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Mondo Grasse

Come creare un ibrido di pianta grassa

Incrociare due piantine, non è necessariamente un lavoro da ibridatori professionisti, anche noi appassionati di grasse possiamo cimentarci nella creazione del nostro ibrido e con un po’ di pazienza e caparbietà potremmo avere delle belle soddisfazioni.

La prima cosa da fare è scegliere le piante da incrociare, tenendo presente tutto quanto detto nel precedente articolo (Ibridazione delle piante grasse). Io partirei dai Cactus che sono senz’altro la scelta ideale per cominciare a sperimentare. Nella fattispecie, gli Astrophytum sono quelli che meglio si prestano perché hanno fiori e semini grandi che facilitano molto il lavoro. Ci sono anche altre specie che si prestano molto all’ibridazione come l’Aloe, gli Epiphillum, la Gasteria, le Haworthia, la Lobivia, il Thricocereus, le Echinopsis, solo per citarne alcune.

Ma vediamo come fare procedendo per fasi.

Prima fase

Iniziamo col procurarci le piantine da incrociare che siano di due varietà o di due specie diverse. Controlliamo le antere dei fiori della piantina che fungerà da padre per accertarci che siano belli polverosi e carichi di polline e successivamente stacchiamo il fiore.

Seconda fase

Stacchiamo delicatamente tutti i petali del fiore in modo che gli stami rimangano esposti. A questo punto possiamo procedere in due modi:

  • effettuare l’impollinazione usando gli stami stessi
  • effettuare l’impollinazione utilizzando un pennellino che avremo precedentemente sterilizzato immergendolo in alcol denaturato e lasciandolo poi asciugare.

Terza fase

Tagliamo o stacchiamo gli stami uno ad uno con delle pinzette, usando la massima delicatezza e trasferiamoci nel vaso della piantina che fungerà da madre. Individuiamo il pistillo e accertiamoci che lo stimma sia bello appiccicoso in modo che il polline vi si attacchi senza problemi.

Quarta fase

Prendiamo gli stami del fiore che abbiamo staccato e li strofiniamo contro lo stimma del fiore ricevente in modo da lasciargli attaccata una buona quantità di polline. Se utilizziamo il pennello, lo facciamo roteare sempre delicatamente sugli stami finché non è ricoperto di polline e poi spennelliamo il pistillo cercando di impolverarlo per bene. Se tutto è andato per il verso giusto, il polline, attraverso lo stilo raggiungerà l’ovario e andrà a fecondare l’ovulo. La base del fiore si gonfierà e verranno prodotti i semi. Una precauzione utile, soprattutto se la pianta è all’esterno, è quella di isolare lo stimma con un sacchetto chiuso o con una calza di nylon per evitare che vengano ulteriormente impollinate dagli insetti. Fatto questo bisognerà aspettare. Alcune piante producono i semi molto rapidamente, altre invece ci mettono molto tempo.

Quinta fase

Quando la bacca con i semi è matura e non prima, si raccolgono i semini, si mettono in un vaso con del terriccio e si coprono con della pellicola. Posizioniamoli in un luogo soleggiato fin quando non vedremo spuntare le prime piantine ma è bene sapere che ci vorranno un po’ di settimane. Quando, dopo molto tempo, le piantine giungeranno a maturazione saremo in grado di capire se il nostro tentativo di ibridazione è stato un successo oppure no.

Ibridazione per innesto

Quando si parla di ibridazione, si è soliti riferirsi alla riproduzione sessuata dove alla base del processo di incrocio tra due specie di piante, c’è il fiore. Esiste però un’altra possibilità: un metodo che bypassa il fiore per creare un ibrido tramite riproduzione asessuata. Il metodo in questione è l’innesto, una tecnica molto antica usata normalmente per la propagazione.

Fu Darwin a proporre l’innesto come metodo di ibridazione sostenendo che i caratteri ereditabili potevano essere trasmessi anche tramite questa via. Lui osservò infatti che, i germogli degli ibridi da innesto, mostravano sia i caratteri del ceppo che quelli del rampollo. Purtroppo la teoria cosiddetta della “Pangenesi” di Darwin non fu mai accettata né compresa.

Di recente alcuni ricercatori hanno dimostrato come il materiale genetico possa essere trasferito tra le piante attraverso i punti di giuntura dell’innesto, confermando quindi l’effettiva esistenza di “ibridi da innesto”. Ovviamente le tecniche di innesto tradizionali differiscono dall’innesto ai fini dell’ibridazione dove viene utilizzata una particolare tecnica detta “mentor-grafting”. In pratica, con questa metodologia, una piantina molto giovane viene innestata su una più adulta proprio per favorire la fusione dei patrimoni genetici.  Solo se questa tecnica viene utilizzata in modo corretto si può sperare nella creazione dell’ibrido.

Se amiamo le sfide, quelle veramente difficili, potremmo cimentarci con questo tipo di ibridazione. Si tratta sicuramente di una tecnica più complicata rispetto all’impollinazione, soprattutto nella fase di fissaggio delle due parti, dove è fondamentale far combaciare i vasi linfatici. La fusione tra le cellule delle due piante si evince dalla formazione del callo cicatriziale dal quale dovrebbe nascere poi, il germoglio del nuovo ibrido.

Buon divertimento!

Credit:“Astrophytum asterias ‘Super Kabuto'” by petrichor is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

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