un 50% di materiali inerti come sabbia, pomice o perlite;
- riempiamo il vaso da metà a un terzo, a seconda delle dimensioni delle radici della pianta;
- posizioniamo la nostra succulenta al centro del vaso e versiamo delicatamente il terriccio attorno alle radici fino a quando non sono completamente ricoperte, fermandoci alla base del corpo. Livelliamo il terreno con un cucchiaio;
- Aggiungiamo un po’ di ghiaia o ciottolino a ricoprire la parte superiore del vaso in modo da stabilizzare il terreno attorno alla pianta e aiutarla a rimanere in posizione verticale;
- Innaffiamo leggermente e posizioniamo la pianta nel luogo di destinazione.
Propagazione
I Conophytum bilobum possono essere facilmente propagati per divisione o per seme.
Propagazione per divisione o per talea
Il momento del rinvaso, se effettuato subito dopo la fioritura, potrebbe essere l’occasione giusta per ricavare nuove piantine dalla pianta madre. Subito dopo avere svasato e pulito la pianta, andremo a tagliare dei grappoli composti da 2 o 4 paia di foglie dotate di radici, che saranno le nostre talee.
Lasciamo asciugare le eventuali ferite e andiamo a rinvasare ogni grappoletto nel proprio vaso. Prepariamo un substrato di coltivazione come indicato precedentemente e lasciamo sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa per favorire il rapido drenaggio dell’acqua in eccesso.
Dopo avere messo a dimora le nostre talee, innaffiamo regolarmente e forniamo luce solare graduale per consentire alla pianta di crescere in modo sano.
Propagazione per seme
Anche il metodo di propagazione tramite semi è molto semplice. L’importante è riuscire a procurarsi semi di buona qualità o possiamo raccogliere quelli prodotti dalla nostra pianta se ne abbiamo già una. Procuriamoci una ciotola o un vassoio e riempiamolo con del terriccio altamente drenante. Spargiamo i semi e copriamoli con uno strato leggero di sabbia per evitare che l’acqua ristagni.
Mettiamo il vassoio in un luogo soleggiato, nebulizziamo e copriamo per i primi giorni con del cellophane per mantenere alti i livelli di umidità. Successivamente sostituiamo il cellophane con un panno ombreggiante leggero e nebulizziamo anche due volte al giorno per le prime due settimane.
Nel giro di un mese, i semi dovrebbero germinare. È consigliabile tentare la semina durante i mesi primaverili ed estivi quando le temperature sono più alte per avere risultati migliori. Infatti con temperature comprese tra i 15 e i 20 gradi centigradi, la germinazione può avvenire nel giro di una o due settimane. Quando le piantine raggiungono una certa dimensione, spostiamole nei singoli vasetti.
Problemi comuni e malattie
I Conophytum bilobum non sono particolarmente soggetti a parassiti o malattie, tuttavia delle volte, anche a causa di un’errata coltivazione, possono contrarre malattie o essere attaccati dai parassiti.
Tra i parassiti, quelli a cui sono maggiormente sensibili queste piante sono le cocciniglie che attaccano principalmente le radici. Contro questi parassiti si possono usare antiparassitari specifici o alcool denaturato diluito in acqua.
Esiste inoltre la possibilità che bruchi e lumache siano attratti da questa pianta e inizino a mangiucchiarla per nutrirsi. In questi casi bisogna stare attenti ai livelli di umidità intorno alla nostra piccola succulenta e usare tecniche dissuasive come quelle che vi consiglio nell’articolo “Lewisia: rinvaso, propagazione, malattie”.
Un’errata coltivazione potrebbe inoltre causare putrefazione delle radici, che si verifica quando diamo acqua in eccesso. In questo caso, se la pianta non è compromessa, tagliamo via le radici marce e rinvasiamo in un terreno fresco, rimodulando le nostre abitudini di irrigazione.
L’eccesso di acqua può anche portare alla rottura dell’epidermide e lasciare delle brutte cicatrici, anche in questo caso diminuiamo le innaffiature.
Un’esposizione al sole diretto durante le ore più calde può scottare o addirittura bruciare la pianta. Se ci accorgiamo della presenza di ustioni, spostiamo immediatamente la pianta in luogo più adatto.
Un eccesso di umidità o di concimazione può portare la pianta a sviluppare la botrite. Ce ne accorgiamo dal fatto che l’epidermide delle foglie appare scolorita e si ricopre di una sottile muffa grigia. Anche in questo caso dovremo correggere gli errori coltivazione e soprattutto liberare la pianta dai fiori morti e dalle vecchie guaine che tendono a marcire.
Tossicità
I Conophytum bilobum sono piante non tossiche. Li possiamo coltivare tranquillamente anche in un ambiente abitato da bambini e animali domestici.
Credit: https://pin.it/5PIC5jx


