Kalanchoe
succulente

Kalanchoe: la pianta del sorriso

Nel linguaggio dei fiori, la Kalanchoe simboleggia l’allegria, il buonumore, l’ottimismo. Regalare una di queste piante significa regalare un sorriso. Sarà anche così, ma in passato io non ho avuto un buon rapporto con questa piccolina. Ne ho uccise parecchie prima di capire come trattarle. Mi ero ripromessa di non acquistarne più, poi un giorno tra un sedum e un graptopetalum che condividono felicemente lo stesso vaso, ho trovato un minuscolo germoglio di Kalanchoe sopravvissuto probabilmente alla sua mamma. In quel momento ho capito che questa bellissima pianta mi stava dando un’altra opportunità e non avrei assolutamente dovuto sprecarla. Mi sono documentata per bene e finalmente ci ho fatto pace. Oggi è una pianta bella e rigogliosa che mi regala splendide fioriture.

Origini

Le piante di Kalanchoe appartengono alla famiglia delle Crassulaceae e al genere Kalanchoe che comprende circa 155 specie. Queste piante da fiore tropicali sono originarie del Madagascar, ma alcune specie si trovano in Brasile e in alcune parti dell’Asia. Infatti, sembra che in Cina il suo nome fosse “gaa laam coi” o “pianta del tempio” così come è stato documentato da un missionario gesuita nelle Filippine intorno al 1700. Successivamente, questa pianta venne descritta e registrata con il nome latino “Kalanchoe” ad opera del botanico Michel Adanson nel 1763.

Caratteristiche generali

Le specie del genere Kalanchoe sono tante e possono essere differenti l’una dall’altra. Alcune assumono aspetto arbustivo come le Kalanchoe Grandidieri, altre sono erbacee come la comunissima Kalanchoe Blossfeldiana.

Possono essere perenni, come accade nella maggior parte dei casi, o anche biennali o più raramente annuali. Le Kalanchoe sono generalmente piante terrestri come la particolarissima Kalanchoe Tomentosa ma alcune specie si sviluppano come epifite, ne è un esempio la bellissima Kalanchoe Uniflora.

Grande differenza tra le diverse specie si può riscontrare anche in merito alle dimensioni. Esistono Kalanchoe di dimensioni importanti come la Kalanchoe Beharensis, forse la più grande, che può arrivare ai 3 metri di altezza o più e allo stesso tempo ritroviamo kalanchoe dalle dimensioni ridotte come la specie Eriophylla i cui fusti non superano i 5 cm di lunghezza.

Le foglie rappresentano una ulteriore discriminante tra le diverse specie. Sono sempre carnose e succulente ma possono essere diverse nelle forme e nelle dimensioni. Anche i fiori possono differire da una specie all’altra. Talvolta sono semplici, in altri casi assumono la forma di una campanella, possono essere profumati o inodore.

Come coltivare la Kalanchoe Blossfeldiana

La Kalanchoe è oggi una pianta molto diffusa. La specie in assoluto più popolare è la cosiddetta Kalanchoe Blossfeldiana, tipica pianta d’appartamento, perfetta per la coltivazione indoor. Ultimamente la si vede dappertutto con le sue numerose piante ibride. È l’ideale, se vogliamo fare un regalo, sia come singola pianta sia come parte di bellissime composizioni alle quali si adatta perfettamente. Questa succulenta è così diffusa in tutto il mondo non solo per la sua bellezza estetica ma anche per il fatto di essere una pianta a bassa manutenzione, adatta quindi anche ai principianti e a coloro che non ritengono di avere il pollice verde. In questo articolo vi parlerò di come coltivare e prendersi cura al meglio della Kalanchoe Blossfeldiana spesso definita anche Calancola o Kalancola.

Questa pianta originaria del Madagascar è stata una delle prime specie a oltrepassare i confini del suo ambiente di origine per espandersi in tutto il mondo. Prende il nome dal botanico tedesco Blossfeld che la introdusse nei primi anni trenta. La Kalanchoe Blossfeldiana è una pianta piccola, cespugliosa con andamento eretto, di solito non supera i 25-30 cm di altezza ed altrettanto si espande in larghezza. Le foglie sono grandi, cerose, succulente e rigide. Hanno i bordi smerlati e sono generalmente di un bellissimo verde brillante di forma triangolare o ovoidale. Come detto precedentemente è una pianta molto resistente e a bassa manutenzione ma è necessario comunque seguire poche semplici regole  perché cresca bella e in salute.

Luce

La Kalanchoe Blossfeldiana è una succulenta che ama molto la luce solare intensa ma che non sia diretta, almeno in estate. Se la teniamo fuori, mettiamola in un posto molto luminoso ma all’ombra perché il sole intenso potrebbe bruciare le foglie; andrebbe bene anche una posizione a mezz’ombra a patto che la pianta non venga esposta direttamente al sole estivo per più di due ore.

Se le teniamo in casa, il posto migliore è un davanzale molto luminoso ma dove comunque non arrivi il sole diretto perché, soprattutto in estate, la pianta rischierebbe di bruciarsi. Ad esempio, una finestra esposta a sud sarebbe il posto migliore durante la stagione invernale mentre è sicuramente da preferire una finestra esposta a est o a ovest nei mesi estivi.

Temperatura

Questa pianta sopporta bene il caldo e perfino la siccità ma non tollera il freddo. Considerando la sua terra di provenienza, possiamo dire che prospera in un clima mite e temperato come può essere quello marittimo. In termini di temperature, raggiunge la sua confort zone tra i 12 e i 30 gradi centigradi. Ad una temperatura inferiore, la pianta inizia a soffrire. Se la temperatura scende arrivando ai 5 gradi o meno, la pianta morirà in poche ore quindi è necessario proteggerla dal freddo e dal gelo. Se anche la teniamo fuori in estate è bene ritirarla in casa con l’arrivo dell’autunno tenendola lontana, durante l’inverno, sia da correnti d’aria o finestre aperte sia da termosifoni o altre fonti di calore.

Innaffiature

Le Kalanchoe sono piante che si caratterizzano per avere steli spessi e carnosi e foglie succulente in grado di immagazzinare acqua a sufficienza per affrontare la condizione di siccità del suo habitat naturale. Questa circostanza permette alla pianta di essere autosufficiente per diversi giorni. Diciamo che durante il periodo di fioritura possiamo bagnare una volta a settimana mentre nel periodo di riposo vegetativo possiamo dare acqua anche ogni due settimane.

La regola d’oro è sempre la stessa: il terreno deve essere assolutamente asciutto e secco prima di dare altra acqua. A tal proposito, basti considerare che la principale causa di mortalità di queste piante è proprio l’eccesso di irrigazione che determina una eccessiva umidità del terreno che a sua volta provoca marciume radicale.

Un buon metodo di irrigazione, quando il terriccio è assolutamente asciutto, è quello di immergere il vaso con la Kalanchoe in un sottovaso profondo pieno d’acqua per circa dieci minuti, in modo che la pianta assorba l’acqua di cui ha bisogno dal basso e le foglie rimangano asciutte. Ciò previene lo sviluppo di malattie a livello fogliare. Non lasciare mai il sottovaso con ristagni d’acqua perché l’umidità eccessiva è letale per questa pianta.

Umidità

Le condizioni di umidità ottimali per far crescere la Kalanchoe sono quelle che ritroviamo generalmente in casa. Un tasso di umidità da basso a regolare va benissimo, se invece, l’umidità è troppo elevata, la pianta tende a sviluppare malattie dell’apparato fogliare come il cosiddetto oidio o “mal bianco”.

Terriccio

Essendo la Kalanchoe una pianta che teme moltissimo l’umidità eccessiva e i ristagni d’acqua, è bene utilizzare un terriccio altamente drenante, quello specifico per cactus e succulente va più che bene. Se vogliamo stare ancora più tranquilli possiamo aggiungere sul fondo del vaso uno strato di ciottoli o ghiaietto in modo da facilitare ancor di più il deflusso dell’acqua da irrigazione. Possiamo anche creare in casa il substrato per la nostra pianta miscelando del terriccio universale con sabbia e perlite in modo da renderlo il più leggero e drenante possibile. Il tipico terriccio per piante da appartamento non va bene per la Kalanchoe.

Concimazione

Per quanto riguarda la concimazione, se la pianta è in fase di germogliamento o è nel suo periodo di fioritura non è necessario concimare. Quando invece la pianta è in crescita attiva e cioè nel periodo che va da maggio a settembre è bene concimare almeno due volte al mese con un fertilizzante molto ricco in potassio e povero di azoto per favorire una fioritura generosa della pianta. Se usiamo invece un fertilizzante più ricco in azoto, avremo una eccessiva produzione di foglie che tenderanno a deformarsi.

La fioritura della Kalanchoe Blossfeldiana

La Kalanchoe Blossfeldiana è una piantina ad andamento cespuglioso costituita da rosette erette di grandi foglie. Al centro di queste rosette, si sviluppa un sottile fusto carnoso che porta in cima numerosi piccoli fiori, riuniti in corimbi, ossia infiorescenze simili a grappoli. I fiori sono di vari colori, dal bianco candido fino al viola intenso, passando per tutte le tonalità del giallo e del rosso; esistono anche varietà dai fiori striati o doppi e stradoppi, molto apprezzate per la loro abbondante fioritura.

Grazie alla costante produzione di ibridi, la quantità di opzioni disponibile è davvero enorme. Ed è proprio a causa delle sue tipiche infiorescenze variopinte che la Kalanchoe Blossfeldiana risulta essere una delle succulente più facilmente riconoscibili. Sono generalmente vendute come piante fiorite d’appartamento perché i fiori durano veramente tanto, anche diversi mesi.

Quando fiorisce la Kalanchoe? Intanto c’è da dire che è una pianta brevi diurna esattamente come il mio amato Cactus di Natale, e la fioritura si verifica come conseguenza alla breve durata del giorno. Partendo da questa considerazione, la fioritura naturale si colloca tra il tardo inverno e la piena primavera. Quel che è certo è che meno ore di luce riceve nel periodo precedente la fioritura più generosa sarà la produzione di fiori.

In più, possiamo aggiungere che i fiori sono molto duraturi e si aprono gradualmente. Considerando che ogni ombrello di fiori di kalanchoe è composto da tanti piccoli fiori che si aprono uno alla volta, ciò ci consentirà di avere una pianta fiorita per molte settimane.

Proprio per questo, quando andiamo ad acquistare una piantina di Kalanchoe, io consiglierei di prenderne una con molti boccioli non aperti, in questo modo avremo in casa una piantina fiorita per molto tempo. 

Dal termine della fioritura fino al tardo autunno queste piante vanno in riposo vegetativo.

Come far fiorire una Kalanchoe Blossfeldiana

La maggior parte delle piante grasse con cui abbiamo a che fare entra nel suo periodo di dormienza durante l’inverno, ma come succede per la Schlumbergera o Cactus di Natale, anche la piccola Kalanchoe fiorisce quando tutte le altre hanno smesso di farlo. Proprio per questa sua particolarità, anch’essa è una pianta molto popolare durante le festività natalizie, è disponibile in grandi quantità nei vivai e in negozi di vario tipo come alternativa alle consuete Stelle di Natale. Oggi è consuetudine trovare queste piantine fiorite durante tutto l’anno. Questo perché le loro fioriture possono essere indotte o forzate agendo sul loro fotoperiodo.

Sappiamo che la Kalanchoe è una pianta brevi diurna, quindi man mano che le giornate si accorciano e le ore di oscurità si allungano, le piante si preparano alla successiva fioritura. I coltivatori non fanno altro che simulare questo ciclo naturale, ingannando così la pianta che si troverà a fiorire anche fuori periodo. Nelle giuste condizioni può arrivare a fiorire continuamente anche per sei/otto mesi all’anno. Ovviamente non senza conseguenze per la piantina che inevitabilmente si indebolirà in assenza del giusto periodo di riposo.

Indurre la fioritura della Kalanchoe non è difficile, basta seguire poche regole e possiamo farlo anche noi con le nostre piantine. Vediamo come:

  • Prima di tutto, quando la piantina ha finito di fiorire, rimuoviamo tutti gli scarti della fioritura e lasciamo solo le foglie;
  • Lasciamola riposare almeno per un mese in un luogo fresco, moderatamente illuminato e diminuiamo le innaffiature;
  • Passato il periodo di riposo, possiamo simulare le condizioni di luce naturale invernale in casa, portando la piantina a credere che sia arrivato l’inverno. In che modo? Per un periodo di almeno 6 settimane, mettiamo la nostra pianta nell’oscurità completa per 14 ore al giorno per poi riportarla alla luce intensa per 10 ore. Questa procedura stimolerà la produzione di nuovi boccioli di fiori. A questo punto, riportiamo la pianta in condizioni di luce normali e iniziamo di nuovo ad annaffiare. Facciamo attenzione che in questo periodo, la temperatura non sia troppo bassa perché potrebbe impedire la formazione appunto dei boccioli.

Ovviamente non è facile dentro casa, con l’illuminazione artificiale, rispettare le 12/14 ore di buio necessarie per indurre la pianta a fiorire. Potremmo quindi metterla dentro un armadio o una stanza buia la sera e tirarla fuori per farla beneficiare del sole mattutino. Un’altra soluzione sarebbe quella di coprirla con una scatola abbastanza grande per poi toglierla semplicemente quando necessario. In questo modo, la nostra Kalanchoe Blossfeldiana sarà continuamente un tripudio di fiori colorati pronta a rallegrare qualsiasi angolo della nostra casa.

Nel prossimo articolo vi parlerò di rinvaso, potatura e propagazione della Kalanchoe.

Credit: “Kalanchoe” by eam31 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “CRASSULACEAE, KALANCHOE UNIFLORA (Stapf) Ham.-0322_lucile_al” by voyage-madagascar.org is licensed under CC BY 2.0; “Kalanchoe beharensis” by wallygrom is licensed under CC BY-SA 2.0; “File:Kalanchoe eriophylla 2019-12-13 6251.jpg” by Salicyna is licensed under CC BY-SA 4.0; “Kalanchoe tomentosa” by wolfgraebel is licensed under CC BY-NC-ND 2.0; “Flores de kalanchoe” by Viverosalegre is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Christmas Bouquet” by Gatorgoon is licensed under CC BY-ND 2.0

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