Xeriscaping
Garden Styles

Lo xeriscaping: un must-have ecosostenibile

Negli ultimi tempi, concetti come eco-sostenibilità o sviluppo sostenibile, sono entrati a far parte del nostro vivere quotidiano come principi irrinunciabili per uno stile di vita orientato a contrastare un modello di sviluppo assolutamente sbagliato.

A causa di politiche socio-economiche scellerate, la nostra amata Terra si è ammalata gravemente e ci sta mandando un grido d’aiuto. Il progressivo scioglimento dei ghiacciai, il famigerato buco dell’ozono come anche il processo di desertificazione, ne sono un esempio.

Gli esperti dicono che siamo ancora in tempo per cambiare rotta ed è per questo che governi,  aziende, singoli individui, tutti insomma, dovremmo comportarci in maniera eco-sostenibile. Non sprechiamo le risorse già scarse come l’acqua per esempio, preferiamo fonti di energia rinnovabile, ricicliamo. Solo così ci daremo la speranza di un futuro migliore.

Lo sviluppo sostenibile interessa ovviamente tutti i settori produttivi e non solo. Anche nel campo dello sviluppo paesaggistico sembra prendere sempre più piede un nuovo concetto di pianificazione e progettazione degli spazi che promuove l’uso responsabile delle risorse naturali. Parliamo di xeriscaping.

Che cos’è lo xeriscaping

Il concetto di xeriscaping venne rappresentato per la prima volta nel 1983, nell’ambito del Denver Water board.

Denver water board

Si parlava di un tipo di paesaggio che potesse promuovere l’uso efficiente delle risorse idriche attraverso l’impiego di sole piante native, resistenti quindi, al clima semi arido del Colorado. In effetti, il termine xeriscaping, nasce dalla combinazione della parola “landscape” ovvero paesaggio con la parola greca “xeros” che significa secco.

Per molto tempo, nell’immaginario collettivo, c’è stata quindi  la tendenza ad identificare lo xeriscaping con un tipo di paesaggio desertico, arido, caratterizzato dalla sola presenza di cactus, rocce e sabbia, tipico della West Coast americana.

In realtà non è così, non bisogna confondere il cosiddetto “zero-scaping” con lo xeriscaping. Quest’ultimo rappresenta oggi la risposta alla crescente consapevolezza della necessità di trovare idee innovative anche nel campo del giardinaggio per preservare l’ambiente senza privarci del verde.

giardino xeriscape

L’idea di base, quando viene progettato un giardino xeriscape, è quella di ridurre il fabbisogno idrico e massimizzare l’uso delle risorse naturali. Si tratta quindi di una metodologia di progettazione volta a mettere in armonia il giardino con l’ambiente in cui si trova, attraverso l’uso di piante autoctone a crescita lenta o resistenti alla siccità, che consentano un minore uso di acqua o fertilizzanti.

Con questo metodo si possono ottenere giardini altrettanto belli, colorati e lussureggianti di quelli tradizionali. Da queste premesse è facile dedurre che lo xeriscaping può essere realizzato in qualsiasi tipo di clima. Negli ultimi tempi sta progressivamente diventando un must, una moda in tutto il mondo, con design di grande impatto. Anche in Italia si sta sviluppando velocemente e non solo sulle coste mediterranee.

Come si realizza un giardino xeriscape?

Può capitare a volte che dopo una lunga vacanza magari in estate, complici il caldo torrido e la mancanza di acqua, al nostro ritorno ritroviamo il giardino logoro, le piante morenti o magari già del tutto secche senza possibilità di ripresa. Così, siamo costretti a ricominciare da capo per far rivivere in nostro angolo verde.

Se vogliamo ovviare a questo problema possiamo pensare ad una soluzione che ci permetta di avere ottimi risultati pur con una bassa manutenzione. Lo xeriscaping è la soluzione. Per realizzare un giardino xeriscaping a regola d’arte, che sia quindi ecosostenibile è necessario procedere per fasi.

1. Pianificazione e design

Il primo passo da fare quando si vuole costruire un giardino con la logica dello xeriscape, è quello di osservare attentamente lo spazio a disposizione per valutare come procedere, al fine di garantire il risparmio idrico.

Prendiamo carta e penna e disegniamo una piantina dove indicheremo tutti gli elementi già esistenti e che resteranno al loro posto. Parliamo di alberi, recinzioni, marciapiedi ma anche i muri perimetrali della casa, considerando le zone d’ombra e quelle esposte sempre al sole.

Una volta che abbiamo pianificato la zona da destinare allo xeriscaping, il passo successivo è quello di progettarne il design attraverso una distribuzione appropriata delle piante. Molto interessante è l’approccio a “tre zone” che suddivide appunto il terreno in tre zone con diverso microclima: la zona arida, la zona oasi e la zona di transizione.

  • La zona arida è quella posta sul lato sud o ovest della casa dove l’esposizione al sole è maggiore.  Si trova nel punto più lontano, in quelle aree che ricevono pochissima acqua o addirittura non ne ricevono per niente. Le piante adatte a questa posizione sono quelle  autoctone che tollerano molto bene la siccità. 
  •  La zona di transizione, come suggerisce il nome, è quella che sta tra le zone aride e le zone oasi. La selezione delle piante in quest’area è un po’ più ampia in quanto l’irrigazione è un po’ più consistente. Per dividere la zona con basso apporto di acqua da quella con un apporto moderato, si possono usare passerelle o percorsi in pietra per metterne in risalto il contrasto.
  • La zona oasi è quella posta sul lato nord o ovest della casa dove l’esposizione al sole è minima o assente ed il microclima è più fresco per effetto dell’ombra. Qui l’irrigazione  può essere alimentata da sistemi di raccolta dell’acqua piovana intorno alla casa.
sistemi di raccolta dell'acqua piovana

2. Analisi e preparazione del suolo

In questa seconda fase, bisogna fare una valutazione del terreno su cui andremo ad operare. Occorre tenere a mente che un terreno argilloso non drena facilmente ed è capace di trattenere discrete quantità di acqua per tempi anche lunghi  e questa è una proprietà molto importante quando si pensa al risparmio idrico. Al contrario un terreno sabbioso, ha una bassa capacità di ritenzione idrica ed è quindi maggiormente soggetto a siccità, inevitabilmente quindi le piante nei terreni sabbiosi, a meno che non siano autoctone, devono essere irrigate frequentemente per non rischiare di seccarsi.

pacciamatura

Dopo questa prima valutazione, soprattutto se decidiamo di impiantare piante non native, è necessario procedere con la lavorazione del terreno e l’aggiunta di compost o letame. In questo modo si può evitare successivamente l’uso di fertilizzanti a base di nitrati così dannosi per l’intero ecosistema. Ovviamente un terreno sano e fertile è fondamentale per avere piante sane.

3. Creare un sistema di irrigazione efficiente

Abbiamo detto che un giardino xeriscaping è fondamentalmente un giardino asciutto o dove serve comunque poca acqua, perché creato proprio per il risparmio idrico. Irrigare in maniera efficiente significa quindi, costruire un sistema di erogazione dell’acqua che la porti solo laddove è necessario e solo quando è necessario.

Il metodo migliore in questo caso consiste nell’installazione di un sistema di irrigazione a goccia. Come funziona questo sistema? Intanto bisogna procurarsi dei grandi recipienti che siano botti, serbatoi e simili per  raccogliere l’acqua piovana. Questi contenitori vengono collegati ad un sistema di tubi dotati di gocciolatoi o forati che possono essere posti in superficie o sottoterra. Attraverso i gocciolatoi o i fori dei tubi, l’acqua verrà rilasciata lentamente e solo sulla zona contigua alla pianta o direttamente nella zona della radice.

L’erogazione può essere costante o avvenire solo quando serve. Con questo sistema si può ridurre il consumo dell’acqua fino al 60%.

4. Selezionare le piante

Questa è la parte più bella di tutto il lavoro. Abbiamo suddiviso il giardino in zone caratterizzate ognuna da un microclima diverso, adesso dobbiamo individuare le piante appropriate da inserire in ogni zona. Ovviamente parliamo di un giardino a bassa manutenzione e a basso impiego di acqua quindi quali, se non le succulente e i cactus, sono le piante più adatte a questo scenario?

C’è da dire che ci sono specie che necessitano di acqua più di altre o che amano l’ombra piuttosto che il pieno sole e viceversa. Per questo motivo, quando scegliamo le nostre piante, dobbiamo procedere a raggrupparle per tipo in base alle diverse esigenze di ognuna e metterle vicine creando così diverse zone di omogeneità.

Cactus e succulente non sono l’unica scelta possibile quando si parla di xeriscaping. Molti arbusti e piante perenni si adattano bene a questo metodo. Pensiamo ad esempio a quelle piante che immagazzinano sostanze nutritive nelle radici o nei bulbi, queste non hanno bisogno di molta acqua. Anche erbe ornamentali, viti, e tappezzanti sono buoni candidati.

Degli esempi concreti possono essere le piante del genere Helichrysum o Xerochrysum

oppure alcune graminacee come la Festuca, la Stipa, Il Carex

e molte altre erbe aromatiche che crescono bene in climi asciutti e sopportano la siccità. I tipici esempi sono la Lavanda, il Liriope, il Rosmarino, il Timo e così via.

L’importante è scegliere specie autoctone, tipiche della zona in cui viviamo, in modo che siano già adattate al territorio perché ci vivono spontaneamente e non hanno bisogno di altra acqua se non quella data dalla pioggia.

5. La pacciamatura

Un passaggio importante nella realizzazione di un giardino xeriscape ,caratterizzato come sappiamo da scarsa manutenzione e scarsissimo apporto d’acqua, consiste nella pacciamatura.

La pacciamatura è un procedimento attraversi il quale, il terreno viene ricoperto con materiale  organico o inorganico per mantenere umide e protette le radici della nostre piante. Questa pratica presenta anche altre funzioni importanti: impedisce la formazione di erbacce, impedisce la formazione delle croste e l’erosione del terreno, riduce  il tasso di evaporazione dell’acqua.

La pacciamatura organica è costituita da trucioli di corteccia, erba o foglie secche, aghi di pino, compost grossolano, muschio ecc. Questi materiali tendono a deteriorarsi e decomporsi col passare del tempo, diventando un fertilizzante naturale. Ciò significa che devono essere sostituiti regolarmente.

La pacciamatura inorganica è costituita da ghiaia, sassi, ciottoli o rocce disponibili in diverse forme e colori. La loro disposizione sul terreno non è solo funzionale ma serve anche a disegnare artisticamente il nostro giardino. Ovviamente questo tipo di pacciamatura non va sostituita nel tempo ma sarà meglio rinforzarla con un tessuto filtrante posto direttamente sul terreno.

6. La manutenzione

In un giardino xeriscape, la manutenzione in genere è ridotta al minimo ma questo non significa che non sia necessaria. Almeno una volta all’anno è bene procedere infatti, con le potature e la pulitura dagli elementi di scarto come fiori secchi e foglie morte. È inoltre necessario aggiungere pacciame. Nel tempo esso diverrà fertilizzante naturale, in grado di fornire nutrimento alle piante e allo stesso tempo evitare che si infestino di erbacce.

Alcuni esempi di giardini xeriscaping

Negli esempi che seguono, potrete vedere come un giardino o anche solo una porzione di esso, costruiti col metodo dello xeriscaping, possano essere colorati, lussureggianti e variegati e non avere nulla da invidiare ai giardini tradizionali.

giardino xeriscaping

In questo scenario, abbiamo una yucca in fondo e lo spazio davanti è stato riempito con una splendida Aechmea blanchetiana cv , una Agave ovatifolia, una Agave attenuata ‘Variegata’, alcuni esemplari di Aloe polyphylla, una meravigliosa Crassula arborescens, e per riempire del Senecio serpens Blue Chalk Sticks. Tutte insieme, queste piante, creano un angolo molto armonioso.

giardino xeriscaping

Quello sopra è un altro meraviglioso esempio di approccio xeriscape, dove sono state sapientemente mixate Echeveria elegans, Sedum treleasei, Sedum morganianum coda d’asino o coda di burro, Sedum, Agave gypsophila ‘Ivory Curls’, Neoregelia sp Bromeliad, Aechmea blanchetiana cv Bromeliad.

giardino xeriscaping

Nella foto sopra, abbiamo invece un tripudio di Cactus e succulente: Alluaudia ascendens Madagascar Ocotillo, Deuterocohnia brevifolia, Cyphostemma juttae Namibian Grape, Tylecodon paniculatus Butter Tree, Aloe dorotheae Sunset Aloe, Euphorbia ingens ‘Monstrose’, Corymbia citriodora Lemon-scented Gum, Agave macroacantha, Dasylirion longissimum, Echinocactus grusonii, Cleistocactus strausii Wooly Torch Cactus, Pilosocereus pachycladus Blue Columnar Cactus, Pachycereus pringlei.

Bella e funzionale l’idea del giardino xeriscape, vero? Guardando quelle immagini vien voglia di mettersi subito al lavoro. Se non avete alcuna idea di come iniziare a progettare i vostri spazi con il metodo xeriscaping, esistono sul web vari software con cui potete divertirvi a dare sfogo alla vostra fantasia. Provate ad iniziare con il sito https://www.smartdraw.com/landscape-design/landscape-design-software.htm . Troverete un piccolo applicativo da scaricare o da usare direttamente online ed è gratuito per i primi sette giorni. Esistono inoltre molti video esplicativi o esempi di design da scaricare gratuitamente.

Buon divertimento!

Credit:“Xeriscape” by Jeremy Levine Design is licensed under CC BY 2.0; “Denver Water” by Jeffrey Beall is licensed under CC BY-SA 2.0; “Xeriscape Demonstration Garden” by City of Fort Collins, CO is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Speading mulch protects chuparosa and butterfly-attracting Flat Top Buckwheat, Eriogonum fasciculatum, from heat, evaporation of drip irrigation and enriches the soil with nutrients.” by Desert Rivers Audubon is licensed under CC BY 2.0; “Drip irrigation” by JobyOne is licensed under CC BY 2.0; “DIY gravity fed drip irrigation” by btwashburn is licensed under CC BY 2.0; “Drip irrigation is an efficient water-saving technology” by UNDP in Europe and Central Asia is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Helichrysum retortoides #2” by J.G. in S.F. is licensed under CC BY-NC-ND 2.0;

“Xerochrysum subundulatum 090124-0480” by Tony Rodd is licensed under CC BY-NC-SA 2.0; “Carex obnupta (slough sedge)” by brewbooks is licensed under CC BY-SA 2.0; “190615 189 Corona del Mar, Sherman Gardens – Succulent Garden, Agave attenuata ‘Variegata’, Aloe polyphylla, Crassula arborescens, Senecio serpens Blue Chalk Sticks” by cultivar413 is licensed under CC BY 2.0; “190615 175 Corona del Mar, Sherman Gardens – Succulent Garden, Echeveria elegans, Sedum treleasei, Sedum morganianum Burro’s-tail Sedum, Agave gypsophila ‘Ivory Curls’, Neoregelia sp Bromeliad, Aechmea blanchetiana cv Bromeliad” by cultivar413 is licensed under CC BY 2.0; “Shredded bark mulch” by Crinklecrankle.com is licensed under CC BY 2.0; “Pebble stones for garden construction” by Crinklecrankle.com is licensed under CC BY 2.0; “190615 188 Corona del Mar, Sherman Gardens – Succulent Garden, Alluaudia ascendens Madagascar Ocotillo, Deuterocohnia brevifolia, Cyphostemma juttae Namibian Grape, Tylecodon paniculatus Butter Tree, Aloe dorotheae Sunset Aloe” by cultivar413 is licensed under CC BY 2.0;

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